mercoledì, 31 ottobre 2007

Ho un ricordo di me bambina e di un grigio mattino di novembre in cui mi sono svegliata prestissimo nel lettone dei miei genitori. E’ un’immagine che mi è cara ed ancora, quando ci ripenso, nettamente mi vedo mentre,seduta tra le coperte, stropiccio gli occhi e guardo di fronte: sul comò un grande vassoio pieno di dolciumi e tra questi fanno bella mostra di sé frutta martorana, tetù e pupi di zuccaru. E’ un 2 novembre qualsiasi e la camera dei miei è piena di profumi; intanto la stessa sorte è toccata ai miei fratelli, nel rispetto di un’antica tradizione popolare che però è un vero attentato ai denti. Quel giorno, dopo aver preso coscienza della quantità di leccornie, e non solo, che, secondo quanto raccontato dagli adulti di casa, mi avevano portato durante la notte i nonni defunti, la mia sgargiante damigella di zucchero venne riposta in una vetrina della sala da pranzo, accanto ai paladini regalati ai miei fratelli, perché così mia madre poteva tenere sotto controllo quella tentazione. Dopo un po’ di giorni si accorse che le statuine, integre sul davanti, erano state consumate nel lato posteriore: quando si dice non andare mai oltre a ciò che vedono gli occhi.

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 16:05 | Permalink | commenti (15) | commenti (15)(Popup)
nel vento:rewind
mercoledì, 31 ottobre 2007
So tell me who I see
When I look in your eyes
Is that you baby
Or just a brilliant disguise...
raccontato da: Adelaide_Spallino alle 08:22 | Permalink | commenti (5) | commenti (5)(Popup)
nel vento:io , selecti flores
lunedì, 29 ottobre 2007
- Cosa fai?
- Chi io?
- Sì tu. Cosa nascondi in mano?
- Oh nulla …
- L’ho visto comunque, che credi? E’ un dolcetto di pasta di mandorle, inutile negarlo.
- Beh … sì. Un pezzetto,è così minuscolo che neanche si nota.
- Un pezzetto pieno di calorie … e poi quella è roba del giorno della commemorazione dei defunti …
- Sì lo so … è che …
- E’ che stai commemorando la dieta perduta …
- No no, è solo uno strappo alla regola.
- Uno strappo alla gonna di velluto blu vorrai dire …
- Ma non puoi fare a meno di starmi tra i piedi? No?
- Ti tengo d’occhio carina. Ma fai come vuoi. Tanto fai sempre di testa tua.
- Ma è così buono! Senti che buon profumo?
- Si sente lontano un chilometro il profumo …
- E non lo vuoi assaggiare anche tu?
- Mai!
- Ma sì, dai che ti va.
- No.
- Non ci credo.
- Ho detto di no.
- Peccato, è tutto mio!
- Tsè, vincerò la scommessa!
- Ma dai,per un dolcetto dopo una settimana di stenti quasi!
- Ah ah ah che bugiarda faccia tosta! E il cioccolato dove lo mettiamo?
- Io nello stomaco, e dove se no? Ma è amarissimo, figurati, un quadratino la sera che sarà mai!
Fa bene all’umore perfino.
- Beh, tienine un po’ da parte per quando vincerò la scommessa … ne avrai bisogno …
- Perfida!
- L’hai già detto. Ingorda.
- Anche tu l’hai già detto.



raccontato da: Adelaide_Spallino alle 20:26 | Permalink | commenti (13) | commenti (13)(Popup)
nel vento:io
domenica, 28 ottobre 2007

nascondino
Nascondersi

Domenica pomeriggio a casa rischiando di impigrirmi davanti alla tv, fortuna che il caravan serraglio delle varie reti non fa per me. Non avrei neanche tanta voglia di scrivere sinceramente- e da qualche giorno ormai - ma ho deciso di farmela venire, anche perché sento la necessità di scacciare dalla mia mente la tentazione di allontanarmi dal blog per un po’. E’ un periodo così, in cui mi sento impotente davanti ad alcuni aspetti della mia vita che vorrei cambiare con tutta me stessa, conscia anche che sono stati determinati in gran parte dall’altrui arbitrio. Pur essendo una persona che si adatta, non mi sono mai posta in maniera passiva di fronte agli eventi eppure a volte penso che avrei dovuto essere più cattiva. Sì, proprio così, cattiva, invece il fatto di essere stata considerata disponibile e comprensiva non mi ha affatto avvantaggiato. Comunque dicevo, ah sì, allontanarmi dal blog,per provare ad ascoltarmi meglio, per chiudermi un po’ e tenere spento il mondo. Ieri sera pensavo a questo mentre cercavo di addormentarmi, ma stamattina svegliandomi mi sono detta “che scema!”. Ho aperto il blog proprio per la mia voglia di comunicare attraverso la scrittura ed è qualcosa che appartiene alle mie corde, dunque perché distaccarmene lasciandolo per giorni e giorni, forse addirittura per un tempo indefinito fermo? Non avrebbe senso,sarebbe soltanto un nascondermi ed io non sono capace di fare questo. Isola emersa corre parallelamente alla mia vita senza disturbarla minimamente, anzi! ed ogni mio pensiero, che scrivo sulla sabbia di queste rive, è l’eco di una parte di me, ciò che vuole, che urge di uscire allo scoperto lasciando di contro ciò che è intimo e privato ben protetto e altrove. Così eccomi qui ad imbastire un post guardando di tanto in tanto fuori dalla finestra, in un pomeriggio festivo sul finire di questo docile ottobre.

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 14:19 | Permalink | commenti (18) | commenti (18)(Popup)
nel vento:pensieri, io fotografo
venerdì, 26 ottobre 2007

la finestra
Foto di Lorys

"Se fai delle foto
non parli,
non scrivi,
non ti analizzi,
non rispondi ad alcuna domanda."
- Robert Doisneau -

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 10:30 | Permalink | commenti (20) | commenti (20)(Popup)
nel vento:distanza, selecti flores
giovedì, 25 ottobre 2007

DSCN1792

Di spade e di rose

L'amore si riveste di te
e la sua elsa giace nel mio cuore
che non sguaina più lame
a ferire una ragione
dolcemente tormentata
dal profumo delle rose
che conduce dove tu sei.
 

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 07:56 | Permalink | commenti (7) | commenti (7)(Popup)
nel vento:le mie poesie
mercoledì, 24 ottobre 2007

Stamattina ho portato il referto ecografico al mio medico ed ho avuto la conferma che una delle cose che mi piace fare è osservare il comportamento della varia umanità che vi si incontra. Certo qualcuno potrà senz’altro obiettare che io debba avere una vita mondana davvero grama se mi accontento di un tal piccolo avvenimento, ma ogni volta che siedo nella sala d’attesa del mio dottore posso assistere a qualche show personale degno di Totò e Peppino perché, pur di non aspettare il proprio turno, certa gente è disposta a mettere su una sceneggiata tragicomica. Se la giornata è poi di quelle giuste posso anche sperare di assistere a qualche diverbio che rasenta il tafferuglio vero e proprio. Uno dei medici che ho avuto le aveva tentate tutte pur di fare ordine e di evitare situazioni incresciose, ma qualsiasi trovata era stata sapientemente e scaltramente elusa: così come successe con i numeri da prendere in base al proprio arrivo: non si sa come fu sparì la prima decina. Questa idea era stata messa in atto per ovviare ad un malcostume a cui ricorreva gran parte delle persone, soprattutto donne anziane: la signora di turno lasciava su una sedia un rappresentante della propria persona che poteva consistere benissimo anche nel libretto sanitario ed usciva a fare le sue faccende. Quando ritornava, con comodo, aveva la pretesa di ottenere la precedenza da chi nel frattempo aveva aspettato e, alla replica negativa della sua richiesta, lei ribatteva: “Ma ji lassavu lu librettu ccà!” (Ma io ho lasciato il libretto qui!).Il mio medico attuale ha una sfilza di … impazienti che mostrano insofferenza soprattutto in presenza degli informatori medico scientifici che i più poi chiamano “commessi”. Non appena ne scorgono uno all’orizzonte cominciano a dare segni di nervosismo e iniziano a borbottare. C’è da dire che gli informatori non fanno nulla per rendersi simpatici,addirittura uno qualche giorno fa non ci ha creduto quando gli abbiamo detto che il dottore era fuori ed ha tentato di aprire la porta dell’ambulatorio! Una scena simile l’avevo vista nella sala d’attesa di un altro medico il quale, sorpreso da un suo… impaziente maleducato a visitare una signora palesemente svestita non si fece scrupoli sul trattamento da riservare al tale in questione.

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 16:29 | Permalink | commenti (4) | commenti (4)(Popup)
nel vento:play
mercoledì, 24 ottobre 2007

Hello Snail - Photo Hosted at Buzznet

...vidi chi dannu ca fannu i babbaluci
ca cu li corna ammuttanu i balàti...

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 08:06 | Permalink | commenti (9) | commenti (9)(Popup)
nel vento:
martedì, 23 ottobre 2007
“Aggregato microlitiasico non ostruente al  gruppo caliceale inferiore di destra.” Sapete cos’è questo coso con un nome così altisonante e, direi, quasi nobile? Una specie di calcolo comunissimo che, maledetto, mi ha procurato nei giorni scorsi dolori e fastidi vari nella zona lombare e pelvica. Fortuna che il medico,mentre percorreva con la sonda ecografica il mio addome, mi ha spiegato tutto per filo e per segno! Se avessi dovuto leggere  il referto, senza aver avuto tutte le delucidazioni anticipate,  avrei dovuto spremermi le meningi e far affidamento ai  veterani ricordi dello studio del Greco e del Latino al liceo che, proprio perché sono reduci, hanno qualche ferita, qualche lacerazione qui e là, non sono proprio integri! Capirai! Mi vergognavo anche a  chiedere al dottore cosa fosse sto gruppo caliceale di destra!  Lì per lì ho fatto la saputella, una che il suo organismo lo conosce a menadito, sperando che lui sviscerasse tutta, ma proprio tutta, la questione nei minimi particolari. Nisba! Meno male che c’è gugle! Che domani comunque saprò il resto della storia, mah! E’ possibile che si debbano sapere le cose a puntate come in Un posto al sole? Leggendo poi tutto il resto del referto non ho potuto non notare che è pieno di parole astruse per una qualsiasi persona che non abbia masticato le cosiddette lingue classiche. Nonostante le rassicurazioni mediche  mi sono armata di santa pazienza, che se la pazienza è una santa perché mai la si deve armare io non lo so comunque, ed ho studiato per  benino arrivando al risultato finale che  il  tagliando per questa volta è andato piuttosto bene!
raccontato da: Adelaide_Spallino alle 14:45 | Permalink | commenti (12) | commenti (12)(Popup)
nel vento:io
lunedì, 22 ottobre 2007

si raggomitola

Chi l’avrebbe detto che ottobre ci avrebbe riservato questo freddo che ricorda l’inverno? Adesso piove qualcosa di simile al nevischio e vien voglia di chiudersi in casa, farsi avvolgere da un caldo plaid e, mentre fuori imperversa, guardarsi un po’ dentro osservandosi magari attraverso occhi un po’ più quieti del solito. Occorre raggomitolarsi un po’ in sé, a volte, non per crogiolarsi ma per ritrovare il tepore di certi angoli del proprio animo ed una giornata come questa sembra fatta apposta. Occorre scavare con attenzione e delicatezza perché è sempre bene maneggiarsi con cura, specialmente quando il tempo ci ha fatto acquistare un po’ di fragilità. E’ inevitabile, più esperienza facciamo, più abbiamo le spalle grosse e più ci sentiamo fragili, bisognosi di abbracciare noi stessi per sapere che in fondo non ci siamo mai persi davvero, neanche quando ci siamo sentiti piccoli piccoli di fronte a tutto il resto. E’ il momento ideale per salutare definitivamente una parte di ciò che siamo stati, consapevoli che qualsiasi cosa abbiamo vissuto evidentemente ne era valsa la pena. Ogni momento è servito per “diventare ciò che si è” ed il rispetto per il proprio vissuto deve superare ostacoli come il risentimento o il rimpianto, lavorando alacremente affinché non via sia più nessun margine per loro di ripresentarsi ancora.
Sì, è davvero l’occasione buona per raggomitolarsi un po’ e prendersi tutto il calore che viene da dentro, concentrarlo nelle braccia e cullarsene sorridendo.

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 09:49 | Permalink | commenti (12) | commenti (12)(Popup)
nel vento:pensieri, io fotografo