Da anni in tv proliferano i programmi di cucina e, se all’inizio la cosa mi faceva piacere perché rappresentava una novità che mi ha fornito un sacco di informazioni sul tema, da tempo ho iniziato a provare della vera e propria insofferenza nei confronti di questi. Uno dei motivi per i quali i cuochi televisivi mi infastidiscono è che propongono ricette per la realizzazione delle quali occorre avere in casa un equipaggiamento di pentolame da ristorante a cinque stelle. Per non parlare delle ricette che spesso sono davvero lontane dalla quotidianità, a cui loro millantano di ispirarsi, di chi, per lo meno una volta al giorno, deve occuparsi del rancio della propria famiglia. Non sono certo il tipo che si fa scoraggiare facilmente ma la tv a volte ha il potere di avvilirmi, anche se per pochi minuti fortunatamente. Oggi mi sono soffermata a guardare la rubrica Gusto del TG5, attratta dalla semplicità della ricetta proposta, un banale risotto con gli asparagi. Finché si è trattato del brodo fatto con i gambi degli stessi è andato tutto bene, che il riso non sia stato tostato ci stava pure, che il burro andava mantecato solo a fine cottura perfetto, che gli asparagi sono stati poggiati crudi sul risotto ultimato mi ha lasciato un po’ dubbiosa. Ma, mentre giudicavo questa ricetta davvero facile e fattibile in casa, il cuoco mi ha spiazzato con la rivelazione di quelle che a me son sembrate, fin da subito, delle fettine di carote al vapore messe a decorare il piatto. Si trattava di “bottarga di uovo” ottenuta “semplicemente” ricoprendo completamente il tuorlo d’uovo con un composto di sale e zucchero, mettendolo poi a disidratare in una ventola. Uhhmmm… ho aggrottato la fronte assolutamente perplessa di fronte a tanto: chissà se l’asciugacapelli va pure bene! Guardando qualche volta le performances di un grande pasticcere alla Prova del cuoco cercavo di trarvi qualche buona lezione e, anche se le sue creazioni erano davvero delle opere d’arte difficili da eguagliare, pensavo che con un po’ di attenzione avrei potuto realizzare qualcosa. Ma anche qui, come per la ventola, mi son dovuta arrendere. Eh sì perché ad un certo punto della preparazione lui pronunciava le fatali parole: “porre tutto nell’abbattitore di temperatura”. Allora osservavo mesta il mio frigorifero, reo di essere un puro e semplice elettrodomestico refrigerante e chiudevo il mio taccuino su cui avevo annotato la parte iniziale della ricetta. Da allora ho detto basta, decidendo di continuare a leggere i miei libri di cucina per sovvertire le ricette, per cambiare qualche ingrediente e adattarle alla mia fantasia, e soprattutto per seguire la tradizione siciliana che in gastronomia, mi permetto di affermare, non ha eguali. Ma il mio amore per gli arancini o per la pasta cu li vrocculi ‘ncasciata non mi impedisce di apprezzare moltissimo, e di cucinare, i piatti delle varie regioni, così non è rado che io porti in tavola i canederli altoatesini o le lasagne bolognesi.
nel vento:abbi dubbi













Ma il predicato verbale è una multa inflitta dal complemento d'agente?
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