Il volo mattiniero delle rondini assomiglia a certe traiettorie di pensieri che popolano la mente nel silenzio di un cielo chiaro dalle sfumature rosa. Alcuni, ruvidi, scattano in avanti e scartavetrano i ricordi dalla loro patina di vissuto, ricordi che pretendono più di quanto io possa voler loro riconoscere. Altri pensieri sono morbidi, si muovono sinuosi e ondeggiano nella mente sotto la mano di una dolce brezza ed i ricordi sono profumi che conquistano l’anima e fan brillare gli occhi.
L’aria fresca pizzica le braccia nude ma già si alza il sole che tra poco arroventerà i sassi. Accarezzo la copertina di un libro in dialetto siciliano, apro a caso e leggo sottovoce:
“Pi na vasata di ssa to vuccuzza,
Darrìa lu sangu me, di li me vivi.
Ca mi cuntitirìa la lingua muzza,
Darìa Madonna, celu e serafini.
Darrìa eccu a Satanassu la me armuzza,
Jirrìa di lu gran mari a li cunfini.
C’ada maju nascissi erva, sirpuzza,
Pi na vasata di ssa to vuccuzza.”
(Alessio Di Giovanni)

Le rondini scivolano adesso leggere ed aggraziate lungo le immaginarie linee del loro volo, le ali tese ed aperte del mio cuore sostengono il peso di ricordi senza tempo, ridestati all’alba dalla frescura filtrata da una finestra aperta. Vola anche lui fuori dal mio petto e mi dà respiro e consolazione per i sogni non avverati, per le speranze disattese ed i sorrisi mancati. Quieto poi ritorna a me, lo sento battere sotto la mia mano e gli rivolgo un abbraccio ideale, me lo stringo forte il mio cuore, scrigno prezioso, ancora di desideri e sogni pieno.
nel vento:pensieri, pause, selecti flores


















