Stamattina ha chiamato molto presto il mio ragazzino dicendo che tutto era finito e che la nonna era spirata ieri sera. Il suo tono di voce era triste ma sereno, o almeno quest’ultimo vi ho colto dalla pacatezza con cui parlava, ma già da ieri mattina l’avevo sentito più tranquillo grazie al lavoro sinergico da parte mia e del papà. Sa che non assisterà a nulla se non si sente di farlo, sa che non deve tenere dentro le sue preoccupazioni, sa che questo momento ha una spiegazione e che la tristezza è fisiologica e piano piano si stempererà. Io so che sta crescendo, anche se spero che non perda quella piccola convinzione che un bacio sulla parte dolente sia inspiegabilmente taumaturgico.
nel vento:lessico familiare, vitamea



















