giovedì, 17 aprile 2008

Che il signor B. non amasse il colore rosso è da sempre risaputo mentre che il rosa gli stesse antipatico è qualcosa che ancora molti stentano a recepire. E sulla base di questa antipatia è partita la sua ultima battuta – gaffe nei confronti del governo Zapatero che il signor B. ha definito “troppo rosa” per via delle nove donne che ricoprono altrettante cariche di ministro. Forse il signor B. ritiene il rosa antipatico perché è un colore tendenzioso, qualcuno potrebbe pensare, difatti una virata più scura di questo colore lo porterebbe molto vicino al rosso, cosa assolutamente da evitare. Macché, lui ce l’ha proprio con il rosa, e non importa se dopo la gaffe – a cui alcune delle donne ministro di Zapatero hanno risposto dignitosamente rendendogli pan per focaccia – si è affrettato a tessere le doti del mondo femminile, tanto non riesce proprio a mascherare il suo machismo di infima categoria. Cosa che è uscita fuori a più riprese nel corso del tempo e che l’ha portato ad essere piuttosto offensivo: dalle massaie italiane che non sapevano fare la spesa come invece sapeva fare mamma Rosa, alle belle segretarie con cui aveva pensato bene di attrarre i magnati di Wall Streets affinché venissero ad investire nel nostro paese, ai pettegolezzi da cortile sulla pelosità delle gambe della sua pupilla Mara Garfagna o sugli apprezzamenti boccacceschi rivolti alla Santanché. Insomma per il signor B. nessuna si salva e, a chi gli ha chiesto se nel suo governo ci sarebbe stato spazio per qualche donna, lui ha risposto “ si, ma…”. E le sue convinzioni sono tutte racchiuse in quel “ma” e non ci stanno neanche strette, misere quali sono.
A proposito di machismo, dei biologi di un’università californiana hanno scoperto, bontà loro, che le femmine dei moscerini preferiscono i maschi pacifici della loro specie dimostrando che l’aggressività e l’ostentata forza non sono sinonimo di successo amoroso.
Il signor B., che ignora tutto questo, contraddice questa scoperta e miete allori tra le giovinette che potrà sempre far sedere sulle sue ginocchia, mentre continua il suo disegno politico dove il rosa non brilla per presenza e dove per il verde ha un amore di bassa Lega.

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nel vento:tra il serio e laceto
martedì, 08 aprile 2008

Tempo di elezioni, tempo di siamo tutti amici e parenti, volemose bene all’insegna di una lotta all’ultimo colpo alla ricerca del voto che farà la differenza. Pensavo di essermi abituata a tutto fino a che ieri non ho riposto al telefono di casa che squillava insistentemente. Al mio “pronto?” sento una voce inconfondibile provenire dall’altra parte del cavo: “Mi scuso per il disturbo sono Pierferdinando Casini… “ Ho allontanato la cornetta dall’orecchio e l’ho sottoposta ad un perplesso esame visivo come chissà che apparizione potesse arrivarmi dai fori. Intanto la voce di Casini continuava il suo spot elettorale in quello che era chiaramente un messaggio preregistrato, e mica ho pensato che Pierferdi si fosse preso la briga di chiamare i suoi probabili elettori uno ad uno eh! E bravo Pierferdi, che manda i suoi messaggi telefonici in missione per convertire le masse di pagani al suo partito. Bravo? Bravo una cippa! Chi glielo ha detto di importunarmi a casa mia? Che poi io a uno come Casini gli darei retta forse solo se il suo nome fosse inciso su una utilissima carta igienica! Siamo arrivati ad un livello di invadenza impressionante e non mi viene neanche da dire “ma dove andremo a finire?” perché a quel punto ci siamo ma non c’è soluzione, tanto si inventeranno sempre nuovi modi per entrare nel nostro privato spudoratamente irrispettosi. Che poi quando ha finito il suo spot il Pierferdi non ha neanche chiuso il messaggio con un ringraziamento del tipo “grazie per aver ascoltato le mie panzane che le dico bene anche senza Berlusconi…” ecc…
Ma vai a c …bip…are!
Tempo di elezioni, tempo di comizi, incontri, feste, tarallucci e vino. Venerdì mi sarebbe tanto piaciuto andare a vedere Anna Finocchiaro in promozione elettorale proprio qui all’atrio comunale, unico neo l’ora del suo intervento. Alle 12,30 le persone hanno ben altro a cui pensare, a quell’ora le persone normalmente casalinghe, anche non disperate, preparano il pranzo per la famigliola, i figli tornano da scuola. Insomma un orario scomodissimo per le persone come me, quello è un orario per chi non ha nulla da fare tutto il giorno, per chi non aspetta nessuno all’ora di pranzo ed io mi sono sentita privata della possibilità di partecipare. Peccato, avrei ascoltato volentieri la voce rasposa della Finocchiaro che apprezzo e stimo moltissimo per l’intelligenza e la dialettica politica.
Tempo di elezioni, tempo di slogans, di frasi fatte dei candidati nel tunnel della ridicolaggine, ed ecco che mi fa ridere un De Michelis, un redivivo, un recidivo, un sopravvissuto che dice di “avere idee nuove”; e mi fa ridere il Bossi de “imbracceremo i fucili” metafora di un uomo che non riesce a tenere in mano neanche una penna; ma l’insuperabile è sempre lui, l’invincibile, l’irraggiungibile Silvio, quello che “le donne più belle sono quelle di destra”. Povero lui ci tenta sempre, ma a Zelig non vogliono proprio prenderlo.

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nel vento:tra il serio e laceto
lunedì, 05 novembre 2007

Come scrisse Saint-Beuve “invecchiare è ancora il solo mezzo che si sia trovato per vivere a lungo”. Ma questa semplice e veritiera affermazione non è presa in considerazione dalle aziende che producono cosmetici di ogni sorta, tant’è che imperversano su giornali e televisioni lanciando messaggi pubblicitari al limite dell’assurdo. Nessuno di loro ha l’elisir di lunga vita s’intende ma, poiché la più visibile espressione dell’invecchiamento è la ruga, viene data, più o meno efficacemente, la caccia ad essa come un tempo si faceva con le streghe, dando anche l’incauta percezione di far corrispondere il lifting ad una maggiore durata della vita. Per un prodotto che fa miracoli contro i tre segni dell’invecchiamento allora ce n’è uno che di segni ne combatte sette: trovare un minimo accordo no? Fortuna che ci pensa chi declama che con quel particolare prodotto “è vietato invecchiare”, una trovata paradossale che dimostra quanto la pubblicità in questo settore sia eccessivamente ottimista. Eppure il mercato delle creme anti età riceve la risposta di moltissimi consumatori, tutti alla ricerca di una pelle più liscia perché, se è vero che non tutti si possono permettere un lifting chirurgico o il botulino, è pur vero che una crema che promette quasi sempre un’illusione può essere alla portata di chiunque, ed allora perché non provarci? Ma sarebbe più utile chiederci “perché non tenerci le rughe?” Ognuno di noi invecchia in maniera personale, chi ha qualche ruga a trent’anni chi a cinquanta ancora non ha neanche quelle cosiddette “d’espressione”, perché lo stile di vita e la genetica sono i due fattori che determinano la nostra reazione al passare del tempo. Ho letto che una fumatrice ad esempio mette ai lati della bocca le rughe tipiche dovute ai movimenti per tirare la sigaretta, per cui è inutile che cerchi di porvi rimedio con una crema se di contro continua a fumare. Alla lotta estenuante contro le rughe non si sottraggono gli uomini che sempre più numerosi accorrono dall’estetista in preda al furore,poco mistico in verità, dell’apparire lisci e glabri! Bleah!
Ma poi cos’è una ruga se non una piccola pietra miliare della nostra vita, un momento segnato, un sorriso mancato o la piega di un pensiero, la carezza che l’esperienza fa al nostro viso per ricordarci di lei? Cos’è se non l’unica ineluttabile verità a cui va incontro l’essere umano nascendo ed a cui non può realmente sottrarsi? Conviene accettarle le rughe visto che tra i rappresentanti del tempo che passa sono i più piccoli e vanesi.

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nel vento:tra il serio e laceto
martedì, 17 luglio 2007
La finestra socchiusa che lascia entrare una leggera e fresca brezza serale mi lascia pregustare una notte allietata da un sonno ristoratore e benefico. Sorrido mentre poggio la testa sul cuscino e sento che il corpo trova il suo primo sollievo proprio nel prendere contatto con le lenzuola profumate. Sto un po’ ad occhi aperti  nella penombra, mi piace sempre farlo quando il sonno non mi prende subito con sé, è piacevole liberarsi  dai pensieri  delle incombenze e dei problemi quotidiani per  lasciare andare la mente ad altro,  qualche idea da mettere per iscritto piuttosto che  un’amica da chiamare l’indomani  magari.  Qualcosa di leggero che mi accompagni dolcemente fino al sonno e… screeeeeeeeeecchhh… come?
Giro il capo verso la mia sveglia le cui lancette luminescenti  sovrastano la scritta “ Limits made to be broken”  e vedo che è quasi mezzanotte. Il  cicaleccio fastidioso di un gruppo di vicini di casa seduti fuori a chiacchierare ha colpito nel segno ed un'altrettanto vicina  che ha osato mettersi a letto prima che loro avessero finito è uscita per lamentarsi: “Ma parlati cchiù pianu no?” “Ma va’ curcati cchiù tardu…” “Ji è dormiri  ora!” Dalla casa di fronte intanto un ragazzino urla: “Maaaaaaaaa’… maaaaaaaaaaaaaaaa… pirchì ti nni isti… cretina!” Perfino il rubinetto dal quale esce l’acqua nella vasca per il suo bagno sembra avere il megafono… fortuna che arriva il padre. “Chi gridi ca li cristiani dorminu?” urla chiaramente, così il figlio capisce chi è che comanda in quella casa: “E chi mi nni futti!” C’è qualcosa che non mi torna. Interviene la madre per fortuna (si lo so, l’ho detto anche prima e non ha fatto effetto speriamo vada meglio  ora…): “Nun pozzu fari tutti cosi ji! Ma chi vuliti di mia? Bona l’acqua è.” Una breve pausa, uno  spot silenzioso mi suggerisce di cambiare posizione nel frattempo e di cercare l’inizio di quel dormire  che ormai anelo, i miei occhi boccheggiano, vogliono respirare ore di sonno caspita. “Maaaaaaaaaaaaaaaaa’… maaaaaaaaaaa’… pirchì nun veni?” Ritorna il padre: “Nesci di ddocu… nesci ti dissi! Nesciiiiiiiii!!”  Silenzio.  Silenzio? Ma non manca qualcuno?  Ah ecco. Il pianto del  figlio più piccolo avvolge la mia camera e mi fa scurire in volto (non potete vederlo perché è buio no?) Il padre: “Falla!” Il piccolo: “Nun mi scappaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa… nun mi  scappaaaaaaaaaaaaaaaaaa…” Immagino questo bambino in piedi davanti al water che sembra guardarlo pietoso, mentre i suoi sforzi non portano al classico svuotamento vescicale prima di andare a letto. “Uaaaaaaaaaaaaaaa… uuuuuuuuààààààààààààààààà (ma come cacchio piange?) nun mi scappaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa…” Potrei chiudere la finestra per  smorzare la quantità di decibel che trafiggono il mio udito, ma non vedo perché privarmi di un fresco così piacevole che è per me salutare,  così penso che da stasera non mi farò cogliere impreparata:  fornirò il mio comodino di pop corn e bibite.
raccontato da: Adelaide_Spallino alle 11:11 | Permalink | commenti (15) | commenti (15)(Popup)
nel vento:tra il serio e laceto
sabato, 28 aprile 2007

C'è un sottile confine tra ipocrisia e diplomazia.
Il problema non è tanto evitare di confonderle,
ma  capire chi merita l'una e chi l'altra.
(a.s.)

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 16:50 | Permalink | commenti (7) | commenti (7)(Popup)
nel vento:tra il serio e laceto
mercoledì, 18 aprile 2007
Non c’è stata generazione di adolescenti che non abbia avuto un attento osservatore a esplorarne e raccontarne  il mondo  di acerbi sentimenti di cui è pervasa ed il modo in cui si muove all’interno ed all’esterno di questo. Negli anni ’80 noi adolescenti  siamo corsi a vedere “Laguna blu”, “Paradise” , ed anche “Il tempo delle mele”; films e colonne sonore incluse fatti apposta per sostenere le tempeste ormonali  dei maschi che si schernivano davanti alle immagini sghignazzando,  mentre noi femminucce  allungavamo la mano per prendere un kleenex con cui asciugare lacrime di commozione. Certo piangevamo anche di fronte a “E.T.” e,più comprensibilmente, davanti  allo splendido ed intenso “Il colore viola”, mentre   già eravamo un po’  più disincantate   di fronte ad Adso che ne “Il nome della rosa” dava vita ad una performance sessuale con una popolana tanto sporca quanto bella. In quel momento una ragazza seduta nella fila dietro  di me ed i miei  amici, disse, non rendendosi  conto di parlare ad alta voce:  “Ah, ora so come si fa!” dando luogo ad un improvviso e non richiesto manifesto sulla sua verginità.  Allora le ragazze trovavano risposte ai loro quesiti su problemi di cuore e di sesso su alcune riviste, ne ricordo due soprattutto, piuttosto tascabili: “Cioè” e “Dolly” su cui trovavano spazio domande di una ingenuità disarmante rispetto a quelle che un’adolescente oggi fa, che so io, a Federico Moccia. Non mi pronuncio sui suoi libri, che non ho letto, né sui film suoi, che non ho visto, ma mi limiterò atracciare in breve la sintomatologia di questo fenomeno che non si può ignorare, perché proprio  non ti viene permesso!  Qualche giorno fa facendo zapping mi sono imbattuta tra i programmi tv in questo titolo “Classe mista III A” di un certo F. Moccia. E chi può mai essere? Per capire come mai questo autore sia così fenomenale e adorato dalle teen agers mi sono fatta un giro sul suo blog, ospitato sul sito della Feltrinelli, sito personale a parte e sito del suo ultimo libro (scritto in pausa pranzo da mezzogiorno all’una mentre era dal callista, come direbbe FiorelloMoccia) a parte. Mi sono ritrovata a leggere dei posts che ho dedotto essere scritti da un ragazzino poco fantasioso e non da un autore “giovanile e giovanilista”, come è stato definito, per cui ho pensato che dia il meglio di sé nei libri. Le adolescenti che a frotte commentano il suo blog, hanno quasi tutte dei nomi tipo: gessy,aly, trilly,gin, patry, francy,chanty, maggy,reby, dadi,vicky, mimi, holly, tamy… ecc, e scrivono codici fiscali che dovrebbero essere pensieri compiuti una volta decriptati.  Purtroppo a leggere i loro commenti  mi ha preso una certa desolazione perché ho avuto la sensazione che poche di loro vadano a    scuola. Ma sono lì a leggerlo e ad idolatrarlo, a prenderlo come confidente,una specie di padre putativo che le ascolti mentre quello vero, quello che la sera si addormenta davanti alla tv, ignora magari la tempesta che si agita nel petto della propria figlia.  
Queste ragazze, che sono comunque tenere nell’affidare i propri patemi d’animo a Moccia, spero vengano folgorate da un congiuntivo come San Paolo sulla via di Damasco e si convertano alla grammatica italiana. Che non è malaccia,anzi!

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nel vento:tra il serio e laceto
domenica, 15 aprile 2007
Il lampione di Ponte Milvio su cui sono stati attaccati centinaia di lucchetti dell’amore, moda lanciata da Federico Moccia in uno dei suoi libri, è crollato sotto il peso degli stessi.  Il sindaco Veltroni ha fatto recuperare i superstiti dai Tecnici del Decoro Urbano per farli conservare in Campidoglio. Io non  ho l’età, ed è forse per questo che un lucchetto non mi pare proprio simbolo positivo d’amore devoto, o forse sono troppo ironica visto che  neanche il balcone di Giulietta – pur apprezzando moltissimo Shakespeare – mi ha mai ispirato eccessi  di  romanticherie.  Ma,ragazzi, forse il crollo del lampione è il segno che  alla tenera età di 16, 17, 18, 19,20 anni  chiudersi  in un “ti amerò per sempre” è un pelino impegnativo, anche se, del resto,  starei  bene in guardia da chi disegna due cuori inanellati sul bagnasciuga. Una vecchia canzone diceva “Ho scritto t’amo sulla sabbia… e il mare se l’è portato via…” Beh, te la sei  andata a cercare carino e dubito che non lo sapessi  che il mare se lo sarebbe portato via.  E non basta certo assicurarsi che anche dall’altra parte vi sia un sincero accordo sul “sempre”e, ovviamente, occhio all’altro estremo, specialmente se al vostro “ti amo” vi  sentite rispondere un “va bene”, oppure un  “sì, anche tu mi sei simpatico!” Questo perché molti temono già di per  sè queste due parole, figurarsi se le stesse vengono accompagnate da un  per sempre.  E’ che certe volte esprimere i sentimenti costa, per qualcuno un patrimonio perfino, altri se la cavano con “una casetta tutta per noi”- come disse la suocera.  E poi buttare la chiave del lucchetto nel Tevere, oltre a incrementare il livello di inquinamento del fiume, è davvero desolante,meglio riporla in in qualche cassetto a casa e sperare di vederla invecchiare senza far la ruggine. Un modo di rispettare la precarietà della vita ed allo stesso tempo di non  farsi travolgere dalle insicurezze. A quarant’anni, e dopo un po’ di vita vissuta alle spalle, si ha una visione diversa di sé stessi, dei propri limiti e delle proprie capacità. Si può dire ti amo sapendo l'impegno e la fatica che richiede, senza avere bisogno di lucchetti e catene perché si è liberi dall’ottimismo dell’inesperienza, come si può avere consapevole paura di innamorarsi perché si sa che, quando ciò avviene, è  come se si spegnesse improvvisamente la ragione e ci si abbandonasse ad  un sentimento profondo con lo stesso entusiamo che abbiamo avuto  da ragazzi, quando  arrogantemente, ma onestamente,  ignorammo quale magnifica bugia potesse rivelarsi   "per sempre…"

ROMA LUCCHETTI PONTE MILVIO
Foto Guaitoli - Lannutti tratta da www.corriere.it 

“Essere innamorati è bellissimo. E’ bellissimo quando lei ti dice: “Io non ti tradirò mai per l’eternità.” E’ brutto quando lei ti dice: “Sai che ieri ho capito che è un’eternità che stiamo insieme?” (Dado Tedeschi)

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 16:26 | Permalink | commenti (15) | commenti (15)(Popup)
nel vento:satyricon, tra il serio e laceto
sabato, 07 aprile 2007
Una ricerca effettuata in Inghilterra su un campione di 4000 donne ha rivelato che il 30% di esse finge sempre l’orgasmo con il partner di turno ed il 90% fra le stesse ritiene che l’uomo sia incapace di distinguere tra gemiti veri e gemiti finti. Immancabile ai fini della ricerca, presumiamo utile a qualcosa (intanto io ci ricavo un post che oggi non sapevo che scrivere), la stesura da parte delle intervistate di due decaloghi diversi su ciò che gli uomini devono evitare e ciò che è consigliabile facciano a letto per appagare la partner. Ho dato un’occhiata a questi precetti e non mi pare che ci siano grosse novità, in entrambi  i casi sono state stilate una serie di cose ovvie, vecchie come il cucco che si presuppone apprese dagli uomini da tempo e che, forse però, il loro egoismo spesso fa mettere da parte. Inoltre l’80% delle intervistate preferisce un uomo gentile e romantico anche se un po’ mediocre a letto, piuttosto che uno stallone privo di  cuore, e non certo perché vogliano votarsi al sacrificio ma perché pensano (o sperano?) che la performance sessuale  possa essere suscettibile di miglioramenti, cosa  impossibile, sembra, con un uomo senza cuore.Non la pensano allo stesso modo le facoltose  donne londinesi  che si rivolgono ad una sorta di agenzia che affitta “mascalzoni”  alla modica cifra di 750 euro, cena a parte, a serata. L’iniziativa è piuttosto bizzarra ma fa  leva su un’osservazione che  molti trovano rispondente al vero,  e che fa  a pugni con l’esito dell’indagine di cui sopra, e cioè che le donne sono attratte da uomini che spezzano loro il cuore, che sanno affascinarle con discorsi conturbanti ed allo stesso tempo che le trattano male. Un gioco che lascia molto a desiderare  ma tant’è, e le donne che chiedono un Rhett Butler alla “Via col vento” pare siano in aumento. E le donne italiane? Ce n’é anche per loro, o meglio  per  quelle    donne che navigano a vista su chat e siti di incontri per cuori più o meno solitari. Ci hanno pensato Paola Carobbio e Roberto Marabini nel libro “Donne in cerca”: 79 pagine che raccolgono i messaggi con cui ragazze e donne adulte si mettono a nudo sul  web, una tipologia piuttosto varia  e sul Corriere.it  è possibile prenderne atto leggendo alcuni  annunci davvero illuminanti:
Le modeste: Sono un sogno che cammina.
Le annoiate: Ciao sono sposata ma mi piace divertirmi con ragazzi giovani e belli. Non mi interessano uomini maturi e belli dentro… per questo ho già mio marito.
Le strane: Sono una strega elettrica!
Le Decise: «Cerco uomini divertenti. Astenersi finti romantici e bambascioni».
Le Passionali: «Sono di un altro pianeta...sensualselvaggia...cerco alieni come me...».
Le Sadomaso: «Ciao mi chiamo Serena e sto cercando nuovi amici per...dimmi tu per cosa io sono alla tua piena mercé...ordinami e io eseguo».
Per tutte ho una frase di Sharon Stone: “Le donne possono simulare un orgasmo. Ma gli uomini possono simulare intere relazioni.”


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nel vento:tra il serio e laceto
giovedì, 22 marzo 2007

Qualche giorno fa uno dei più importanti pubblicitari italiani ha detto in una intervista che i riferimenti al sesso proposti negli spot non fanno vendere più, che i consumatori preferiscono di gran lunga la pubblicità  dove a giocare un ruolo da protagonista è l’ironia. Sulla base di questa novità si sta avendo una inversione di tendenza, con buona pace delle donne che potranno reclamizzare un formaggio senza ammiccamenti da pornoguitte malpagate. Mi chiedo però dove se ne andrà tutto questo sesso avanzato dallo spot del gorgonzola ad esempio, anche se osservando il quotidiano di Belpietro tutti i dubbi vengono fugati. Certo lo scandalo nato dal binomio  sesso – politica è un gran piatto succulento, specialmente per i detrattori del peccatore in questione, ma non avendo a portata di mano nulla di simile al caso Clinton – Levinsky, gli italietti si accontentano del portavoce del governo in carica Sircana, fermo, e saranno pure fatti suoi, forse ad agganciare un trans per la strada. Dico forse perché per me avrebbe potuto anche chiedergli l’ora. Ovviamente la questione non è che un uomo vada in cerca di un piacere trasgressivo, ma che a farlo sia un componente del governo. Ed anche in questo caso sono sempre fatti suoi. Ma non per Belpietro, e consimili, che evidentemente vive in un mondo lindo e pulito, depurato da ogni pensiero peccaminoso verso chicchessia, è un animo puro lui e fa informazione.  L'importante è tirare e, non potendo contare sulle mirabolanti avventure del Cavaliere,  il bravo cronista d'assalto si affida ad una non notizia. Geniale davvero.

 

Genio al lavoro - R. Vecchioni

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nel vento:tra il serio e laceto
sabato, 10 marzo 2007
Dopo aver fatto brillare gli occhi a più di un milione di visitatori, Imperatore compreso, alla World Expo di Aichi del 2005, il "Satiro Danzante" era tornato a casa, a Mazara del Vallo. Ora pare che sia di nuovo in partenza (la vulemmu finiri?) per il Louvre di Parigi presso cui sarà esposto nei prossimi mesi. La splendida scultura, che secondo alcuni ha un valore che supera il milione di euro,  penso viaggerà di nuovo in speciali involucri al titanio onde evitare danneggiamenti vari. Tutta questa disponibilità sarà ripagata alla città del Satiro con dei finanziamenti per  la realizzazione  di importanti progetti. Sarà, ma io sti francesi li terrei d'occhio.  
raccontato da: Adelaide_Spallino alle 21:39 | Permalink | commenti (10) | commenti (10)(Popup)
nel vento:tra il serio e laceto