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Chissà come sarebbe guardare sé stessi dall’esterno: nessuno lo sa, per quanto magari qualcuno ritiene di averci provato ed esserci perfino riuscito. Penso sia un esercizio molto arduo
e non ci proverò nemmeno,ma mi chiedo come sarebbe se potessi vedermi come mi vedono gli altri. Penso di conoscermi abbastanza bene e quando scavo in me tutto quello che trovo ha sempre un che di familiare, ma se io dovessi descrivermi non ci riuscirei completamente, resterebbe un che di vuoto.
Ah, se fosse semplice come mettersi davanti ad uno specchio, come quando, osservando la superficie che ci riflette, riconosciamo i nostri tratti, i nostri occhi, le nostre mani. Se mi guardassi dall’esterno, con gli occhi di mio figlio o di altri miei cari ad esempio, vedrei cose di me che di solito non considero ma di cui loro sono a conoscenza: che so, gli angoli da smussare, i punti deboli da rinforzare,le mancanze. Magari però non sarebbe neanche un bene il guardarsi così, potrebbe essere controproducente; in fondo è giusto che chi ci è vicino abbia di noi un’immagine diversa dalla nostra per cui ci tocca cercare di capire rispettando la loro opinione. Meglio ricorrere dunque al vecchio metodo del “come mi vedi?” chiesto direttamente ed aspettarsi però una risposta sincera, e forse anche spietata.
nel vento:for me


















