venerdì, 26 ottobre 2007

la finestra
Foto di Lorys

"Se fai delle foto
non parli,
non scrivi,
non ti analizzi,
non rispondi ad alcuna domanda."
- Robert Doisneau -

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 10:30 | Permalink | commenti (20) | commenti (20)(Popup)
nel vento:distanza, selecti flores
lunedì, 11 settembre 2006

Io spero incoscientemente  che arrivi un giorno in cui non ci siano  più vittime da ricordare.

Nonostante la lucida consapevolezza che nessuno di noi è mai troppo vicino al bene e mai così lontano dal male.

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 17:24 | Permalink | commenti (8) | commenti (8)(Popup)
nel vento:distanza, pause
giovedì, 13 aprile 2006

Voglio vederti passare sotto gli archi di Elvira
per vedere le tue cosce e iniziare a piangere
Garcia Lorca (Pequeño Vals Vienes)

Famous blue raincoat  (Leonard Cohen)
 
Sono le quattro del mattino, fine di dicembre
Ti scrivo solo adesso per sapere se stai meglio
New York è fredda ma mi piace il posto in cui abito
In Clinton Street c'è musica per tutta la sera
Ma ho sentito la tua casa farsi sabbia nel deserto
Vivi per qualcosa adesso. Spero che tu abbia un diario o qualche canzone di allora
E Jane, come vento sulla porta, con una ciocca dei tuoi capelli tra le dita
Mi ha detto che gli è rimasta la sera che Tu hai deciso di lasciarla
Dimmi, lo hai fatto mai davvero?
 
L'ultima volta mi eri sembrato molto più vecchio
Il tuo famoso impermeabile blu con uno strappo sulla spalla
Eri andato alla stazione ad incrociare tutti i treni
E mai che Lili Marlene ti volasse tra le braccia
E Jane lo so, Tu la trattavi come il soffio della tua vita
Così quando è tornata non era più la moglie di nessuno
Ti vedo là con una rosa tra i denti: piccolo ladro gitano
Ecco, Jane si è svegliata. Ti saluta
 
E che cosa posso adesso dirti, fratello, mio assassino?
Che cosa potrei ancora dire?
Mi sembra di sentire la tua mancanza
Mi sembra di perdonarti
E sono lieto che Tu abbia incrociato la mia strada
Se ripasserai di qui per Jane o per me, sappi che il tuo nemico starà dormendo
Sappi che Lei è libera come il battito del cuore
Grazie, le ombre che hai bruciato via dai suoi occhi
Io le avrei lasciate ancora lì per sempre
Non l’avrei mai neppure tentato
 
E’ passata Jane con una ciocca dei tuoi capelli
Ha detto che gliel'hai data tu la sera che avete deciso di lasciarvi
 
Cordialmente, L. Cohen

 
 
OWNING EVERYTHING
 
You worry that I will leave you.
I will not leave you.
Only strangers travel.
Owning everything,
I have nowhere to go.

(Leonard Cohen, nella sua abitazione alla periferia di Los Angeles)

Arthur-VincentAmò veramente una sola Donna
ed un giorno l'amò talmente
da arrivare a umiliarsi picchiandola.
A.R (Una stagione al Purgatorio)

 

 

angelibakL'Amore ha sempre fame...
non l'avevi notato?
e dell'Amore non si butta niente
(è una cosa V.E.R.A.)

raccontato da: Alessio3354 alle 19:43 | Permalink | commenti (3) | commenti (3)(Popup)
nel vento:distanza
mercoledì, 22 marzo 2006

Leggendo il "manifesto" di questo Blog L'Isola Emersa (per i pigri si trova a fondo di pagina

http://isolaemersa.splinder.com/home?from=81 

alla data 13 gennaio dove si parla dell'isola Ferdinandea) mi è subito venuta in mente un'altra isola misteriosa mai trovata, vaga e incerta.

E' quella di cui parla Francesco Guccini: "L'isola non trovata"

Ma bella più di tutte l'isola non trovata,
quella che il Re di Spagna s'ebbe da suo cugino,
il Re di Portogallo, con firma suggellata
e bolla del pontefice in Gotico-Latino.

Appare a volte, avvolta di foschia, magica e bella
ma se il pilota avanza su mari misteriosi
è già volata via tingendosi d'azzurro
color di lontananza.

azzurroEd ecco aprirsi il tema di quest'azzurro che simbolizza la lontananza.

Ma cosa è e come si misurano le distanze ?

Non so se avete mai ascoltato la canzone "Camicie Rosse " di Fiorella Mannoia.

Il particolare che mi ha colpito in questa canzone non sono le camicie rosse che Garibaldi non ha certo scelto per evitare che non "bruciassero" così tanto le ferite ma solo perchè era l'unico lotto di "uniformi" (e non di "divise") che, da buon genovese,  aveva trovato a un prezzo decente in tutta Genova.

La particolarità invece che mi ha colpito è tutta racchiusa nella prima strofa.

Quando la Luna arriva a Genova e la mia lettera da Te
Lì sarà quasi estate mentre qui l'inverno arriverà
e con l'inverno un altro anno passerà.

Non occore tornare indietro sino all'800 - basta pensare all'inizio del secolo scorso - per accorgersi che la distanza delle parole, delle lettere era proporzinale, spesso coincedente, alla distanza fisica tra le persone: lei a Genova, lui in Uruguay

Oggi così non è più: sembra che tutte le distanze si siano accorciate ma difatto non è davvero così.


Valutazioni assolute di merito non credo si possano fare: esistono molti vantaggi, talvolta però delle contraddizioni.
Spesso cadiamo in una di queste; anche se la nostra razionalità ci avverte della distanza reale, geografica e geometrica, la possibilità di comunicare quasi istantaneamente per email, se vogliamo anche per telefono, cellulare o che altro, crea "chimere" che possono ingannare soprattutto quelle scatole cinesi che chiamano "cuori".


Ho, sì certo esistono treni veloci, aeroplani, che potrebbero "unire" rapidamente i posti più distanti del globo ma non si trasporta una vita - o magari due - su una cuccetta o sul sedile di un aereo: così si trasportano solo dei corpi attoniti, i suoi tre, quattro, forse cinque sensi desiderosi di conferme e un pugno di ormoni, magari anche in disuso.

Fortuna che a ricordarci delle distanze ci sono le Poste: con loro ritorniamo circa alla situazione dell'inizio '900. Purtroppo però non si capisce perchè una lettera inviata nella propria città impieghi quattro giorni ad arrivare a destinazione e a Parigi arrivi in due soli.

Comunque sia è un'ennesima dimostrazione della relatività delle distanze. Spero di non sbagliarmi affermando che il mio concittadino Cristoforo Colombo sia stato il primo ad avvertire ed affrontare metodicamente il problema della distanza: è più importante il mezzo impiegato o il percorso scelto?

Insomma, il fine giustifica i mezzi?

Secondo me no.


Fiorella Mannoia "Camicie rosse"  (di M.Bubola)

raccontato da: Alessio3354 alle 21:27 | Permalink | commenti | commenti (Popup)
nel vento:distanza, cattivaria