domenica, 10 giugno 2007
Da un po’ la ginestra è letteralmente esplosa. Se fino a poche settimane fa la sua presenza si  limitava ad alcune  macchie sbocciate, adesso è uno spettacolo per gli occhi vederla in lunghi e continui filari cespugliosi fioriti. Il suo profumo accompagna, al pari del giallo con cui tinge i terreni, soprattutto i declivi, chi vi passa accanto e si ritrova a respirarlo. Quando capita a me non posso fare a meno di sorridere, guardo il colore sgargiante che svetta dalle zolle di terra della tarda primavera, e godo di ogni particella di profumo che raggiunge il mio olfatto, specialmente se dolcemente sospinta da un’aria fresca e ventilata come quella di questi giorni.  Il colore giallo. Ripenso agli anni in cui nel mio armadio campeggiavano solo tre tinte: il nero, il marrone ed il blu scuro.  Colori che a distanza di tempo riconduco ad un periodo di chiusura totale, non solo verso l’esterno ma verso quella parte di me che aveva molto da dire, o meglio da obiettare sulla mia vita, ma a cui io non davo modo di esprimersi. Quanta strada e quanti mutamenti.  Ringrazio la prepotenza e l’arroganza con cui quella parte di me, forse la migliore non so ma so che è quella che preferisco, ha preso il sopravvento dimostrandomi  e mostrandomi che io non ero che un essere monco.  Il mio primo gesto di apertura non per nulla fiducioso fu, sembrerà sciocco ma è così, il mio propormi a Carognix con uno scritto satirico su Berlusconi  ed il suo primo cd con Apicella. Da lì ho scritto cose belle,cose meno belle, satira, battute, freddure, fino al blog Isola Emersa aperto con titubanza, timore ed incertezza, altrimenti  non sarei una brava Bilancia. Nello stesso tempo è avvenuto qualcosa in me. Un cambiamento che, se da un lato ho messo alla voce “normale” dall’altro l’ho trovato a dir poco straordinario, per la serie contraddizioni a iosa. Non riuscivo a credere che fossi io, come non avrei mai pensato un giorno di arrivare ad acquistare un dolcevita arancione, o un pantalone rosso cupo. Il mio armadio adesso è colorato, vivo e luminoso, essermi confrontata su questo blog mi ha fatto bene più di quanto io, ironicamente e canzonandomi, possa riconoscere.  
raccontato da: Adelaide_Spallino alle 15:15 | Permalink | commenti (13) | commenti (13)(Popup)
nel vento:one , io
venerdì, 02 marzo 2007
Una tempesta di sabbia,una molesta grandinata, una infestante nevicata. Nulla di tutto questo, anzi,oggi è una splendida giornata, il sole ha un sorriso a trentadue denti.
Il Governo Prodi è al bis, c’è Sanremo e i vestiti della Hunziker sono in prestito, a fine Festival li deve restituire, oggi alle 18,00 c’è la presentazione del mio libro. Continuano a chiedermi se sono emozionata. No. Sono tesa e già mi immagino dopo gli interventi principali, quando mi toccherà chiudere questo piccolo personale evento, inciampare in qualche mirabolante circonvoluzione linguistica tanto da far dire agli astanti “ma siamo sicuri che l’ha scritto lei il libro?” Ci sarà qualche grande assente che io vedrò comunque di fronte a me, qualche fila più in là rispetto alla prima, ne  vedrò il sorriso di incoraggiamento unito a quello di mio figlio e dei miei amici amatissimi. Ci sarà la mancanza di mio padre del quale mercoledì è stato il compleanno, ma vorrei immaginarlo da qualche parte, in buona compagnia, rivolgersi a qualcuno che io non ho mai conosciuto  per dirgli: “ Vedi, quella è mia figlia, quella che sembra non si pettini da una settimana. Lei mi dà un sacco di pensieri, più dei suoi fratelli messi insieme, però è troppo forte…”
Buona giornata,
Adelaide.
raccontato da: Adelaide_Spallino alle 09:32 | Permalink | commenti (15) | commenti (15)(Popup)
nel vento:for me, one
venerdì, 02 febbraio 2007

Meglio sentire una corda che si spezza che non avere mai teso l'arco.

- Von Heidenstam -

Magnolia

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 09:22 | Permalink | commenti (5) | commenti (5)(Popup)
nel vento:one , selecti flores
mercoledì, 13 dicembre 2006

Il 13 è davvero un bel numero.

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 10:03 | Permalink | commenti (9) | commenti (9)(Popup)
nel vento:one
giovedì, 19 ottobre 2006
...liberi un sogno da bambina e se ci credi davvero magari da grande ne riconoscerai il profilo all’orizzonte, ne distinguerai il passo mentre ritorna da te  nella luce   di un mattino chiarissimo. Ma intanto cresci ed il disincanto ti riempie gli occhi ed il cuore dimentica di aver scritto un giorno una lettera a cui ha affidato i suoi desideri. E non comprendi che in quel preciso momento hai iniziato a predisporre te stessa affinché fossi tu capace di realizzarli. E vivi, perfino inconsapevolmente, per quel momento che tu poi definirai magico, come se fosse arrivato dal nulla e non dal lavoro che hai saputo fare su te stessa  ritenendo utili la fatica, i dolori e le ferite; ed anche la distanza che il tempo ha messo tra la sua realizzazione e te. Tra la sua realizzazione e te. Un  momento magico.


I'm movin'on

I've dealt with my ghosts and I've faced all my demons
Finally content with a past I regret
I've found you find strength in your moments of weakness
For once I'm at peace with myself
I've been burdened with blame trapped in the past for too long
I'm movin' on
I've lived in this place and I know all the faces
Each one is different but they're always the same
They mean me no harm but it's time that I face it
They'll never allow me to change
But I never dreamed home would end up where I don't belong
I'm movin' on
I'm movin' on
At last I can see life has been patiently waiting for me
And I know there's no guarantees but I'm not alone
There comes a time in everyone's life
When all you can see are the years passing by
And I have made up my mind that those days are gone
I sold what I could and packed what I couldn't
Stopped to fill up on my way out of town
I've loved like I should but lived like I shouldn't
I had to lose everything to find out
Maybe forgiveness will find me somewhere down this road
I'm movin' on ...
(Rascal flatts)

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 20:04 | Permalink | commenti (6) | commenti (6)(Popup)
nel vento:one
mercoledì, 02 agosto 2006

Someday...my prince will come....someday

Così sono rimasta sola da quando Ulisse mi lasciò partendo da quest'isola eterna.

Ho lacrime saline come il  mare che mi culla sotto la luna nelle calde notti dopo che il sole ha arroventato la sabbia dorata. Sì, sono qui io Calypso da queste rive nude, da quest'aria salmastra che accarezza la mia pelle e brucia il mio cuore... Sognavo stanotte le sue mani forti prendere i miei fianchi mentre distesi lasciavamo che le onde del mare spumeggiassero sui nostri corpi, i miei seni turgidi baciati dalla sua bocca e senza fiato le mie labbra dischiuse anelavano ad un bacio. Oh, Eros, ti sei abbattuto su di me e mi hai abbandonato dopo aver lasciato che io desiderassi così tanto quest'uomo ed arrivassi ad amarlo, Eros crudele. Ricordo  il suo arrivo. La notte avevo avuto un presagio, nuvole nere e dense  avevano celato il cielo e la luna e le stelle ai miei occhi quando, destata da forti rumori ero accorsa fuori con le mie ancelle. Eolo soffiava tra gli alberi e dal  mare conduceva a me profumi mai sentiti inebrianti e dolci.  Speziate onde attraversavano la mia anima ed i capelli sciolti danzavano per l'aria selvaggia e fresca. Quando tutto finì rimasi a scrutare l'orizzonte in attesa  di qualcosa, sapevo che sarebbe accaduto sapevo che  da quella notte  qualcosa sarebbe cambiato, qualcosa, qualcuno, forse io, io. All’alba vidi un uomo sfinito abbracciare la sabbia: era lui il mio naufrago. E di lui compresi il respiro e compresi il  lamento ed il pianto e  capii di esser perduta ormai, perduta... Da quel mattino rimase senza chiedere nulla che non fosse il mio tempo per ascoltarlo, facendomi dono della sua presenza nella mia dimora dai profumi di cedro; rimase e mi amò come  solo gli uomini  sanno fare ed il mio cuore impazzito non conobbe sosta e non pensò  che lo avrei visto molte volte seduto di fronte al mare: il suo sguardo malinconico avvolgere il cielo o l'iride immersa nell'acqua cristallina. Amavo osservare quest'uomo  e mi riempivo di lui, della sua voce che fendeva l'aria e arrivava come musica a far vibrare  il mio essere. Guardavo le sue sembianze umane, le vene solcare la sua carne  e le sue mani rude che sapevano accarezzare   come  mai avevo sentito. Gli sorridevo e molte Aurore ci trovarono vicini dopo  lunghe notti d’amore. Di giorno al mio telaio  tessevo con la mia spola d'oro trame rarefatte mentre lui ritornava a sedersi di fronte al mare. La ragione avvertiva il mio cuore:  "è solo un uomo Dea, cosa vuoi da lui?" Tremavo al pensiero di sapere il perché della sua malinconia; sfuggiva il mio animo ai dubbi, felice di risvegliarsi tra le sue braccia. Quando il primo tenue raggio dell'astro splendente si posava sui miei occhi,  li socchiudevo desiderando che questo si avverasse per molto tempo ancora, ancora. Lentamente assaporavo la meraviglia del suo corpo che combaciava col mio e con una mano solcavo la sua schiena ed a quel dolce richiamo rispondeva il suo respiro per farsi largo tra i miei capelli. Raccontava la sua natura di uomo con ogni bacio e mi amava: questo solo importava, null'altro. Avevo imparato a conoscere di ogni piccolo segno sul suo viso una grande storia. E quando da lontano lo osservavo dirigersi verso il luogo della sua solitudine, sapevo che  si allontanava da me anche con la mente. Ma ogni volta ritornava, ritornava... "E' solo un uomo - rispondevo alla ragione con il cuore in tumulto – ma  io voglio i suoi ritorni.”

 

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 09:52 | Permalink | commenti (8) | commenti (8)(Popup)
nel vento:one , tracce di mia scrittura
sabato, 29 luglio 2006

Sebastián Arce y Mariana Montes

...y ojala estuvieras junto a mi esta vez y muchas mas
y ojala te viera junto a mi otra vez y muchas mas...
(r.m.)

dolce notte

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 22:13 | Permalink | commenti (4) | commenti (4)(Popup)
nel vento:one , selecti flores
martedì, 25 luglio 2006

lightning striking

Quando nasce un amore non è mai troppo tardi
scende come un bagliore da una stella che guardi
e di stelle nel cuore ce ne sono miliardi
quando nasce un amore, un amore.
Ed è come un bambino che ha bisogno di cure
devi stargli vicino devi dargli calore
preparargli il cammino il terreno migliore
quando nasce un amore, un amore.
E' un emozione nella gola da quando nasce a quando vola
che cosa c'è di più celeste di un cielo che ha vinto mille tempeste
che cosa c'è se adesso sento queste cose per te
farò di te la mia estensione farò di te il tempo della ragione
farò di più farò tutte le cose che vuoi fare anche tu.
Ti fa bene, ti piace questa voglia di dare
e ti senti capace non ti puoi più fermare
come un fiume alla foce che si getta nel mare
quando nasce un amore, un amore...
E' l'universo che si svela quante parole in una sola
amore mio immenso e puro ci penso io a farti avere un futuro
amore che sta già chiedendo strada tutta per sè
farò di te la mia estensione farò di te il tempo della ragione
farò di più farò tutte le cose che vuoi fare anche tu.

(Anna Oxa)

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 21:43 | Permalink | commenti (3) | commenti (3)(Popup)
nel vento:one
martedì, 25 luglio 2006

Mi scuso ancora per lo sfogo personale. Impulsività sicula. Non riesco a   controllarla a volte. Mi sono pentita del post qui sotto. Ma lo lascio. Ringrazio le  parole di solidarietà di Mirco, Mauri, Gillian e quello che ho capito essere Pino. Massima comprensione invece per chi ha letto soltanto e pensato che io sia del tutto fuori di testa. Non è così. Il temporale intanto è finito, sono uscita e sono rientrata con due bellissimi boccioli di rosa che mi sono stati donati...da mio cugino...   Vi lascio momentaneamente con un sorriso.  

Chi entra nel mio cuore è destinato a restarci. E chi mi conosce lo sa.

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 18:26 | Permalink | commenti (8) | commenti (8)(Popup)
nel vento:one , vitamea
venerdì, 14 luglio 2006

cant hear heartbeat

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 06:11 | Permalink | commenti (9) | commenti (9)(Popup)
nel vento:one