lunedì, 31 marzo 2008

Dopo quella povera demente che non riesce a comprare due etti di prosciutto crudo,i pubblicitari impegnati nella creazione della reclame di un’automobile hanno deciso di distinguersi dai loro colleghi, e sono corsi ai ripari per dare vita ad un modello di donna con un po’ più di dignità ed inventiva. Ed eccola lì, nata dallo sforzo meningeo di un bel gruppo di lavoro, la nostra eroina. Si alza al mattino presto ed esce solo coperta da un lenzuolo per prendere il quotidiano davanti l’uscio di casa ma, ahimè, povera tapina, le si chiude la porta alle spalle. Inutile suonare e cercare di svegliare l’ebete che dorme nel suo letto, così mette in campo tutte le risorse di cui l’hanno dotata magicamente i pubblicitari,chiavi dell’auto in primis, per risolvere la questione. Niente paura, che ci vuole? In corsa verso l’ufficio e con le cinture di sicurezza allacciate, lei riesce a vestirsi di tutto punto raccattando abiti e scarpe qui e là, le basta allungare una mano dal finestrino aperto ed il gioco è fatto. Tutte queste evoluzioni degne di Houdini e di un ritiro di patente, fanno impallidire quante finora si sono dedicate solo a ripassare il rimmel o il rossetto mentre sono alla guida dell’auto e le fa apparire delle vere e proprie pivelline. Una certa vis comica dovrebbe invece possedere, secondo i creatori non proprio lungimiranti, la massaia di uno spot su un detersivo liquido che, frustrata per il fatto che il bucato della sua vicina profuma più del suo, si ritrova non solo a sniffare le mutande di quest’ultima ma a calcarsele in testa a mo’ di cappellino piuttosto originale. Ah, si rifà ai film cosiddetti di serie B dei primi anni ’80 lo spot di una vernice usata sapientemente da due donne, delle quali una – con una mise ed una posa di tipo erotico - è la cameriera dell’altra. Il marito della signora apprezza più la cameriera che la vernice chiaramente e fa intendere che glielo abbia già dimostrato ampiamente. Ma perché continuano a dipingerci in modi così avvilenti? In questi spot sembriamo uscite dalla disperata voglia che hanno certi uomini di sminuirci, di catalogarci dentro luoghi comuni che dovrebbero ormai essere sepolti da tempo. Ma forse sono io che me la prendo per queste cose quando dovrei fare spallucce, e certo,mica mi sposso aspettare che uno spot commerciale sia educativo e rispettoso. Dovrei rassegnarmi al fatto che veniamo viste ancora così e che questo modo vada in onda su tutte le reti televisive legittimato dall’utilità a far vendere quel dato prodotto. In questi tre spot gli unici messaggi a passare dovrebbero essere: che bell’auto, che buon detersivo e che efficace vernice, ma in realtà con loro passano, e non proprio in secondo piano, altri messaggi per nulla edificanti sulle donne. Forse siamo destinati a non uscire mai da certi schemi, da certi pregiudizi che oggi sono anacronistici, ma io spero sempre che il pensiero dell’uomo non si modernizzi solo per la creazione di un telefonino sempre più all’avanguardia. Utopia?

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giovedì, 13 marzo 2008

Il parroco di Cinto Euganeo, in quel di Padova, una domenica mattina ha pensato bene di portare, alla Messa per i bambini della prima confessione, una bara che lo aiutasse a parlar loro della vita e della morte. Potete leggere qui .Se c’è una cosa che mi manda fuori di testa è vedere chi si propone, a vario titolo, come educatore non aver alcun rispetto per la sensibilità dei bambini, come se questi ultimi fossero dei sacchi vuoti da riempire. Questa notizia mi ha riportato indietro di qualche anno, a quando mio figlio frequentava la quarta elementare. Durante il periodo della Quaresima Lorys rimase traumatizzato dal racconto che la sua insegnante di religione, una vera fondamentalista cattolica, fece a proposito della Crocifissione e Resurrezione di Cristo. Arrivò a scappare da scuola una mattina in cui sentì i suoi compagni dire che sarebbero andati a visitare un antico crocifisso ligneo in esposizione in una chiesa del paese. Ci vollero settimane prima che si riprendesse del tutto dalla paura instillata da quel tipo di insegnamento,paura che manifestava anche in casa in vari modi. L’anno precedente invece era toccato al catechista, un giovane seminarista piuttosto altezzoso, farsi notare per la sua incapacità d’approccio, arrivando a minacciare mio figlio di non fargli fare la prima confessione se non avesse imparato a memoria le risposte delle 40 domande di un questionario. Lorys era fuggito piangendo ma aveva incontrato me nei pressi della chiesa. Saputo quello che era successo andai a confrontarmi col tale in questione il quale non si fece nessuno scrupolo, anzi, mi apostrofò dicendomi che stava studiando per diventare insegnante e che un domani non si sarebbe fatto dire dai genitori come svolgere la su professione.
Se un adulto ritiene che,per educare un bambino, ha bisogno di shoccarlo vuol dire che ha perso su tutta la linea, che non ha più il senso dell’approccio e della misura con i piccoli e questo non potrà che produrre effetti negativi. Io ho sempre pensato di non privare mio figlio di nulla che potesse servire alla sua crescita, alla sua formazione come essere umano, ed ho desiderato che conoscesse la nostra cultura religiosa dandogli la possibilità di poter scegliere se farla sua o meno. Il fatto che lui si sia imbattuto in persone che, al di là di un abito talare o di un titolo per insegnare, non sono state capaci di rispettarlo come bambino ha determinato nel tempo una sorta di disaffezione dall’argomento. Del resto io già da anni ho imparato che se la parola di Dio è musica, gli strumenti che usa sono spesso scordati.

Nota Bene: sono alquanto stupita di me per la pacatezza con cui ho scritto sulla questione.

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 09:10 | Permalink | commenti (19) | commenti (19)(Popup)
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mercoledì, 12 marzo 2008

Da tempo mi sarebbe piaciuto un ritorno in tv del Trio e, quando sabato se ne è presentata l’occasione, ovviamente non me la sono persa. Di certo non mi aspettavo un programma di amarcord ma quello che ho visto mi è piaciuto, forse perché la televisione nostalgica è incline alle mie corde. Accanto a me, sul divano, mio figlio che ha visto una comicità diversa da quella a cui è abituato, una comicità fatta di studio e preparazione, di impegno notevole che riesce a produrre comunque un effetto immediato nel telespettatore. Lorys ha riso moltissimo per le trovate e le invenzioni del Trio e si è ripromesso di replicare sabato prossimo. Ieri ho letto la critica di Aldo Grasso che è stato inclemente nei confronti di “Non c’è più la mezza stagione” e che non ha trovato meglio che definirlo “aria da funerale”. Non sono un critico televisivo ma penso che questa operazione del Trio sia solo un test per capire se ci sono possibilità di rientrare con cose nuove, facendosi apprezzare anche da chi non li conosce, visto che Solenghi, Lopez e Marchesini insieme mancano dalle scene da anni. E’ un modo di riaffacciarsi in punta di piedi in tv e trovo la cosa lodevole, soprattutto se penso alla smodatezza che ogni giorno va in onda su tutte le reti.
Qualcosa da dire in più su Anna Marchesini,l’unica dei tre che in questi anni da sola ha riempito i teatri fino a quando nel 2006 non ha dovuto interrompere una tournèe perché colpita da una grave malattia. I segni di quest’ultima sono visibili ed è chiaro che Anna sta lottando ancora, ma è dotata di forza e coraggio tali da rimettersi in gioco facendo ridere gli altri, anziché chiudersi in sé stessa. Ho sempre pensato che chi sa procurare una risata in qualcuno faccia del bene e sabato sera ne ho avuta l’ennesima conferma di fronte all’esilarante performance di Anna nei panni della sessuologa Merope Generosa. Devo dire che a differenza di mio figlio che rideva di gusto, io l’ho fatto con un po’ di malinconia, immaginando quanta sofferenza debba affrontare quella verve per venire fuori intatta a far del bene agli altri.

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martedì, 26 febbraio 2008

ilnostrotempo
Immagine tratta da www.linksanremo.it

Quando, nel mese di dicembre, un certo lineadonda mi ha contattato su splinder, dandomi la sua mail e dicendomi che mi doveva parlare urgentemente, ho pensato sospettosa (come mia abitudine del resto): “e questo cosa vuole?” ma ho provveduto a contattarlo a mia volta incuriosita come una scimmia. Mattia Del Forno, questo il suo vero nome, mi aveva trovata digitando su un motore di ricerca una frase attinente con una sua canzone ed è così che, dopo alcune entusiasmanti conversazioni telefoniche, una mia poesia è entrata a far parte del CD “Il nostro tempo” – in uscita il 29 febbraio - del gruppo musicale La Scelta, di cui Mattia è la voce, che da stasera gareggerà a Sanremo tra i giovani. La poesia è la traccia che apre il CD ed è interpretata dall’attrice Monica Scattini, cosa che mi onora moltissimo e che mi stampa in faccia un sorriso da ebete patentata. A volte la vita ti fa dei doni inaspettati e tu, che non ci sei abituata, sei fortunata se sei lì pronta ad accoglierli, se non sei trincerata dietro a fortezze, se sei aperta e con l’animo proteso alla positività. Spero che questi ragazzi, indipendentemente dall’esito di Sanremo, volino alto perché ne hanno tutte le capacità.
Ragazzi, in culo alla balena!
Qui un articolo:

http://www.linksanremo.it/2008/LaScelta/LaScelta.htm

http://www.radioitalia.it/sanremo/artista.php?id=477

 

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 10:05 | Permalink | commenti (17) | commenti (17)(Popup)
nel vento:le mie poesie, play, io , i musicanti
sabato, 29 dicembre 2007

La cosa bella di un nuovo anno è che lo costruiamo un po’ alla volta e lo vediamo prendere forma man mano che lo adattiamo per farlo diventare presente e poi, una volta vissuto, passato da ricordare. Per farlo ci vuole tempo e dedizione, guai a non averne, guai poi ad essere troppo distratti o a non aver pazienza ché tanta ce ne vuole e tanta ce ne vorrà sempre. In quanto a distrazione io credo di essere ad un livello medio, è difatti solo per mia sbadataggine che prendo certe cantonate. Di pazienza ne ho abbastanza, sempre più con me stessa e meno con gli altri mi rendo conto, sarà l’età che avanza o l’esperienza che mi bussa alle spalle. Avevo pensato di buttare qualcosa per festeggiare il nuovo anno ed avevo pensato anche a dei buoni propositi da fare, e mantenere chiaramente. Ma sinceramente vorrei tenere tutto quello che sono, e mi tengo cari anche i miei difetti che mi corazzano contro certe pestilenze sociali. In quanto ai propositi, uhhmmm… non ne faccio perché non ne voglio mantenere – per pigrizia -, costruirò il mio 2008 come potrò,magari non proprio con la perizia degli ingegneri ma con la voglia di fare del mio meglio in ogni cosa.

 

linee

"E forse allora vi è del buono nel consiglio secondo il quale io dovrei smettere di ripensare tanto al passato, dovrei assumere un punto di vista più positivo e cercare di trarre il meglio da quel che rimane della mia giornata. Dopotutto cosa mai c'è da guadagnare nel guardarsi continuamente alle spalle e a prendercela con noi stessi se le nostre vite non sono state proprio quelle che avremmo desiderato? (...) Che ragione c'è di preoccuparci troppo circa quello che avremmo o non avremmo potuto fare per controllare il corso che la nostra vita ha preso? Di certo è sufficiente che quelli come voi e come me almeno tentiamo di offrire il nostro piccolo contributo in favore di qualcosa di vero e di degno. E se alcuni di noi sono pronti a sacrificare molto, nella propria vita, al fine di perseguire tali aspirazioni, ciò sicuramente rappresenta in sé, quali che siano i risultati che ne derivano, motivo di orgoglio e di felicità".
(Kazuo Ishiguro, Quel che resta del giorno)

- Auguri a tutti voi -

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 17:32 | Permalink | commenti (12) | commenti (12)(Popup)
nel vento:pensieri, play, selecti flores
mercoledì, 19 dicembre 2007

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Il “Web Writers Group’s” è un’associazione temporanea di bloggers nata su iniziativa di Blunightavenue per compiere un’azione solidale per la LAIF http://laif.wordpress.com . Abbiamo aderito in 34 con racconti, poesie ed altre forme di scrittura per parlare a modo nostro di bambini e adolescenti ed abbiamo creato un libro il ricavato della cui vendita andrà appunto alla LAIF, che si batte contro la violenza sui minori. Abbiamo messo a disposizione ciò che sappiamo fare, ciò che ci è congeniale per qualcosa che non è mera vetrina ma gesto concreto e, speriamo, efficace.
Per richiedere il libro e fare, per queste feste, un dono particolare a qualcuno e non un semplice regalo basta andare sul sito dell’editore www.boopen.it .

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 08:12 | Permalink | commenti (2) | commenti (2)(Popup)
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lunedì, 17 dicembre 2007

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raccontato da: Adelaide_Spallino alle 10:53 | Permalink | commenti (10) | commenti (10)(Popup)
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mercoledì, 07 novembre 2007

buon ascolto...

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 19:44 | Permalink | commenti (18) | commenti (18)(Popup)
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mercoledì, 24 ottobre 2007

Stamattina ho portato il referto ecografico al mio medico ed ho avuto la conferma che una delle cose che mi piace fare è osservare il comportamento della varia umanità che vi si incontra. Certo qualcuno potrà senz’altro obiettare che io debba avere una vita mondana davvero grama se mi accontento di un tal piccolo avvenimento, ma ogni volta che siedo nella sala d’attesa del mio dottore posso assistere a qualche show personale degno di Totò e Peppino perché, pur di non aspettare il proprio turno, certa gente è disposta a mettere su una sceneggiata tragicomica. Se la giornata è poi di quelle giuste posso anche sperare di assistere a qualche diverbio che rasenta il tafferuglio vero e proprio. Uno dei medici che ho avuto le aveva tentate tutte pur di fare ordine e di evitare situazioni incresciose, ma qualsiasi trovata era stata sapientemente e scaltramente elusa: così come successe con i numeri da prendere in base al proprio arrivo: non si sa come fu sparì la prima decina. Questa idea era stata messa in atto per ovviare ad un malcostume a cui ricorreva gran parte delle persone, soprattutto donne anziane: la signora di turno lasciava su una sedia un rappresentante della propria persona che poteva consistere benissimo anche nel libretto sanitario ed usciva a fare le sue faccende. Quando ritornava, con comodo, aveva la pretesa di ottenere la precedenza da chi nel frattempo aveva aspettato e, alla replica negativa della sua richiesta, lei ribatteva: “Ma ji lassavu lu librettu ccà!” (Ma io ho lasciato il libretto qui!).Il mio medico attuale ha una sfilza di … impazienti che mostrano insofferenza soprattutto in presenza degli informatori medico scientifici che i più poi chiamano “commessi”. Non appena ne scorgono uno all’orizzonte cominciano a dare segni di nervosismo e iniziano a borbottare. C’è da dire che gli informatori non fanno nulla per rendersi simpatici,addirittura uno qualche giorno fa non ci ha creduto quando gli abbiamo detto che il dottore era fuori ed ha tentato di aprire la porta dell’ambulatorio! Una scena simile l’avevo vista nella sala d’attesa di un altro medico il quale, sorpreso da un suo… impaziente maleducato a visitare una signora palesemente svestita non si fece scrupoli sul trattamento da riservare al tale in questione.

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 16:29 | Permalink | commenti (4) | commenti (4)(Popup)
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venerdì, 19 ottobre 2007

dal terrazzo

Il terrazzo di casa mia è la stanza che preferisco e da cui ho una visuale ampia,spaziosa, delimitata da piccole montagne che si aprono verso sud dove, nelle giornate limpide, scorgo una sottile striscia azzurra ed a me piace pensare che sia uno scampolo di mare che si mostra vanitoso.
Sempre a sud,ma più vicino,vedo la grande diga Castello costruita anni fa nei pressi del rudere di un antico maniero appunto e la vallata nella quali gli operosi abitanti di questo paese coltivano soprattutto le pesche,le olive e le arance. Da qui si riconoscono anche gli ordinati filari dei vitigni sulle colline che si alternano alla cosiddetta macchia mediterranea.
Casa mia si trova in cima ad una salita così il mio terrazzo domina i tetti di una porzione di paese con una delle piazze sede del  mercato il venerdì, emolte altre cose ci sono attornoma lo spettacolo più bello me lo offre il cielo con i suoi mutevoli volti che vanno dalle rosee albe ai suggestivi tramonti.


raccontato da: Adelaide_Spallino alle 19:57 | Permalink | commenti (11) | commenti (11)(Popup)
nel vento:play, io fotografo