domenica, 29 aprile 2007

Da quando si è sparsa la notizia che è stato abolito il Limbo c'è chi comincia a preoccuparsi sul fatto che tale provvedimento possa estendersi...

 

Purgatorio

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 21:08 | Permalink | commenti (19) | commenti (19)(Popup)
nel vento:play
domenica, 29 aprile 2007

collage

Chi vive in un piccolo paese sa bene cosa accade quando all’orizzonte si profilano le elezioni amministrative per il rinnovo del consiglio comunale. Il torpore invernale in cui la popolazione felicemente ha sguazzato -  ma senza dimenticare di lamentarsi che in questo posto non c’è mai nulla da fare e bla bla bla… - si risveglia più per il grido di un megafono che annuncia il prossimo comizio del candidato che per  il canto delle allodole. Il paese si ritrova così in un brulicare di bisbigli, di rumors che intessono trame e conciliaboli vari su chi sostiene chi, e chi invece era prima con chi, mentre si stagliano nette sulle altre le figure dei voltagabbana di turno,e  l’opportunità (opportunismo in molti casi) politica produce coalizioni aperte e trasversali.  C’è da chiedersi forse  come possano parti così diverse coesistere in un unico corpo, perché  il rischio è in molti di questi  casi di dar vita a  simil mostri  della mitologia greca.
 Intanto nell’avvicinarsi dei giorni fatidici delle elezioni argomenti  come il calcio ed il tempo che fa  vengono soppiantati dai pronostici sui probabili vincitori:  “cu’ acchiana?”  (chi sale?) è la domanda a cui tutti, dai 0 ai 99 anni,  sperano di dare una risposta che sia poi quella che, in caso di conferma, li porterà a dire a chi l’aveva confutata diversamente, “chi ti diciva?” (che ti avevo detto?).  
I candidati a sindaco qui sono due ed entrambi hanno la mia stima, ed oltre tutto la mia situazione è quella di “di ‘na banna mi punci, di ‘na banna mi doli” (lett: un lato punge, un lato mi fa male). Questo però non mi ha impedito lucidamente e senza alcun dubbio (e per  una della Bilancia non avere un dubbio è quasi un miracolo degno di un pellegrinaggio a San Paolo Fox!) di decidere a chi dare il mio prezioso ed unico voto.
Da un lato a candidarsi per i DS, spaccati ovviamente, c’è un veterano della politica, G. Panepinto, onorevole all’ARS, era imberbe(se mai lo è stato) quando iniziò a sventolare Bandiera Rossa. E’ stato sindaco per due mandati di seguito negli anni ’90 ed ha lasciato nella gente il rammarico “ah, quannu c’era Giuanni” (ah,quando c’era  Giovanni). Sui suoi consiglieri  e sugli assessori  sono molto perplessa, ma tanto io non ne capisco nulla. L’altro candidato M. Traina è un viso nuovo della politica, un valido  avvocato, un ragazzone alto e con tanta voglia di fare, viene dall’UDC  ma è sostenuto da una parte dei  DS a guida del sindaco uscente.   Per i manifesti elettorali e per il loro logo, hanno puntato entrambi su temi cari alle persone e sono usciti dai freddi e scontati parametri della politica. Un nuovo tipo di comunicazione che ha dato vita ad un cuore rosso per  Panepinto  e ad una casa fatta di matite colorate per Traina. Secondo le ultime stime,rigorosamente raccolte presso i punti nevralgici del paese: bar, piazze, fruttivendoli, supermercati ecc…, i candidati a sindaco hanno le stesse  probabilità di farcela, anche se molti ritengono Traina in vantaggio e, per quanto lo pensi anche io, mi è passato per la mente qualche giorno fa l’ipotesi del ballottaggio. Così per parafrasare Shakespeare… “Il mio voto  te l’ho dato prima che tu lo chiedessi  eppur  vorrei  ancor da pronunciarlo…”  
raccontato da: Adelaide_Spallino alle 11:15 | Permalink | commenti (10) | commenti (10)(Popup)
nel vento:play
sabato, 28 aprile 2007

C'è un sottile confine tra ipocrisia e diplomazia.
Il problema non è tanto evitare di confonderle,
ma  capire chi merita l'una e chi l'altra.
(a.s.)

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 16:50 | Permalink | commenti (7) | commenti (7)(Popup)
nel vento:tra il serio e laceto
sabato, 28 aprile 2007

Il problema dell'umanità è che gli stupidi sono strasicuri, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi.
(Bertrand Russell)

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 12:44 | Permalink | commenti (9) | commenti (9)(Popup)
nel vento:selecti flores
venerdì, 27 aprile 2007

the good hand
(Foto: ANSA)


...Hey hey I saved the world today
everybody’s happy now
the bad things gone away
and everybody’s happy now
the good thing’s here to stay
please let it stay...
(Eurythmics)


raccontato da: Adelaide_Spallino alle 09:16 | Permalink | commenti (11) | commenti (11)(Popup)
nel vento:pause
giovedì, 26 aprile 2007
Sei starnuti di fila sono l’inizio di una colonna sonora che  accompagnerà  nei prossimi  giorni il fatidico irrinunciabile cambio di stagione negli armadi. E posa e togli e lava e appendi  e metti via… La casa si ritrova nell’immancabile appestamento dei  pelucchi  dei  maglioni che solleticano le mie narici,  contribuendo, insieme alla polvere sollevata spostando scatole e altro, a seccare l’aria ed a stimolare l’acutizzarsi della  mia sinusite. In queste grandi occasioni ho degli stati d’animo altalenanti e passo dalla gioia nello scoprire che una maglia dell’estate precedente può ancora andare a Lorys, allo sconforto nel notare quel  bellissimo pantalone nuovo ridotto all’ inservibilità dalla crescita del mio adorato figlio. Anche quest’anno darò via molte cose di Lorys, e sinceramente lo farò con una certa tristezza perché so che rinuncio  definitivamente ad un altro pezzo della sua   infanzia e dovrò contare sulla mia capacità di ricordare per tenerlo stretto a me.  Nel mio portafogli ho una sua foto di quando aveva tre anni, qualcuno mi ha chiesto perché non ne metto una recente,  ho risposto che io voglio ricordare com’era Lorys perché com’è adesso lo so. Guardavo poco fa dall’alto della scala a pioli la sua stanza, i giochi, una girandola sulla libreria in alto, i fumetti, i suoi inutilizzati libri di favole, e tutto quello che mi ricorda che è ora di fare un cambiamento anche in questo perché  Lorys cresce. Un cambio stagione niente male.  




raccontato da: Adelaide_Spallino alle 11:09 | Permalink | commenti (10) | commenti (10)(Popup)
nel vento:vitamea
mercoledì, 25 aprile 2007
La siccità sta portando unpo’ tutti a sentirsi con l’acqua alla gola e da più parti arrivano consigli su come gestire erisparmiare un bene che molti ritengono prezioso giusto perché comincia a scarseggiare. In questi giorni tra gli allarmisti, gli allarmati ed i soliti “ma sì, non è poi tanto vero”, ne ho sentite davvero di tutti i colori, ma Fulco Pratesi, presidente del WWF , è stato a dir poco esagerato . Ha pubblicato in un articolo il suo personale rapporto con l’acqua, e non solo, ai fini del risparmio e del rispetto della natura, una sorta di vademecum insomma  per chi vuole seguire i suoi consigli.
Innanzitutto Pratesi possiede lo scarico del water regolabile in base a ciò che il suo organismo produce: questa è  un’ottima idea anche se mi sembra più un oggetto da collezionista stravagante e non un sanitario di diffusa commerciabilità. Ed ecco  l’ elenco di quanto egli consiglia contro lo  spreco dell’acqua: 
- fare un bagno il sabato mattina;
- niente docce nei restanti  giorni della settimana ma lavarsi la sera in ordine di apparizione: i piedi, le parti intime, le ascelle e la faccia (potete fare anche al contrario secondo me);
- per risparmiare sul lavaggio dei capi basta usare camicie non bianche e non strette dalla cravatta, in tal modo si possono cambiare ogni tre giorni, mentre le mutande, secondo Pratesi, possono resistere anche di più;
- cambiare i calzini ogni tre giorni in inverno, anche prima in estate; 
- la canottiera resiste bene i suoi  otto giorni; 
- se a pranzo  o cena è solo, prima di lavare l’unico piatto che ha utilizzato per mangiare,  fa la scarpetta col pane, così  usa meno acqua ed  una spugnetta senza detersivo alcuno. 
Ora,  vabbé che Pratesi  è presidente del WWF ma a non estinguersi  dovrebbero essere i  panda mica i pidocchi.

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 15:37 | Permalink | commenti (14) | commenti (14)(Popup)
nel vento:abbi dubbi
martedì, 24 aprile 2007

L'unica bugia a fin di bene che io conosco è quella a favore di chi la dice.

(n.b: inspired by linchetto)

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 11:49 | Permalink | commenti (11) | commenti (11)(Popup)
nel vento:cattivaria
martedì, 24 aprile 2007
C’è un improvviso profumo di ginestra nell’aria. Dolce e persistente si insinua ed avvolge i miei pensieri, avvolge  il mio sguardo che va oltre le colline verdi attorno. Stamattina mi sono alzata prestissimo perché Lorys alle 06,30 sarebbe partito per la sua giornata di gita scolastica a Mozia – Marsala, e mi sono goduta un bellissimo  far del  giorno con  l’accendersi del  sole  ad est . Non sono mai  stata a Mozia, so che è splendida,  a Marsala sì invece,  più volte e ricordo una di queste, in cui andai con mio padre e mia cugina Maria,  con un grande sorriso.  Lorys è uscito di casa con uno zainetto e un po’ di raccomandazioni, mi sono limitata comunque evitando perfino  il fatidico  “guida piano” perché non sono una madre ansiosa.  E poi non è giusto insistere, specialmente se tuo figlio ti guarda di sbieco dicendoti “guarda che me la so cavare” e questa è una frase che sento spesso da un po’ di tempo. Il fatto è che, non appena lui si allontana dalla zona, sento che questa casa cade nel vuoto, e non me ne frega niente se ritorna stasera,  con lui parlo e mi confronto e mi arrabbio e discuto e mi sento viva. Noi  madri viviamo strane contraddizioni, cresciamo i figli insegnando loro ad essere autonomi: la nostra felicità nel vederli muovere i primi passi incerti da soli dipende da questa libertà da noi che acquisiscono e che all’inizio è acerba, un filino d’erba appena spuntato. La stessa felicità però si tramuta in preoccupazione quando vediamo  che le ali, da noi stesse amorevolmente  cucite, sono  pronte al volo e abbiamo paura che il loro frenetico sbattere per lasciare il nido  porti i nostri figli  più a dimenticarsi di noi che ad affrontare qualche pericolo. Mi “rincuora” il fatto che, se in Italia si continua con questo andazzo, Lorys rischia di vivere sotto il mio stesso tetto fino a oltre i trent’anni di età, visto che tra università (sempre che decida di farla) masters, praticantato o tirocinio,con successiva  stasi  di disoccupazione,   le possibilità di rendersi  autonomo prima  lavorando si riducono moltissimo.  Ma, tanto, ciò che spaventa noi  madri è l’autonomia  affettiva e psicologica dei nostri  figli, cosa che io auspico e sollecito da sempre in Lorys, senza per questo rinunciare a provare quel brivido che dà il saperlo  libero di scegliere un cammino diverso dal  mio o dal padre.  Noi non abbiamo velleità insoddisfatte la cui realizzazione riversiamo su Lorys, ed io personalmente sono consapevole che i sogni infranti, le occasioni perdute,  sono comunque qualcosa da far rimanere  in sospeso nel vissuto di ognuno  ed è naturale e giusto che sia così.
raccontato da: Adelaide_Spallino alle 11:29 | Permalink | commenti (15) | commenti (15)(Popup)
nel vento:vitamea
venerdì, 20 aprile 2007
Il  mio rapporto con la tecnologia è comicamente disastroso ad iniziare da quello con un qualsiasi semplice elettrodomestico da utilizzare.  Tutto trae origine dal mio essere stata bambina curiosa sì ma più verso il soggetto con cui mi confrontavo che l’oggetto. Di solito un bambino ribalta il giocattolo per vedere cosa c’è dentro, i primi giochi infantili ad esempio hanno tasti e aggeggini  vari adatti alla scoperta. Mio figlio, non soddisfatto da siffatte possibilità,  a due anni e mezzo mise la sua testa, e parte del suo piccolo busto, nel cestello della lavatrice per  scoprire come funzionasse. Quando mi chiedeva “cotè chello?” pretendeva che di un oggetto gli dicessi il nome di ogni componente.”Cot’è chello?” “La cucina” “No,chello” e così via… Io non ho mai avuto questa peculiarità evidentemente, e tuttora per me il meccanismo che fa funzionare un orologio piuttosto che il frullatore deve restare ammantato di mistero,perché ho sempre avuto la consapevolezza che questa curiosità finisce una volta soddisfatta. Mi ha sempre attratto e affascinato da morire, invece, cosa c’è dentro l’Uomo, quale animo lo muova,quale equilibrio tra ragione e istinto alberga in lui. La conoscenza dell’uomo è sempre in divenire, come lo è lui stesso, con i suoi sentimenti, la sua umanità, rimane sempre incompiuta o compiuta per poco e questa alimenta altra curiosità. Per me gli oggetti devono accendersi, essere funzionali e spegnersi.  Per cui va da sé che più un oggetto è accessoriato, più il mio rapporto con  lui è conflittuale. Basta guardare il semplice telecomando della tv, i tasti più usurati  sono on/off e chissà cosa c’è mai dietro il tasto con quel  geroglifico disegnato su? Non lo sapremo mai. Potrei anche avere attraverso questo il potere di governare il mondo e non lo saprei. Sono così. Del resto un cellulare, ad esempio,  serve per comunicare tramite telefonata o sms, a me non interessa ricevere l’ultim’ora, essere immediatamente aggiornata su tutto. Un po’ di sana ignoranza non fa di certo male. Guai però se decido di usare qualche optional, guai! Qualche giorno fa  ho voluto scaricare una suoneria che fosse meno anonima di quelle presenti  sul  telefonino. E che sarà mai? Mi sono detta, roba da ragazzini! Bene, ho scaricato tre volte la stessa canzone spendendo 6 euri, e dico euri, per 30 secondi  di “This is what you are.”  Col pc sono però a buon punto, dopo anni  di conflitti e lotte intestine… so bene che non si accende e spegne come fosse un televisore! Lo uso discretamente bene e devo molto al mio intuito e meno  al corso di due anni che ho fatto e che si prefiggeva  di  svelarmi tutti, proprio tutti,  i suoi segreti interni ed esterni.  I miei neuroni, quando si mettono in moto per interagire con lui, si sentono molto agenti  della cia in missione! 
raccontato da: Adelaide_Spallino alle 17:51 | Permalink | commenti (28) | commenti (28)(Popup)
nel vento:io