lunedì, 09 giugno 2008

Ricezione... posta

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nel vento:il riso sulla bocca, io fotografo
martedì, 27 maggio 2008

La panchina

Ovunque sei

Nello spazio
riempito
di parole
a tessere
pazienti
il talento
per l'amore,
si nasconde
profondo
il senso
del divenire insieme
cosa diversa
di ciò che siamo stati
da soli.

Sarà il solco
dell'aratore attento
o il filo teso
dell'abile equilibrista
il confine stabilito
tra noi
e il tempo
che la ruggine
del giudizio errato
ha già punito oltre.
(2007©Adelaide Spallino  - "D'amore e d'altri veleni")

 

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 08:39 | Permalink | commenti (11) | commenti (11)(Popup)
nel vento:le mie poesie, io fotografo
giovedì, 08 maggio 2008

allo specchio

Allo specchio

Lascia che ti guardi
e accetti la mutevolezza
del tuo viso
che dissimula tempeste
arginandole
sulle tenaci rive
del disincanto.

Lascia che osservi
come onde di rivoli scuri
in cascata sulle spalle
lambiscano il seno
che su di sè cullò
l'ambrosia carezzevole
di un dolce respiro.


Colma il delicato incavo
del ventre
con amorevole mano
che rimedia
all'assenza
di ben più ambita presa.


Così tu rimandi
metafore di me
nella luce di una giovinezza
che ancora insiste
stemperandosi lentamente
nel compiersi
di ben poche assonanze
che il tempo in sé custodisce.
(©Adelaide Spallino)

 

 

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 09:04 | Permalink | commenti (16) | commenti (16)(Popup)
nel vento:le mie poesie, io fotografo
martedì, 06 maggio 2008

Castello di Caccamo

Le colline, attraverso le quali la strada apre il suo varco asfaltato, offrono un vario spettacolo di colori: la “sulla” violacea prende il sopravvento sul resto ma altrettanto prepotente si affacciano nell’erba piccole distese di margherite gialle e macchie di colza che qua e là non disdegna di farsi notare. Per raggiungere Caccamo, cittadina medievale in provincia di Palermo, si percorre un tragitto che regala agli occhi un panorama di quelli che si è usi catalogare alla voce “mozzafiato” con il verde che assume in lontananza la tonalità degli azzurri tipici dei profili delle montagne. Man mano ci si avvicina al posto si scorge maestoso il Castello, eretto su un costone a strapiombo il cui primo impianto sembra essere stata una torre di avvistamento attorno a cui venne costruita in seguito una cinta muraria. Il Castello attuale è il risultato di costruzioni e rifacimenti avvenuti nell’arco di ben otto secoli durante i quali si sono susseguite le signorie a cui è appartenuto. Attorno a queste ovviamente ruotano storie di tradimenti e congiure come il periodo voleva, e la guida che accompagna i visitatori nella visita del maniero mette al corrente anche di trucidi modi per confrontarsi con i nemici. Guglielmo I ad esempio usava ospitare i suoi, irretendoli probabilmente con la falsa promessa di una conciliazione, presso una piccola cappella votata alla preghiera comune. Il malcapitato assorto in ginocchio in qualche Pater Noster finiva i suoi giorni neanche a metà della prece visto che, improvvisamente, si apriva una botola, debitamente nascosta da un tappeto, proprio sotto di lui ed il povero cadeva infilzandosi come un pollo allo spiedo su una lancia. Che i tempi siano cambiati lo dimostra il fatto che tutt’al più oggi, che so un Berlusconi qualsiasi punisca i suoi nemici con la visione di uno spettacolo del Bagaglino! All’interno del Castello alcune sale sono state ristrutturate in maniera tropo moderna, diciamo da appartamento di una via del centro ma vi si possono trovare pezzi d’epoca come armi bianche o da sparo: a me piacciono in particolar modo le baionette, mi sanno tanto di guerra tra sudisti e nordisti, di dame in crinolina che salutano languide i loro amati che partono per un destino sì crudele!
Beh, sorvolo sul fatto che poi una visitatrice del Castello abbia notato in un angolo un reperto poco medievale e ci abbia fatto su una battuta spiritosa non compresa dalla guida che si è affrettata a cambiare discorso: ma le guide devono essere per forza permalose? Comunque la nostra ci richiama all’ordine e, con il suo anonimo cantilenare storie e leggende (provate voi a ripetere per migliaia di volte sempre la stessa solfa a visitatori ora distratti ora indisciplinati ora…eehhmmm spiritosi ed alla fine vi ritrovereste con una voce lamentosa e priva di verve) ci indica una nicchia sul cui pavimento un vetro copre quella che doveva essere un’altra botola, solo che da questa il signore del castello auscultava i palpiti delle cantine, i sussurri dei prigionieri e le ricette delle cucine. E ne aveva ben donde, coi tempi che correvano! Lo spettacolo però arriva con la vista che si gode salendo sul punto più alto del Castello, all’orizzonte c’è un po’ di foschia perché altrimenti, dice la guida permalosa, si vedrebbe perfino Monte Pellegrino di Palermo. Vi lascio qui, con l’aria frizzante che scompiglia i capelli ed un profumo di primavera che avvolge la storia della mia isola.

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 09:27 | Permalink | commenti (19) | commenti (19)(Popup)
nel vento:di terra e di fuoco, io fotografo
venerdì, 02 maggio 2008

ginestra

L'ombra sulla ginestra

Si raggomitola
questo giorno
odoroso
di maggio,
pronto a
cedere alla notte
il giallo cipiglio
del sole.
Resta intatto
un lampo
nella memoria
che trafigge
la ginestra,
prima che il sogno
si sia stancato
e l'abbandoni
a sé stessa.
(©Adelaide Spallino)

 

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 08:40 | Permalink | commenti (16) | commenti (16)(Popup)
nel vento:le mie poesie, io fotografo
sabato, 15 marzo 2008

red_blu_orange

Zahir

Nella porpora di un cielo scavato
che lo sguardo sorprende
la ragione stempera
il suo innato disincanto
per il mio animo indifferente
all'avanzata del tempo,
che d'ogni memoria insidia la tenacia
e sull'orlo di una vertigine silenziosa
chiaro, magnifico
appare il mio ebbro Zahir
ed a lui docile m'abbandono.
(©Adelaide Spallino)

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 17:20 | Permalink | commenti (9) | commenti (9)(Popup)
nel vento:le mie poesie, io fotografo
domenica, 20 gennaio 2008

drops

Trasparenza

Fluttuano limpide immagini
sulla pelle di una memoria inquieta
madre di pensieri fruscianti
attraverso le increspature della ragione.

Sotto lo sguardo di velluto del tempo
l'animo affonda a cercare la ghiaia
trascinata dalle correnti
lì, dove di nostalgia si veste il fiume
per ciò che è perduto.
(© Adelaide Spallino)

 

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 10:29 | Permalink | commenti (21) | commenti (21)(Popup)
nel vento:le mie poesie, io fotografo
giovedì, 15 novembre 2007

Tregua

Spleen

Taciuto è il domani
nascosto nel silenzio
del biancospino
e, protetta di foglie,
ogni inquietudine
resiste alla nebbia
che si diffonde
da un pigro calendario.

 


Conquista novembre
questa sottile pioggia
e a lei fa il verso
la memoria di un aspro poema
dove è concessa
la resa al condottiero
e dove io infine
riesco a
immaginare la mia tregua.

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 17:46 | Permalink | commenti (7) | commenti (7)(Popup)
nel vento:le mie poesie, io fotografo
sabato, 10 novembre 2007

sentiero

Caro diario,
ieri ho avuto una bella giornata piena caratterizzata da un aspetto che mi è congeniale: l’ascolto. Sì è vero sono una gran chiacchierona, anche se mai a vanvera s’intende, ma amo allo stesso modo,se non di più, ascoltare gli altri. Per farsi prestare attenzione da me poi non ci vuole molto, oltre ad avere qualche argomento valido seppur semplice, basta essere chiari. Nella vita di tutti i giorni detesto le persone sibilline, quelle che si ostinano a sottopormi non argomenti ma rebus, nella vita di tutti i giorni lascio le mie amate metafore poetiche in un cantuccio preferendo loro la praticità, la linearità di pensiero che conduce alla mèta senza che la mente debba prendere vicoli e vicoletti o arcane traiettorie. Se guardo invece alle mie scelte di vita non posso che rilevare il fatto che per il mio cammino ho sempre preso sentieri e non strade, anche quando i primi avevano fin dall’inizio una connotazione di grande difficoltà. Sentieri che si sono sempre inerpicati contorcendosi e costringendomi a faticare,facendomi venire il fiatone soprattutto nei punti dove non ho avuto sostegno alcuno. Sono stata fortunata quando poi ho visto accanto a me la presenza di qualcuno che, in maniera discreta, mi è stato vicino ed è in quel momento che il sentiero è diventato meno pesante da percorrere, anche se non certo meno ripido. Ecco, è bastato accennare alla fatica di vivere perché la metafora venisse prepotentemente fuori per sublimarla, per toglierle quella coltre di scomoda quotidianità che la avvolge ma che ci fa conquistare ogni giorno una nuova ricompensa racchiusa nella nostra serenità ed in quella di chi ci affianca.

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 17:27 | Permalink | commenti (15) | commenti (15)(Popup)
nel vento:pensieri, pause, io fotografo
martedì, 06 novembre 2007

tramonto

Erano le 17,00 quando ieri ho visto una luminosità particolare trafiggere la porta a vetri del balcone che dà ad ovest. Il sole stava adagiandosi dietro la collina sprigionando una intensa luce arancione ed ho voluto fermare quel momento pieno, tutto mio. Lo scatto è stato rapidissimo ed ho pensato che forse non ero riuscita a fermare l’immagine così da farla venire nitida. Ed invece eccola qui la sfera di luce che ha invaso casa mia un pomeriggio di novembre senza troppe nuvole e con un’aria ancora tiepida da ricordare una di quelle giornate di aprile, quando si sente l’approssimarsi della bella stagione. Non un alito di vento ad accarezzare l’erba e, mute le fronde degli alberi erano avvolte dalla luce dorata come ogni cosa intorno. Silenzio e luce calda: un connubio ideale per un momento magico da dedicare a me stessa, così in piedi e dietro in vetri ho accolto l’invito ed ho lasciato andare un po’ i pensieri per fatti loro. Basta davvero poco a volte perché la mente si possa aprire a nuovi orizzonti e, mentre si scruta la linea più lontana che delimita il cielo,l’importante è non distrarsi dal prossimo pezzo di strada da percorrere. Non è facile, ci vuole un animo da equilibrista, il cipiglio dell’acrobata che cammina sulla corda col bilanciere, ma la fatica è ripagata dalla sensazione di benessere che deriva dalla consapevolezza dell’aver fatto ciò che era giusto per sé stessi e per chi si ama.

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 16:06 | Permalink | commenti (19) | commenti (19)(Popup)
nel vento:pensieri, io fotografo