mercoledì, 07 gennaio 2009

Ciao Ni’, ho parlato di te ieri sera dopo che mio figlio, rincasando da una passeggiata, mi ha portato i saluti di tuo padre. Ti ricordo sempre che credi? Anche adesso, vedi, ho davanti a me il tuo viso spigoloso del quale facevo una caricatura con un solo lungo tratto di penna e ti passavo il foglio sul banco, sghignazzando di fronte alla tua espressione in bilico tra il divertito e il contrariato. Dove sei adesso? No, il luogo no. Quello lo so. Dico, dove sei con la mente, dove porti la tua anima? Ti arrabbi mai? Perché vorrei che tu lo facessi. Arrabbiarti sì. Con chi non so, forse con la vita o con Dio: sì, sì, con lui, prova a sfogarti contro di lui, dagli un pugno nello stomaco e stendilo. Sai cosa? Mi viene in mente quella volta in cui, approfittando di uno sciopero, passammo la mattinata da Ale insieme a Carmen, ad ascoltare musica, l’ultimo LP acquistato degli Earth Wind & Fire girava che era una meraviglia. Eravamo noi e la musica. Non avevamo bisogno di nient’altro. Avevamo tutto. E quei giochi stupidi che facevamo alla ricreazione? Di un’ingenuità disarmante ma anche lì, a noi bastava. Che poi perché un ragazzo debba smettere di giocare e debba iniziare a farsi male, non l’ho mai capito. So solo che ti abbiamo visto andare via da noi giorno dopo giorno, senza neanche voltarti, che so, per salutarci con una delle tue battute sarcastiche. Sarebbe stato diverso, eh sì. Com’ è difficile aiutare chi non vuole essere aiutato, com’è faticoso tirarsi indietro e far finta di… per lasciarlo andare. Ed arrendersi. E poi quella volta, dopo anni, in cui ti incontrai con tua madre, ricordi tu? Lei mi chiese di venirti a trovare, di uscire con te e tu la zittisti dicendole di lasciarmi in pace. La solitudine ti accompagnava in maniera malsana e tu lo sapevi, te l’eri cucita addosso come una seconda pelle ed i tuoi occhi, un tempo accesi di allegria, erano sprofondati in una tristezza infinita e dicevano di starti lontano. I ragazzi non dovrebbero vivere cose più grandi di loro, dolori inimmaginabili e sofferenze lancinanti che svuotano l’esistenza di ogni significato. Non è giusto. Ché uno poi non sa neanche che sta mollando, non ne ha coscienza, non ha esperienza e manda tutto a puttane. E quella, la vita "ragazza bugiarda", scivola via senza rimorso alcuno per ciò che toglie; e non si apprende l’amore contenuto dentro un bacio, non si diventa padri né ci si ferma in riva al mare per abbracciare chi si ama. Cose così, banali. Mai avute, ed allora a pensarci forse neanche veramente tolte e lei, sempre lei, la vita,la fa franca ancora una volta. Dove sei? Guardi mai a qualcosa che assomiglia ad un ieri in cui ridevi? E ne hai nostalgia? Non so più quando è stata l’ultima volta che ti ho visto; credo, credo fosse estate e ti ho riconosciuto in lontananza mentre con la tua camminata dinoccolata andavi verso casa. Verso casa.

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 17:26 | Permalink | commenti (14) | commenti (14)(Popup)
Commenti
#1   07 Gennaio 2009 - 18:47
 
Non riesco a dire qualcosa sopra a questo...
E' tutto così malinconicamente dolce...
Di una dolcezza regalata chissà? forse dal tempo...
Boh?
E poi co sta canzone che c'è sotto...
Che gli occhi si chiudono per andarsene chissà dove...
Bella che sei!
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#2   07 Gennaio 2009 - 21:09
 
E' bellissimo. Quanto mi sono immedesimata in questo racconto! I ricordi... dolci e amari, e la vita che scorre. Un fiume che non sai dove ti porterà; notti avvolte nella nostalgia e spesso nel rimpianto.
Permettimi di riportare una frase di Guccini:
noi corriamo sempre in una direzione, ma qual sia e che senso abbia chi lo sa...
restano i sogni senza tempo, le impressioni di un momento,
le luci nel buio di case intraviste da un treno:
siamo qualcosa che non resta, frasi vuote nella testa e il cuore di simboli pieno..."

Tanti baci.
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#3   07 Gennaio 2009 - 21:47
 
Un registro... che sai usare benissimo. Bello!

abbraccione!
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#4   08 Gennaio 2009 - 09:06
 
@qwe sono stata indecisa se postarlo o no, l'ho scritto di pancia e la dolcezza è venuta naturale pensando a chi a soli 17 anni ha iniziato un viaggio all'inferno dal quale ancora non torna... e sai quanti anni son passati? la dolcezza è per lui, la rabbia è per tutto il resto.

@Ale vorrei che lui scendesse da questo treno, e cominciasse a vedere la vita davvero...
ti abbraccio


@Mirco è una dedica che ho fatto col cuore...
un abbraccio a te
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#5   08 Gennaio 2009 - 15:59
 
si legge d'un fiato e poi esplode dentro con tutti gli interrogativi e la rabbia che una vicenda così accende. No, a 17 anni non si può.
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#6   08 Gennaio 2009 - 16:28
 
Fa effetto leggerlo mentre, con una occhiata, guardo la neve infuriare dietro la finestra.
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#7   08 Gennaio 2009 - 17:04
 
@Dario già...


@Mimmo in certi momenti la natura si esprime meglio degli esseri umani... :-)
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#8   08 Gennaio 2009 - 21:55
 
Torno e leggo queste righe meravigliose,perfetto :-)
Un bacione
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#9   09 Gennaio 2009 - 07:47
 
Perché quando leggo ste' meraviglie sono pervaso di sacro rispetto e invece ogni volta che ti vedo ci scassiamo dalle risate?
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#10   09 Gennaio 2009 - 08:53
 
@Fabry bentornato allora :-)


@Mucco ho delle foto da mandarti a proposito... ;-))
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#11   09 Gennaio 2009 - 09:48
 
Bello questo blog... piena di letteratura vissuta!
Ciaooo
:-DD

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#12   09 Gennaio 2009 - 19:47
 
PV64 benvenuto da me e grazie :-)
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#13   09 Gennaio 2009 - 21:44
 
Tu forse non ci crederai, ma proprio questa sera, mentre si cenava, con mio marito si parlava dei compagni di scuola, di quelli che sono rimasti nel cuore e di quelli dei quali non si ricorda più nulla ... bello da una parte, triste dall'altra, ricordi belli, ricordi tristi, la giovinezza che ormai non c'è più (non sto parlando di te, ma di me :-D ), ma i ricordi, quelli della scuola, dei 16-17-18 anni sono i più belli e forse anche i più tristi .... !
Un bacione
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#14   10 Gennaio 2009 - 16:39
 
Gli anni del liceo sono quelli che più lasciano il segno, tra quelli scolastici. Dentro ci sono momenti che non avremmo potuto condividere se non con quei compagni, proprio quelli lì. Anche se poi, a distanza di anni, ti chiedi dove sono andati a finire ed a parte di qualcuno di cui sai gli altri sembrano essere state meteore. Bellissime, ma meteore. Mentre scopri che è bello vedere ogni mattina una delle mie compagne di scuola dalle elementari alle medie. Nel mio caso lei possiede il panificio dove compro il pane ogni santo giorno. :-DDD
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