lunedì, 03 marzo 2008

L’elefantiaco Sanremo ha chiuso i battenti e chi ne ha fatto una scorpacciata smaltirà a giorni gli effetti. Io ho visto solo ciò che mi interessava anche se venerdì i La Scelta hanno cantato a mezzanotte e mezzo dopo una serata tirata troppo per le lunghe che ha sacrificato le performances dei giovani. Certo la presenza sul palco di Giorgia, Mannoia e Jovanotti, che hanno dato una lezione di stile e professionalità smentendo facilmente chi dice che sul palco dell’Ariston è facile steccare, ha stemperato un po’ il mio disappunto. Ieri, per cercare di rivedere Mattia e compagni ancora in tv, mi sono sorbita Domenica In, ahimé, ma ho potuto ascoltare diverse canzoni senza che il sonno o la stanchezza, tipici delle serate di programmazione del Festival, prendessero il sopravvento. Devo ancora metabolizzare Di Tonno e Lola Ponce perché la loro interpretazione della canzone della Nannini mi ha distratto dal testo. Ho apprezzato molto Max Gazzé, Cammariere e Tricarico. Delusione per Tiromancino. La conduzione del Festival,per quello che ho visto chiaramente, mi è piaciuta, anche se l’accoppiata Chiambretti –Baudo sembrava rifarsi un po’ (solo un po’?) a quella di Bongiorno-Fiorello. Speriamo che questa formula, che comunque funziona, non inizi a dilagare come di solito avviene in Italia, portandola a diventare da originale e divertente a tediosa. C’è chi vorrebbe che Sanremo tirasse le cuoia e si è accanito felicemente sull’audience piuttosto bassa rispetto all’anno precedente, ritenendola un chiaro segno di abbandono dei telespettatori. Il calo di attenzione verso il Festival penso sia fisiologico, anche perché, se una volta tutte le tv bloccavano le loro programmazioni in concomitanza col Festival, adesso l’offerta televisiva è molto più ampia e meno condizionata dalla presenza di Sanremo. Penso che eliminarlo del tutto sia un errore, mentre sarebbe più ragionevole svecchiarlo e renderlo un po’ come i Grammy Awards tanto per dirne una. Forse in questo modo si presenterebbero cantanti che di solito stanno lontani dal festival come da una malattia contagiosa e si potrebbe davvero puntare alla modernità ed all’attualità della musica italiana.

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 08:48 | Permalink | commenti (20) | commenti (20)(Popup)
nel vento:i musicanti
martedì, 26 febbraio 2008

ilnostrotempo
Immagine tratta da www.linksanremo.it

Quando, nel mese di dicembre, un certo lineadonda mi ha contattato su splinder, dandomi la sua mail e dicendomi che mi doveva parlare urgentemente, ho pensato sospettosa (come mia abitudine del resto): “e questo cosa vuole?” ma ho provveduto a contattarlo a mia volta incuriosita come una scimmia. Mattia Del Forno, questo il suo vero nome, mi aveva trovata digitando su un motore di ricerca una frase attinente con una sua canzone ed è così che, dopo alcune entusiasmanti conversazioni telefoniche, una mia poesia è entrata a far parte del CD “Il nostro tempo” – in uscita il 29 febbraio - del gruppo musicale La Scelta, di cui Mattia è la voce, che da stasera gareggerà a Sanremo tra i giovani. La poesia è la traccia che apre il CD ed è interpretata dall’attrice Monica Scattini, cosa che mi onora moltissimo e che mi stampa in faccia un sorriso da ebete patentata. A volte la vita ti fa dei doni inaspettati e tu, che non ci sei abituata, sei fortunata se sei lì pronta ad accoglierli, se non sei trincerata dietro a fortezze, se sei aperta e con l’animo proteso alla positività. Spero che questi ragazzi, indipendentemente dall’esito di Sanremo, volino alto perché ne hanno tutte le capacità.
Ragazzi, in culo alla balena!
Qui un articolo:

http://www.linksanremo.it/2008/LaScelta/LaScelta.htm

http://www.radioitalia.it/sanremo/artista.php?id=477

 

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 10:05 | Permalink | commenti (17) | commenti (17)(Popup)
nel vento:le mie poesie, play, io , i musicanti
martedì, 18 dicembre 2007
Più passa il tempo e più somigli al Tenente Colombo ma ciò che scrivi non sembra per nulla uscito da un impermeabile spiegazzato. E’ spiazzante ascoltare “Di rabbia e di stelle” caro Roberto che mi incanti ancora una volta,e mi diverti e mi fai fare una cosa che altre volte ho dimenticato: pensare a me. Non il pensare di una civettuola ragazza che si ammira allo specchio, ma il pensare di chi ha alle spalle qualche sogno  infranto come bottiglie rotte, ed i cocci di vetro fanno da barriera contro altre disillusioni, e di chi protegge con cura i sogni rimasti intatti. Una ragazza che comprende ogni tua parola abbracciata così com’è alla sua nota che un’altra non gliela darei. Una ragazza felice di ritrovarsi nelle tue parole, felice di ricondurti al suo piccolo mondo. Sarà che nelle tue canzoni ci sono cresciuta, e con esse ci ho avvolto giornate intere e gli anni son passati sulle copertine dei tuoi dischi, sarà per questo e per altro ancora che mi sei familiare come il quotidiano vivere. Ascolto adesso “Non lasciarmi andare via” e so di cosa parli, so cosa vuoi dire quando tutto ciò di cui abbiamo bisogno è di chi non ci lasci andare via perché lo stiamo facendo noi, è capitato a tutti  quando abbiamo smesso di raccontarci e di farci raccontare favole e tutto il nostro essere ci è sembrato improvvisamente pesante ed insopportabile, ed allora per lo meno ci siamo sentiti avviliti e fiacchi.  Ed il tempo, il tempo che ci scorre addosso e ci parla, ci ascolta perfino perché sa che qualcosa poi si aggiusta, si accomoda il tempo nella nostra vita e fa ciò che vuole come un ospite,invitato da altri per noi, venuto a trovarci che non si sa quando ripartirà. E’ un ospite da tenersi buono il tempo che quello come niente fugge lasciando segni profondi come i solchi dell’aratro nel campo o lievi come fa il vapore su un vetro che ci stupiamo di noi perché nonostante tutto riusciamo ad essere gli stessi  seppure cambiando ogni volta.  Ed io vorrei come te “guardare più lontano…”e farlo prima che lontano diventi “un tempo spaventosamente breve…” ma che ci fa se riesco solo a guardare ad oggi e tutt’al più ad un domani vicino? L’importante è farlo credendoci, che di giorno in giorno si può cucire un tempo spaventosamente grande eh prof?…
raccontato da: Adelaide_Spallino alle 08:55 | Permalink | commenti (8) | commenti (8)(Popup)
nel vento:i musicanti
sabato, 28 luglio 2007
La suggestiva canzone che vaga per  Isola Emersa è l'adattamento fatto dagli Agricantus di una poesia di un autore siciliano a me molto caro, del quale ho proposto lo studio nelle scuole della mia regione col progetto L.I.R.e S.



Sto arrivando 0 - I am coming 0

Ritornu  di notti

Dormi tutta la virdi campagna,
dormi  tutta; la luna abbianchia
supra l’acqua chi luci e ‘un si senti;
bianca, muta, diserta è la via.

Comu biancu prisepiu lu viu,
lu paisi chi dormi dda susu;
e comu occhi di fati binigni,
quantu  stiddi chi guardanu  jusu.

Tuttu è biancu: canusciu li chiesi,
lu casteddu tagghiatu ‘ntra un’ala;
e lu tettu, chi certu m’aspetta,
iu  l’abissu ‘ntra mura e canala.

Eccu un lumi: mi sata lu cori;
eccu un lumi chi trema dda ‘nfunnu,
nun si movi, ma trema russignu,
comu un occhiu spirdutu a lu munnu.

Oh! Misteru, chi si ‘ntra la notti,
‘ntra lu sonnu chi è comu la morti!
Un fatali sigretu ammucciatu
pari  fussi  darreri li porti!

A mia pari ca tuttu suspira;
pari a mia ca fa un gestu ogni rama;
ca quarcunu, darré la finestra,
pissi, pissi, adaciddu mi  chiama.

- Vito Mercadante -

Con questa splendida sonorità che accompagna il vostro approdo su Isola vi auguro una buona fine della settimana.

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 11:30 | Permalink | commenti (4) | commenti (4)(Popup)
nel vento:selecti flores, i musicanti
domenica, 08 luglio 2007

Ad ognuno la sua passione da difendere.
Con ironia però eh!
A domani.

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 22:22 | Permalink | commenti (2) | commenti (2)(Popup)
nel vento:i musicanti
domenica, 24 giugno 2007

nero 

 

s                                              p
                    e                      a                    r
n                             o                    l
               z                                e
a

 

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 10:23 | Permalink | commenti (15) | commenti (15)(Popup)
nel vento:i musicanti
sabato, 02 giugno 2007

C'è la Tinturia ca canta...

"Nicuzza"

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 11:47 | Permalink | commenti (10) | commenti (10)(Popup)
nel vento:i musicanti
giovedì, 31 maggio 2007
Con Lorys stiamo seguendo il programma su Rai Uno sulle meteore musicali in Italia. Oh bedda matri, chi eranu misi 'nti la naftalina? Ci nni fussi unu tarmatu! Sandro Giacobbe non ha più occhi ma due fessure attraverso cui la visuale dovrebbe essergli alquanto ridotta, apre la bocca e gli si solleva l'orlo dei pantaloni. Il cantante dei Santo California... torneròòòòòòòòòò... ed è tornato, ma non sa cantare in play back  e apre la bocca in perfetta disarmonia con tutto, perfino con la camicia che la porta. Intanto "My male curiosity" è fantastica. Quello che canta Donna Felicità ha una giacca in lamè dorato che pesa quanto il debito pubblico di un Paese del  Sudamerica secondo me. Mario Tessuto? Mizzica da cognome non è neanche tanto stirato. Eppure la sua faccia ha preso una brutta piega. Ora dico Lee maal, "Never ending story" e va bene, ma un taglio di capelli migliore no? Alla tua età! Bah! Nel lontano 1983 Gazebo non era così alto mi pare. A guardargli la faccia ho l'impressione che si sia tirato dalla parte sbagliata! Con "Sciolgo le tre e i cavalli corrono..." Umberto Balsamo districa i neuroni e rende i meandri del cervello lisci e lucidi. Oh mamma!  "Reality"  de Il tempo delle mele, fatemi vedè, fatemi santì. Anche questo al posto degli occhi ha due bottoni, altro che reality qui è tutto un artificity eh! Gianni Pettenati è l'unico che dimostra l'età che ha, ma ha un figlio di 4 anni e mezzo. Mi ricorda una battuta del film Harry ti presento Sally. Lei: "Per voi uomini è diverso. Charlie Chaplin ha fatto figli fino a 80 anni." Lui:"Sì, ma non riusciva a tenerli in braccio."  "Feelings" mi tappala bocca,silenzio. Perdono a Morris di essere stato ad un reality show.  Oooohhhhhhhhhhh... filingssssssssss e dopo LOVE IS IN THE AIR!!! Che scorpacciata! Ma Lorys mormora "cammina in una valleverde"... mannaggia alla pubblicità. Carina anche "Scrivimi" canzone più recente. Ecco,Nino Buonocore sì che è un uomo ch enon mette la tuta d'amiantoprima di avvicinarsi ad un caminetto acceso e non ome i suoi predecessori. Kim Carnes? Una voce roca femminile così bella non è mai esistita a parer mio, e la canzone "Bette Davis eyes" è un must. Qualcuno fermi Patrik Hernandez... visto che nessuno ha fermato il suo parrucchiere! Ha una marmotta in testa. Infine Marco Ferradini, il cui successo a suo tempo mi è parso un Teorema. Inspiegabile. Bah, che programma.
 
raccontato da: Adelaide_Spallino alle 23:46 | Permalink | commenti (15) | commenti (15)(Popup)
nel vento:i musicanti
martedì, 29 maggio 2007

Nenè io lo ricordo appena. Nella mia memoria la sua figura è quasi eterea, un uomo che ritirava i pasti a mezzogiorno davanti al cancello di una casa gentile. I vecchi o anche chi è solo qualche anno più grande di me se ne rammentano meglio sicuramente,mi farò dire,racconterò. Per stasera vi lascio una canzone che gli è stata dedicata da un gruppo del mio paese,"Malavoglia". Voce del mio amico Alberto su testi e musica di un altro amico,Massimo.

Nenè

Nato di colpa già fiera
conosce pietà alla miseria
e ruba di ladro in ladro
il vizio d'essere mazziato.

Ha il lamento di un di' già svanito
sul viso dai solchi scolpito
si leggon le storie più strane
lottate per un pezzo di pane.

Ah! che sangue amaro
sarà giusto esserne avaro
Ah! il peccato
sarà giusto averlo già dato...

Silenzio confessa l'inverno
chiamato da chi vive in eterno
e nasconde appena il sorriso
convinto che sia il paradiso.

Sul letto un raggio di luce
di cani e piccioni le scuse
al sapore d'un sogno temuto
bussando per averlo vissuto.

Ah! che sangue amaro...

Nenè unn'avi chiù tempu
e lassa sula la luna
Nenè ci arriva sapennu
ma avi picca furtuna.

(Malavoglia)

 

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 21:14 | Permalink | commenti (6) | commenti (6)(Popup)
nel vento:i musicanti
sabato, 19 maggio 2007
Stasera  a cena con mio figlio.
- Ma’ … ma tu che difetti hai?
- Lo sai tu…
- Ah,  te li devo dire io?
- Certo, di solito i nostri difetti  li vedono meglio gli altri per cui tu vedi sicuramente  i miei. Puoi dirmeli non ti preoccupare… mica mi offendo, anzi.
- ….
- ??
- Non mi vengono…
- Non sono una persona perfetta… pensaci…
- Ah, è che quando vuoi fare una cosa la devi  fare per forza…
- Sì, e…?
- E poi che ad esempio… esco per andare a scuola e mi dici che a pranzo fai il pesto e quando torno trovo il passato di verdura…
- Sì, è vero.
- Ma’ mi passi una fetta di pane?
Dopo un po’.
- Capita che cambio idea su ciò che ho  da fare durante la giornata… l’importante è  essere coerenti  nelle cose serie… sebbene anche lì insomma si può cambiare idea a seguito di un’evoluzione in noi, di una diversa presa di coscienza.
- Sì lo so ma’… Aspé… cantiamo insieme Samarcanda?
- ...

 

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 21:22 | Permalink | commenti (10) | commenti (10)(Popup)
nel vento:lessico familiare, i musicanti