domenica, 30 settembre 2007


Foto www.corriere.it

Un gesto o un pensiero solidale
fanno sì che quella piccola cosa che è l'uomo
si possa sentire parte attiva del Mondo
anche se spesso, o quasi sempre,
ha tra le mani soltanto la soluzione
dei propri problemi.

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 17:20 | Permalink | commenti (2) | commenti (2)(Popup)
nel vento:pensieri, pause
venerdì, 28 settembre 2007

alba
Foto di Benedetto Pecoraro
≈≈≈≈≈

Prima dell’alba

Accarezza i fianchi alla notte
la mano leggera del vento
e sotto l’arco
di uno scintillante tremolio
le dona umide essenze d’autunno
.

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 20:41 | Permalink | commenti (10) | commenti (10)(Popup)
nel vento:le mie poesie
giovedì, 27 settembre 2007

Le menage de Monsieur Barre
"Le menage de Monsieur Barre - R. Doisneau"

Stanotte sono stata svegliata da un gran temporale che non se ne vedevano così da mesi, ho aperto gli occhi sulla stanza illuminata a giorno dai lampi mentre la pioggia scrosciava festosa fuori, tempestando il tetto con un insolito e veloce tip tap. Mi sono girata su un fianco tirando fino al mento la mia trapuntina e restando in ascolto fino a quando il sonno non mi ha vinto di nuovo. Nel frattempo ho lasciato che i pensieri seguissero il temporale, e si facessero guidare dall’acqua che in grossi fiotti scorreva per le vie. Non ho potuto fare a meno di riflettere su quanto sia semplice la mia vita, su quanto la mia quotidianità sia fatta di poche cose e su come ruoti attorno ai miei affetti più cari senza per questo vivere di luce riflessa, anzi. Ho sorriso pensando che sono una minimalista perché ho l’essenziale ma questo è già tanto e mi riempie la vita. Alle soglie dei quaranta, di molte cose posso dire di essere soddisfatta, di altre lo sono meno e per evitare ulteriori delusioni non mi aspetto più nulla da nessuno, neanche da me, perché so in proposito che il piatto della bilancia pesa molto dalla parte dell’ho già dato. La vita in fondo è come una giostra ed è importante imparare ad accettare quando questa non gira, o quando ci rendiamo conto che quella stupida musica da carillon che l’accompagna in realtà mette tristezza. Si può decidere di scendere o di aspettare che riprenda il suo giro con pazienza e tenacia, provando smuoverla, cercando l’inghippo, il punto in cui si è impigliata. Se si è fortunati – ma non era tenaci? – riprende a girare, magari all’inizio a fatica e con qualche strattone che rischia di farci cadere, ma riprende a girare, intanto noi ci siamo fatti le spalle grandi. Non so se fosse l’alba o meno quando i tuoni si sono allontanati ed il suono della pioggia si è fatto sempre più sommesso fino a cessare. So che mi sono riaddormentata immersa in un silenzio irreale, rotto soltanto da qualche operosa goccia d’acqua, sapendo che sarebbe arrivato comunque un giorno tutto nuovo.

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 16:42 | Permalink | commenti (10) | commenti (10)(Popup)
nel vento:pensieri, pause
giovedì, 27 settembre 2007

Ma il predicato verbale è una multa inflitta dal complemento d'agente?

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 08:32 | Permalink | commenti (7) | commenti (7)(Popup)
nel vento:abbi dubbi
mercoledì, 26 settembre 2007

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Con la prima pioggia dopo mesi ieri è stato il giorno dei cercatori di lumache. Ne abbiamo incontrati un bel po’ sulla statale e tutti in paziente ricerca, le auto posteggiate sul ciglio della strada, stivali di gomma e perfino un tale a torso nudo ma con l’ombrello per ripararsi. A me divertono però i cercatori improvvisati, quelli che, andando a fare altro, decidono di fermarsi per qualche minuto per un veloce raid con cui procurarsi un bottino di “vavaluci” da portare a casa: si riconoscono dall’abbigliamento, vi assicuro che ne ho visti in giacca e cravatta, e dalle scarpe inadatte inzaccherate in pochi secondi. Se ieri non avessimo avuto fretta avrei chiesto al mio ex marito di fermarci ed entrare a pieno titolo in questa categoria, di sicuro ne avremmo fatte un bel po’ a giudicare dalle facce soddisfatte dei cercatori incontrati. Tutto ciò che richiede pazienza, che non siano persone, mi è congeniale, mi piace cercare gli asparagi selvatici così come le lumache. Sono momenti rilassanti, questa estate ne ho cercate tra i rovi spinosi che limitavano la spiaggia a San Giorgio ma il vento che trasformava le spine in fruste mi hanno impedito di fare una raccolta decente. Ogni lumaca messa da parte è un po’come l’aver raggiunto un piccolo traguardo, certo il fine non è dei più ambiti dalla lumaca in sé, ma vuoi mettere il senso di appagamento mio? Eh? E poi c’è sempre la conferma che se si fatica un po’per ottenere qualcosa allora il conseguirla assume un senso più profondo, anche se forse per alcuni questo non vale per un piatto di succulenti vavaluci… Del resto è naturale che una medesima cosa non abbia la stessa importanza per tutti. 


raccontato da: Adelaide_Spallino alle 10:48 | Permalink | commenti (7) | commenti (7)(Popup)
nel vento:for me
martedì, 25 settembre 2007

Oggi Lorys ha conosciuto l’altruismo non egoistico. Donare infatti i suoi giochi d’infanzia ed i libri colorati di fiabe è stato un gesto faticoso per lui che avrebbe voluto tenerli a futuro ingombro di questa casa. Ho atteso pazientemente che prendesse questa decisione ed alcune settimane fa ha iniziato a mettere via tutto quello che ha potuto,ed è davvero molto. Non pensavo ci riuscisse,ci speravo dopo avergli detto più volte che quei giocattoli, quei libri sarebbero stati più utili altrove, dove i bambini ne avrebbero potuto fare un uso terapeutico. Ho coinvolto anche il papà in questa cosa e stamattina,all’insegna di una giornata perfettamente autunnale, siamo andati insieme a Palermo a trovare la dottoressa che anni fa ha seguito Lorys per un problema che si è risolto al meglio. Lavorare con i bimbi richiede una doppia sensibilità, oltre alla capacità necessaria per avere a che fare con i piccoli pazienti ci vogliono tatto, pazienza e delicatezza nei confronti dei genitori. Lei racchiude tutto questo in un sorriso luminoso e nella dolcezza dei modi come in quegli occhi che ti si piantano nei tuoi incoraggiandoti senza bisogno di parlare. Adesso dirige il Centro di diagnosi e terapia dell’autismo presso l’Ospedale Aiuto Materno del capoluogo, ma nella nostra vita entrò a seguito di un malore di Lorys, nel gennaio del 2000. Ci è stata vicina, ha compreso ed ha ascoltato, al di là delle riconosciute qualità ha dimostrato una carica umana incredibile ed in questi anni, anche da quando Lorys ha finito i suoi controlli annuali, io non ho mai smesso di pensare a cosa poter fare per il suo valido reparto. Ne parlo,anche se in maniera superficiale, perché quando si può testimoniare un sistema sanitario che funziona nonostante le difficoltà in cui si trova, lo si deve fare,per quella che è la nostra coscienza civica.

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 21:14 | Permalink | commenti (3) | commenti (3)(Popup)
nel vento:pause
lunedì, 24 settembre 2007

Il paese in cui vivo è piccolo e la sua estensione è curiosamente a forma di stella. Lo si può vedere benissimo quando le luci della sera lo illuminano e si è sulla strada che porta a Palermo. Da lontano ha un aspetto sognante quasi e romantico. Da ragazza ero io invece a sognare di andarmene da qui fino a quando questo desiderio si è avverato e per nove anni ho vissuto fuori, anche se non oltre lo Stretto. L’esperienza mi è servita ed ho capito che non esistono luoghi migliori o peggiori di quello dove sono nata. Il più delle volte esistono luoghi che, per quello che noi viviamo con noi stessi, possono diventare il nostro personale inferno o il paradiso dal quale non ci staccheremmo mai. Oggi ho un rapporto disincantato con il mio paese, anche se lo ritengo un posto dove ancora si può vivere a misura di essere umano. Lo osservo notandone dettagli che, un tempo,con l’occhio distratto della giovinezza non prendevo in considerazione, abituata com’ero ad un’analisi sbrigativa dell’insieme che serviva a dirne male comunque. Il tempo passa anche per darci la possibilità di ravvederci essendo il miglior complice del nostro cambiamento ed ecco che il mio sguardo disilluso, ma attento e forse anche un po’ saggio chissà, non si limita a guardare il tutto, ma ciò che lo forma. Il risultato finale è un giudizio non più disastroso su questo comune abitato da un po’più di quattromila anime, ma un’opinione piuttosto equilibrata grazie all’aver sviluppato e affinato, nel corso del tempo, non solo il mio carattere critico ma anche una certa capacità di comprensione.

 

Tramonto sul paese

Foto di Benedetto Pecoraro 

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 20:42 | Permalink | commenti (10) | commenti (10)(Popup)
nel vento:pensieri, io
lunedì, 24 settembre 2007

Vi auguro una buona giornata!

 

dettaglio del portale arabo-normanno

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 10:27 | Permalink | commenti (5) | commenti (5)(Popup)
nel vento:io fotografo
sabato, 22 settembre 2007

- “Allora quanto ne taglio”?
La parrucchiera mi osserva dallo specchio con la ciocca più lunga dei miei capelli in una mano e le forbici nell’altra.
“Quattro dita” rispondo sfogliando una rivista di gossip.
Un sipario di silenzio cala tra noi mentre io sento le mie parole ancora sospese nell’aria “quattro dita … quattro dita …” Alzo lo sguardo e la vedo ferma, immobile e penso che voglia essere più che certa di aver sentito bene.
“Quattro dita” – confermo, senza neanche far caso alla grandezza della sua mano,e dire che è la mia parrucchiera da sempre.
Inforca gli occhiali e inizia a tagliare. Le prime ciocche scivolano dietro alle mie spalle con un leggero fruscio e paf … atterrano sul pavimento. Durante una piccola pausa mi giro leggermente a guardare ma, non avendo gli occhiali, noto semplicemente degli sfocati mucchietti di capelli sparpagliati attorno alla poltroncina. Così riprendo la mia interessantissima lettura su cosa ha indossato chi alla festa di qualcun altro,chi sta con chi … ecc … e mi rendo davvero conto di quante cose io non sappia sul mondo che mi circonda! Capirai!
Intanto e paf … e paf… fino al:
“Come li asciughiamo? Col diffusore?”
Rivelo così la mia fantomatica ricetta dell’ a testa in giù, phon al massimo ma distante dalla chioma … -chioma? - e privo di appendici qualsiasi.
Quando mi rimetto in posizione eretta scrollo la testa ma la sento particolarmente leggera … dopo, qualche secondo di perplessità seguito da un rapido gesto per mettere gli occhiali e vedermi allo specchio!
Sgomento non rivelato. Self control. Mi sento la testa… nuda e mi si vede tutta la faccia! Ma quanto so’ quattro dita? Una rapida occhiata alla mia mano non particolarmente grande, ed una sbirciatina a quella della parrucchiera mi dicono tutto. Avrei dovuto dire “quattro dita mie!! mie!!”
Pago lo scempio, esco e vado a casa mogia mogia. Ed ora quando mi alzo al mattino faccio tanto Alberto Radius, o almeno così mi si dice! Cliccare sotto per credere:

sob!

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 15:41 | Permalink | commenti (22) | commenti (22)(Popup)
nel vento:io
giovedì, 20 settembre 2007

friends

L’ autunno mi delizia con i suoi colori, con l’arancione dei loto e delle prime arance, con le sfumature di rosso delle foglie e, se siamo fortunati, da queste parti possiamo contare spesso su una pioggia sottile, di quelle che frusciano sui tetti delle case e che scivolano delicatamente lungo le vie.
Mi piacciono gli odori che diffonde perché sanno di ricordi: niente stimola la memoria come il profumo delle caldarroste. Così come d’inverno il profumo della buccia dei mandarini.
Non mi rattrista l’autunno. E’ come essere cullati da una malinconica canzone che sa accarezzare i pensieri, avendo come unico riguardo per lei quella d’ascoltarla guardando fuori da dietro i vetri di una finestra.



raccontato da: Adelaide_Spallino alle 16:57 | Permalink | commenti (19) | commenti (19)(Popup)
nel vento:pensieri, pause