lunedì, 04 giugno 2007

Massimo Troisi

Non so cosa teneva "dint'a capa",
intelligente, generoso, scaltro,
per lui non vale il detto che è del Papa,
morto un Troisi non se ne fa un altro.
Morto Troisi muore la segreta
arte di quella dolce tarantella,
ciò che Moravia disse del Poeta
io lo ridico per un Pulcinella.
La gioia di bagnarsi in quel diluvio
di "jamm, o' saccio, ‘naggia, oilloc, azz!"
era come parlare col Vesuvio, era come ascoltare del buon Jazz.
"Non si capisce", urlavano sicuri,
"questo Troisi se ne resti al Sud!"
Adesso lo capiscono i canguri,
gli Indiani e i miliardari di Holliwood!
Con lui ho capito tutta la bellezza
di Napoli, la gente, il suo destino,
e non m'ha mai parlato della pizza,
e non m'ha mai suonato il mandolino.
O Massimino io ti tengo in serbo
fra ciò che il mondo dona di più caro,
ha fatto più miracoli il tuo verbo
di quello dell'amato San Gennaro.
(Roberto Benigni) 
raccontato da: Adelaide_Spallino alle 08:41 | Permalink | commenti (12) | commenti (12)(Popup)
nel vento:lumière, selecti flores
lunedì, 26 febbraio 2007
Qualcuno mi ha detto tempo fa che ognuno di noi ha diritto di cercare di essere felice. Il film che ho visto ieri sera sembra la naturale continuazione di queste parole. “La ricerca delle felicità” è bellissimo, bellissima trama – ispirata ad una storia vera – che dà molto da pensare e riflettere, cosa rarissima che faccia una pellicola di questi tempi, attraverso un modo di raccontare dove le parole arrivano direttamente all’anima ignorando la ragione. D’altronde il personaggio principale si chiede più volte nel corso del film cosa c’entri mai la parola felicità con un documento istituzionale e storico quale la Dichiarazione d’Indipendenza Americana, cosa mai sia venuto in mente a Jefferson per averla inserita per ben due volte in essa. Dall’inizio del film in poi si ha una sensazione strana: ci si aspetta che al protagonista, un bravissimo W. Smith, capiti finalmente un qualcosa che cambi la sua vita, un colpo di fortuna, un incontro magico che gli dia l’opportunità che sta cercando. Mentre tutto ciò che egli vive è solo frutto delle sue scelte,dalle più stupide alle più dolorose, e ciò che egli chiama felicità arriva alla fine del film e non è altro che l’aver ottenuto la possibilità di vivere una vita dignitosa con il figlio. Eppure egli vive dignitosamente perfino la propria disperazione, sa di avere delle capacità, sente di averle ma queste sono state affossate dal pensiero di non aver concluso nulla nella vita e da una compagna che, stanca di quella situazione, gli rinfaccia di non essere felice  e lo lascia,muovendo solo una debole pretesa di portare con sé il figlio prima di andarsene per la sua personale ricerca della felicità.
Chi ha visto il film non ha potuto non avere una certa emozione quando questo padre si rivolge al figlio dicendogli che se ha un sogno lo deve proteggere e deve andare a prenderselo. Ma mi ha colpito molto ciò che egli afferma prima … “non farti dire mai da nessuno che non sai fare una cosa, neanche da me…chi non la sa fare ti dice questo”, così all’incirca. In quel momento mio figlio ed io ci siamo guardati e: “Hai visto?” gli ho chiesto. Lorys sa bene che una cosa del genere io gliela ripeto quotidianamente, mai farsi dire di essere o farsi trattare da incapace.
Il film comunque lascia un certo amaro in bocca per come ne viene fuori la figura materna, credo sia perché per una donna è sempre duro  accettare che ci siano madri che si separano dai figli, ma qui la cronaca va oltre da tempo ed alla fine se ne deve solo prendere atto.
raccontato da: Adelaide_Spallino alle 10:54 | Permalink | commenti (15) | commenti (15)(Popup)
nel vento:lumière
giovedì, 14 dicembre 2006

Ad Ennio Morricone l' Oscar alla carriera.  Cosa che per me ha il sapore di una grande soddisfazione proprio perché l' Oscar è un premio autoreferenziale del cinema americano. Il premio alla carriera sembra un contentino per i tanti non dati e meritati, lo hanno fatto anche con Federico Fellini che alla consegna se ne uscì con una battuta argutissima. Anche se uno l'aveva preso per il film 8 e 1/2. Il film "Mission" con Robert De Niro non sarebbe stato lo stesso senza le sue musiche, lo stesso per "Sacco e Vanzetti" o "C'era una volta in America".  Fellini disse "Se vivi nel tuo tempo certi libri li respiri nell'aria"...direi anche certa musica.

 

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 15:12 | Permalink | commenti (14) | commenti (14)(Popup)
nel vento:lumière, i musicanti
mercoledì, 06 dicembre 2006
Mi piacciono i libri, i  film e le serie dei telefilm gialli. La passione mi è venuta guardando le avventure di Ellery Queen, con quell'allampanato di Jim Hutton, perfetto nel ruolo. Pensate quanti anni fa. Adoro Agata Christie,  soprattutto i suoi racconti con Miss Marple, quella vecchina insolente, pettegola, petulante e assolutamente geniale come personaggio. Trovo però scadenti i film che hanno ricavato dai lavori della Christie, forse condizionata dalle immagini che ho creato nella mia mente leggendo i libri. Uno dei racconti che mi piace di più è "Tre topolini ciechi".  Fino ai tempi di "Le strade di San Francisco" non disdegnavo neanche i polizieschi, poi dopo Hunter m'hanno stufato ed ho lasciato che  la mia passione per le indagini venisse catturata solo da JAG e il più leggero e commediereccio La signora in giallo. Due serie completamente diverse per approccio, tematiche, luoghi ecc... Comunque indagine sempre era, ricerca della verità, che non sempre corrispondeva con il trovare l'assassino. Un buon giallo non è mai solo omicidio=colpevole di turno, un buon giallo è una trama psicologica ben definita e coinvolgente. La signora in giallo lo guardavo cucinando per il pranzo, lo trovavo piacevole, piaceva anche a Lorys che, rientrava da scuola al momento in cui si risolveva il caso. Ricordo un episodio in cui capii quanto inconsapevolmente possiamo condizionare i nostri figli anche nelle piccole cose. Ricordo un giorno, aveva all'incirca sei anni, in cui uscendo  incontrammo una nostra vicina con cui mi fermai a scambiare due chiacchiere proprio davanti casa sua. Lei gli chiese se stesse andando a fare una passeggiata e se papà era al lavoro. Lorys rispose affermativamente ed  a sua volta le domandò dove fosse suo marito. " Mio marito non c'è". E Lorys: "E dove è andato?". " Non c'è, perché è morto..." . E Lorys guardandosi attorno: " E dov'è il sangue?".
raccontato da: Adelaide_Spallino alle 22:31 | Permalink | commenti (4) | commenti (4)(Popup)
nel vento:sullo scaffale, lumière, vitamea
sabato, 02 dicembre 2006



Al di là dell'orizzonte, dietro il sole
alla fine dell'arcobaleno la vita è appena iniziata
nelle lunghe ore del crepuscolo,
più in basso della polvere stellare.
Al di là dell'orizzonte è facile amare
sono toccato dal desiderio
cos'è che non faccio?
Tra il fuoco e le fiamme
costruirò il mio mondo intorno a te
al di là dell'orizzonte, in primavera o in autunno
l'amore aspetta per sempre, per uno e per tutti.
Al di là dell'orizzonte, oltre la barriera
quasi a mezzanotte, saremo dalla stessa parte
giù nella vallata dove le acque scorrono fresche
al di là dell'orizzonte qualcuno ha pregato per la tua anima.
Il mio cuore sventurato sta battendo
ho sentito il bacio di un angelo
le mie memorie stanno annegando
nella beatitudine dei mortali.
Al di là dell'orizzonte, alla fine del gioco
ogni passo che farai, camminerò nello stesso modo...
(Beyond the horizon - Bob Dylan)
raccontato da: Adelaide_Spallino alle 22:28 | Permalink | commenti (7) | commenti (7)(Popup)
nel vento:lumière, i musicanti