E’ finita la scuola. La mia considerazione lapalissiana in realtà serve ad aprire tutta una serie di riflessioni varie ed eventuali che non so dove mi condurranno. Lorys si è ritirato qualche giorno prima che la campanella si mettesse a riposo e da allora passa questo suo primo scorcio di vacanza ciondolando per casa, complice anche il Campionato Europeo di calcio e la lettura di qualche libro. Da un lato lo lascio fare,merita un po’ di sano ozio dopo mesi di studio costante, dall’altro invece non vorrei proprio che si adagiasse nella pigrizia per cui ho deciso che lo esorterò dolcemente a scollarsi da casa per andare incontro alla sua estate da ragazzino. Mia madre qualche giorno fa lo ha apostrofato prendendolo un po’ in giro, “miii si schiffaratu” (sei sfaccendato), e lui ha risposto facendo spallucce. C’è invece chi mi ha messo in guardia dal viziare mio figlio per il fatto che non si prepara ancora da mangiare da solo e, avendo sottolineato che Lorys non ha motivo di cucinarsi da sé visto che sto in casa io, mi son sentita dire quasi con aria di sufficienza “ah,fai la mamma allora!”. Questa ultima cosa non l’ho digerita proprio, e non solo perché io non sto mai a sindacare su come gli altri crescono i propri figli. Certo, a volte mi chiedo se io non sia troppo indulgente con Lorys, nel senso che per me non è una tragedia se non si rifà il letto la mattina, né me la prendo se non apparecchia la tavola o se non va a comprare il pane. Del resto io al momento non sto lavorando (mi dico “al momento” per dare un senso di temporaneità alla cosa, o almeno così mi illudo che possa essere) e non vedo perché mai non mi debba occupare di lui completamente. Questo non mi comporta nessun sacrificio visto che mi prendo i miei spazi tranquillamente, che posso decidere di andare a passare una giornata in città senza problemi, e posso dedicarmi a me stessa senza sentire lagne da parte sua. A questo punto c’è da chiedersi se non sia mio figlio troppo indulgente con me. Se sono consapevole di tutte queste cose perché quella frase “ah,fai la mamma allora!” mi ha infastidita? Forse perché sono stufa di persone che sanno sempre come educare i figli degli altri, che sanno benissimo come si fa il genitore e sono prodighi di consigli non richiesti, assolutamente convinti che ciò che è valso per loro vada bene anche per te ,mentre io boh, che ne so? Mio figlio è nato sotto un cavolo e cresce per magia. Sarà anche perché mi son stufata di coloro che criticano e basta, che mi rivolgono la parola per trovare una pecca in quel che faccio, in costante attesa quasi di un mio insuccesso, di un mio abbaglio, per potersi così compiacere di un puntuale “te l’avevo detto”. E li vedo,li vedo bene i loro tentativi di non digrignare i denti di fronte all’educazione di mio figlio, al suo rendimento nello studio e al suo equilibrio. Oh, sì signori, mio figlio non è comunque perfetto, Dio mi guardi da una calamità simile!, e riceve la sua dose quotidiana di richiami. C’è anche chi è riuscito perfino a farmi mettere in discussione il bel rapporto che ho con lui, tanto che alcuni giorni fa gli ho chiesto stupidamente” Lorys credi che io e te siamo troppo uniti?”. Subito dopo ovviamente mi son pentita. Cosa c’è che non va se madre e figlio si divertono insieme, se parlano tra loro sapendosi ascoltare, e se il loro legame è forte ma non simbiotico?
Che poi dico, io non abdico dal ruolo di genitore solo perché ho un rapporto confidenziale con mio figlio, io sono la persona meno indicata a fare l’amica di Lorys! Perché, signorsì, faccio la mamma!
nel vento:pensieri, lessico familiare













:Sì, però… questi ragazzini in gita, a briglie sciolte, e i professori chissà se riescono a contenerli, si sa come sono fatti, quelli approfittano di una minima distrazione e poi te la combinano grossa. Non fidarti, sono quattro vivaci i ragazzini per stanza in albergo, liberi di fare ciò che vogliono, capirai i professori crolleranno sui loro letti, altro che controllare che non succeda nulla di male.)
:Taci! - il mio angelo è di poche parole).

