giovedì, 11 ottobre 2007

psycho janet

C’è un tipo di donna inquietante che spesso fa la sua comparsa nella pubblicità tanto da indurmi a pensare a quanta insulsa mediocrità debba possedere chi la propone. E’ il caso di quella patetica poveretta che non riesce a farsi dare due etti di prosciutto crudo al supermercato e se le inventa tutte per attirare l’attenzione del perfido salumiere. E se la signora non può permettersi di acquistarlo quel marchio di costoso salume? Ma il messaggio parla chiaro: se sei precario o disoccupato, o entrambi, e ti puoi concedere solo prodotti un po’ più economici allora non meriti nulla! Tiè.
E che dire della serafica donna che accoglie in casa prima l’idraulico, che le promette tanta melma sui pavimenti, e poi il figlio completamente sporco? Io ho provato entrambe le situazioni e sono sicura che quello che si è presentato agli occhi di entrambi i sudicioni non è stato uno sguardo da ebete. La stessa cosa vale per l’angelica casalinga che declama una poesia sullo sporco “il verde è il colore del gioco…” mentre il figlio si imbratta in giardino… ma che razza di polvere da bucato usa questa? E comunque dovrebbe darne un po’ a quella misera ragazza che si ritrova capelli e sporcizia varia galleggiare nel piatto della doccia e fa un urlo terribile, che non le riesce però bene come quello di Janet Leigh in Psycho.
In questi spot noi donne facciamo davvero una gran magra figura, visto che ci dipingono come delle passive incallite ed inette e non è proprio una cosa edificante vedersi andare in onda a qualsiasi ora in queste condizioni. Cari pubblicitari magari sarebbe anche giunto il momento di cambiare.
E date un po’ di prosciutto a quell’ infelice!

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 15:16 | Permalink | commenti (12) | commenti (12)(Popup)
nel vento:cattivaria
lunedì, 08 ottobre 2007

Tra i tanti messaggi che compaiono a destra e a manca sui vari portali di internet  molti riguardano  la promozione di luoghi di incontro virtuali che millantano il “reperimento” di partners. Ieri me ne sono trovato uno sotto gli occhi su Libero e per poco i bulbi oculari non se ne uscivano fuori dalle orbite!!! “TROVA DONNE IN CINQUE MINUTI” strillava soddisfatto, perché sono sicura che strillasse! Caspita! Donne, al plurale come in un harem? E ‘ chiaro che questo messaggio fomenta i broccoloni della rete, anzi li legittima! Come se non ce ne fossero abbastanza e dotati di proprio vademecum idoneo.Ma al di là degli obiettivi di chi si rivolge ad un luogo così reclamizzato noi donne cosa siamo? Oggetti da collezione? E poi, diciamoci la verità, un messaggio del genere andrebbe bene a Pechino dove la politica del figlio unico ha fatto sì che in quel paese diminuisse la presenza delle donne e si vedono frotte di uomini solitari che passeggiano per le vie, mentre a chi vuol porre rimedio alla cosa non resta che rapire le ragazze dalle campagne. In Italia ci sono più donne che uomini , ma che andate a cercare? Vi troviamo noi, non temete, come prova lo spot di un deodorante che, spruzzato addosso da un omino richiama una fiumana di donne in corsa verso di lui anche se,secondo me, non sono chiare le intenzioni di questo esercito in gonnella: per quel che mi riguarda potrebbero anche volerci fare un trofeo da appendere sul camino!

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 07:58 | Permalink | commenti (25) | commenti (25)(Popup)
nel vento:cattivaria
lunedì, 17 settembre 2007

Quando ho affrontato questo ho chiesto ai dipendenti dell’ufficio tributi se non si mettessero a inviarmi solleciti visto che gli errori (leggasi negligenza) erano stati i loro, sperando che dessero a me, lavoratrice precaria, il tempo di saldare il debito accumulato mio malgrado con il Comune. Mi hanno rassicurato sul fatto che non mi dovevo aspettare nulla di questo. Ecco perché qualche giorno fa ha bussato alla mia porta non il postino,non il comitato pro festeggiamenti santo di turno, ma … dadàààààààààààààààààà… un messo comunale con tanto di formale sollecito pagamento acquedotto e conseguente richiesta ricevute di avvenuto pagamento delle bollette che vanno dal 2001 al 2005 perché al suddetto ufficio risultano non pagate! Pare che io non si l’unica ad aver ricevuto questo cadeau ma a me non importa un fico secco! “Adelaide Spallino,giusto?” ha chiesto professionalmente il messo mentre firmavo un foglio. “No – avrei dovuto rispondere – sono Adelaide della baita ma tutti mi chiamano Heidi, anzi sbrighiamoci che ci ho Bianchina da andare a mungere!” Invece ho annuito perché sono una personcina a modo. In questi giorni ho cercato le ricevute e poiché sono distratta (evidentemente questi uffici fanno affidamento su tale difetto che molti contribuenti hanno) ho capito il perché del non trovarne alcune solo dopo essermi tormentata un bel po’ e dopo aver messo sottosopra nei cassetti ciò che avrebbe dovuto restare in disordine... eehhmmm… Stamattina sono andata all’ufficio tributi armata a salve solo di pazienza! L’impiegata mi ha accolto con uno sguardo del tipo “ancora tu? ma non dovevamo vederci più?”. Ho mostrato le ricevute trovate ma non quelle del 2001, 2002 e del 2003 perché NON ESISTONO! Non possono esistere bollette dell’acqua a nome mio per quei periodi perché io e mio marito eravamo ancora sposati e conviventi sotto lo stesso tetto… sotto la medesima utenza! Ma, e dico MA, poiché il Comune aveva accumulato un ritardo di due anni nell’invio delle bollette, quelle di questi anni sono state recapitate a lui quando già aveva un altro domicilio! Risposta dell’impiegata “Sì,ma questo non vuol dire che le bollette non devono essere pagate.” Al che ho guardato di straforo sotto la scrivania ed ho pensato “Dài, Pappagone vieni fuori da lì …” Ho spiegato che la questione non era questa e che il mio ex marito,una volta messo al corrente di tutto ha cercato le ricevute senza trovarle ma è certo di averle pagate. “Sì ma io al computer non posso dire che le ha pagate e non trova le ricevute!” Allora ecco,Pappagone ero io e non me n’ero resa conto!!! Sono uscita da lì mentalmente stanca ma non prima d’aver detto, davanti ad altri due impiegati, che mi sento vessata dal Comune: per la cronaca nel frattempo è arrivata la bolletta dell’anno scorso, sempre con tutti gli errori anagrafici di cui ho già parlato…ecc… ecc…

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 16:12 | Permalink | commenti (3) | commenti (3)(Popup)
nel vento:cattivaria, vitamea
giovedì, 12 luglio 2007
Penso sia stato un equivoco. Lui non voleva dire le botte col metodo siculo – pakistano, ma la botte, intendendo sicuramente un metodo per la fermentazione dell'uva che dà origine a due modi diversi di produzione:
Metodo Classico: usato per  le  bianche, mature,che si rinchiudono in casa per anni, attenzione particolare si rivolge alla sboccatura: dopo un certo periodo in cui si tengono a testa in giù  con  un pugno sulle labbra si controlla il perlage della schiuma alla bocca, in seguito  questa viene tappata . Il risultato varia da un pas dosé a un doux, ovviamente in Sicilia lo si preferisce extra brut. Da abbinare in maniera inusuale  agli schiaffoni napoletani.
Metodo Charmat: è un processo più meccanico del precedente ai  fini di un grosso risparmio di energie, ma che può dare origini ad ottimi lividi. Abbinamento originale con “le zite” spezzate.
 
raccontato da: Adelaide_Spallino alle 11:13 | Permalink | commenti (11) | commenti (11)(Popup)
nel vento:cattivaria
venerdì, 04 maggio 2007
Il Taormina pensiero 2007 è dedicato a tutte le donne che, dopo lunghe e faticose battaglie, si son viste finalmente riconoscere le proprie capacità sul lavoro. Il Taormina pensiero difatti afferma, dopo che la collega Paola Savio, in appello ha ottenuto un  abbassamento di  pena da 30 a 16 anni  per la Franzoni: “Oggi basta essere donne per vincere.” Il Taormina pensiero svela così che la Savio quel  giorno al tribunale di Torino c’è capitata giusto in tempo per beneficiare dei  saldi di pena  in corso.  Il solito tempismo delle donne quando  si  tratta di sconti! Il Taormina pensiero, inoltre,  dice che i complimenti alla collega da parte del presidente Pettenati  potrebbero  essere stati  falsi e cortesi.  Come? Cosa le ha detto?  Ah, le ha detto su per giù: “Ma come le sta bene questo caso addosso avvocato,sembra proprio cucito per lei  su misura… E poi  il giallo le dona molto  sa?” Io, per evitare sbagli a causa delle adulazioni sperticate delle commesse davanti  ai loro malefici  specchi , non vado mai  in giro durante gli sconti da sola, ma vado sempre con un’amica che sia obiettiva e mi dica la verità su ciò che provo. Comunque il Taormina pensiero sa pure la verità, sa chi è l’assassino  del bambino ma non lo dice, per dispetto. Così, per dispetto, che nessuno lo merita, tié. 
raccontato da: Adelaide_Spallino alle 15:49 | Permalink | commenti (10) | commenti (10)(Popup)
nel vento:cattivaria
martedì, 24 aprile 2007

L'unica bugia a fin di bene che io conosco è quella a favore di chi la dice.

(n.b: inspired by linchetto)

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 11:49 | Permalink | commenti (11) | commenti (11)(Popup)
nel vento:cattivaria
venerdì, 06 aprile 2007

Il Papa - "Senza amore l'uomo è buio dentro."
L'uomo - " Tanto ho la lucciola d'emergenza."

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 12:25 | Permalink | commenti (7) | commenti (7)(Popup)
nel vento:cattivaria
giovedì, 08 marzo 2007
Stavo scrivendo ieri un post - disclaimer molto antipatico del tipo “Questo blog non aderisce alla festa della donna perché non siamo in via di estinzione!” Poi ho pensato che se mi fossi rilassata un po’ e avessi preso la cosa con più leggerezza non mi avrebbe fatto certo male. Certo però che, ripensandoci, a rischio estinzione lo siamo noi donne,almeno in Cina (ho detto niente!) dove la politica del controllo delle nascite, che permette alle coppie di avere un solo figlio, fa sì che queste diano la preferenza ai maschi. Un esercito di uomini sta crescendo in quel di Pechino e chissà che non si verifichi prima o poi una sorta di ratto delle Sabine dalle campagne cinesi…uuhhmm…o forse già hanno avuto questa idea? Insomma, alla festa della donna ho deciso di dedicare un post morbido, che c’entra prendersela ad esempio con lo Stato che oggi mi offre i Musei gratis? E’ l’ideale per chi non ha un lavoro difatti, Adelaide su, “prendila come viene prendila come va” ti direbbe Francesco, cosa vuoi di più dalla vita?  Hai le quote rosa in Parlamento e allora? Fai politica! Sempre che gli uomini ti concedano, dall’alto della loro magnanimità, la possibilità anche solo di pensarlo, non sia mai che tu dimostri di poter fare a meno di essere ghettizzata all’interno del recinto che loro ti hanno assegnato. Mica viene in mente a nessuno che non avresti bisogno delle quote rosa, che sei competitiva quanto loro, che studi e lavori il doppio, e che tante volte per la smania addosso che hai di dimostrarlo e di prenderti quello che ti spetta arrivi perfino a diventare come loro! Sì, festa della donna. Certo che se non avessi saputo quante donne, soprattutto tra le mura domestiche, subiscono violenza ogni anno, sarebbe stato meglio; da quando l’Istat ha diffuso i dati in merito ho le budella contorte. Più per il fatto che moltissime donne non denunciano, per paura, o per quella insana ibris che fa dire loro che possono cambiare i loro uomini, ed è un rendermi conto ancora una volta che una donna con chi le picchia ci sta, ma non con chi non le sfiora mai, con chi non le accarezza. Certo che di antipatico sto post non ha nulla. Sì è la mia festa, anche se è denaturata dalla sua essenza di commemorazione delle operaie morte anni ed anni fa nel rogo di una fabbrica. E’ la mia festa, perché mi devono ricordare  tutte le donne del mondo,dalle infibulate a quelle che vivono nella evolutissima e democratica America  che non hanno assistenza sanitaria perché non possono foraggiare le potenti lobbies delle assicurazioni. Ma perché me la devo prendere con la festa della donna appunto? Del resto è bello che ci sia concesso ad esempio di poter scegliere se far carriera grazie alla nostra avvenenza o alla nostra stupidità. In certi casi addirittura si può optare per entrambe! Non è divertente? Pensate a ciò che scrisse Kant: “Qualche donna abusa della facoltà che si concede alle donne di essere ignoranti.” Ma lui non poteva sapere quanta strada avremmo fatto grazie a questo abuso! Sì, ho scritto un post antipatico.

La tua intelligenza non ha limiti:
è fuori discussione.
Io però con quella, amore scusami,
non ci faccio una canzone...
preferisco quel tuo modo unico
di piangere e sognare, ma confesserò
che non sottovaluto di vederti camminare:
più del portamento è quel modo di "sgabbiare";
più che l'indumento è quel modo di ondeggiare
lento, lento,lento,lento
e tu ci sei, e tu mi fai,
e passano negli occhi tuoi
paesi lontanissimi e un posto per sorriderti;
guardatela la sua allegria
di questa grande donna mia,
lasciatemela vivere la gioia del suo culo
e del suo cuore!
Qando tu cammini sembri un angelo
d'incerta tradizione;
quando tu t'inchini
è insostenibile, disumana tentazione;
ci son notti che  starei a guardartelo
per ore ed ore, ed ore
altre notti che vorrei farmi piccolo
tra le pieghe del tuo cuore
e guardarci dentro per capire il tuo dolore,
il tuo sentimento,
quella voglia di sognare:
dimmi, dimmi, dimmi, dimmi
che tu ci sei, che tu non vai
e passano negli occhi tuoi
malinconie brevissime e fuggitivo ridere;
ragazza mia, grande donna mia,
non farti mai portare via
la gioia del tuo culo e del tuo cuore!
Cos'avrò fatto mai di tanto strano,
perché tu capitassi proprio a me?
O sono di un gran bello io,
o si era un po' distratto Dio
quel giorno... abbracciami
insegnami malinconie brevissime
e fuggitivo ridere:
ragazza mia, grande donna mia,
non farti mai portare via
la gioia del tuo culo
e del tuo cuore!

Roberto Vecchioni - Il tuo culo e il tuo cuore

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 09:38 | Permalink | commenti (12) | commenti (12)(Popup)
nel vento:cattivaria
giovedì, 22 febbraio 2007

andreotti

Toh! un voltagobbana...

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 19:02 | Permalink | commenti (11) | commenti (11)(Popup)
nel vento:cattivaria
martedì, 13 febbraio 2007

Ennesimo. Un video su internet mostra le immagini di adolescenti in classe alle prese con un palpeggiamento al sedere di una "ignara" professoressa.
Quando si dice toccare il fondo(schiena).

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 20:28 | Permalink | commenti (13) | commenti (13)(Popup)
nel vento:cattivaria