sabato, 31 marzo 2007
Ho ripreso a leggere “Ti amerò per sempre” di Piero Angela e stavolta mi sono soffermata sulle pagine in cui l’autore tratta, alla sua maniera scientifica e divertente, dell’innamoramento, spesso legato ad una prima fase di attrazione. Quest’ultima avviene secondo meccanismi ben precisi tanto è vero che alla domanda… “Cosa ti attrae di un uomo/una donna?” le risposte, tra il serio ed il faceto davvero, rivelano alcune semplici esigenze, comuni un po’ a tutti.  Le donne tendono a porre in primo piano la capacità dell’uomo che ha di farle ridere, il senso dell’umorismo, la giocosità, anche se ai primi posti vi sono tre caratteri fondamentali direi: dolcezza, gentilezza e intelligenza. L’uomo macho che non deve chiedere mai è declinato definitivamente? O rispunterà prima o poi come araba fenice nonostante  l’eyeliner ed il petto glabro? Per quanto riguarda i caratteri fisici le donne si allontanano dal luogo comune che le vuole attente osservatrici del fondoschiena maschile (e perché? ce ne sono alcuni davvero carini… di luoghi comuni dico)e rivelano invece di preferire un bello sguardo, il viso, gli occhi  e le mani. C’è chi ha risposto che l’odore di un uomo esercita in lei un certo potere attrattivo, e questo mi sembra rivelatore di un  istinto animalesco che è in noi molto più di quanto possiamo pensare. Gli uomini  sono attratti dalla donna che, oltre alla bellezza,  ha grazia e gentilezza, femminilità e simpatia, intelligenza e sensualità… ( gli incontentabili  cercano tutte queste doti in una sola persona e pensano che averne più di una voglia dire, in fin dei conti, porre rimedio ad un terribile torto commesso contro di loro dal destino).  Pare che sia molto più facile innamorarsi di chi è diverso da noi per carattere, anche se a ben guardare  si scopre che poi tutta sta grande differenza non c’è e ci si ritrova con chi ha gli stessi interessi nostri: l’ideale sarebbe avere lo stesso interesse di stare insieme ad esempio. Col passare del tempo lui e lei tendono comunque ad assomigliarsi, avete mai fatto caso a quante anziane coppie sembrano fratello e sorella? Un po’ come i cani che spesso somigliano ai padroni, con la differenza che i visi delle donne spesso, a parità di età coi compagni, risultano con più rughe! Chissà per quale misterioso motivo! Di certo c’è che l’innamoramento è un fatto irrazionale ma affiancato da una reazione biochimica che avviene dentro di noi, gli studiosi sanno difatti cosa succede nel cervello di una persona quando questa si innamora ed il bello è che ce lo vengono pure a dire! Intanto ad esempio sostengono che “ … è ben difficile che ci si innamori di qualcuno quando si è già innamorati di qualcun altro: i canali sono occupati, i pensieri sono monopolizzati, non c’è spazio per sovrapporre un’altra immagine a quella che già domina.” (Eppure c’è chi, nonostante abbia i canali tutti occupati, fa zapping!) Ed eccola qui la dottoressa Fisher rivelarci una bellissima ipotesi, quella secondo cui l’innamoramento non sarebbe altro che un sistema primario di sopravvivenza che spinge gli essere umani a creare dei legami ai fini della riproduzione. L’innamoramento, continua Angela, “non sarebbe altro che il cavallo di Troia escogitato dall’evoluzione per indurre due persone ad unirsi, grazie ad uno stato alterato della coscienza, in modo da creare le condizioni perché si riproducano.” Cavallo di Troia? E va bene, ma è proprio necessario bruciare la città?
- I'm your man -
If you want a lover  I'll do anything you ask me to
and if you want another kind of love
I'll wear a mask for you.
If you want a partner  take my hand
or if you want to strike me down in anger
here I stand: I'm your man!
If you want a boxeur  I will step into the ring for you
and if you want a doctor I'll examine every inch of you
If you want a driver climb inside
or if you want to take me for a ride
You know you can: I'm your man!
Ah, the moon's too bright  the chain's too tight
The beast won't go to sleep
I've been running through these promises to you
that I made and I could not keep
Ah but a man never got a woman back
not by begging on his knees
or I'd crawl to you baby
and I'd fall at your feet
and I'd howl at your beauty  like a dog in heat
and I'd claw at your heart
and I'd tear at your sheet
I'd say please, please: I'm your man !
And if you've got to sleep a moment on the road
I will steer for you, and if you want to work the street alone
I'll disappear for you.
If you want a father for your child
or only want to walk with me a while
across the sand: I'm your man !
- Leonard Cohen -

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 21:29 | Permalink | commenti (18) | commenti (18)(Popup)
nel vento:i musicanti
sabato, 31 marzo 2007

"Essere onesto in un mondo troppo disonesto è come spennare un pollo controvento: ti ritrovi con la bocca piena di piume."
(Moustache in Irma la Dolce)

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 16:08 | Permalink | commenti (8) | commenti (8)(Popup)
nel vento:selecti flores
venerdì, 30 marzo 2007

Cose che succedono. Le pause forzate ed improvvise, anche lunghe, possono talvolta disorientarci ma sono molto utili, forse molto di più di quelle preventivate da noi quando vogliamo, per così dire, “staccare la spina.”  La più bella delle melodie non sarebbe tale, ad esempio, senza le pause tra le note che ne accarezzano e determinano il ritmo, il giro musicale, ma diverrebbe un unico, tedioso e lungo suono senza senso. E così come la musica contiene la pausa, le parole contemplano il silenzio, quello ristoratore, quello che fa da ponte tra un pensiero e l’altro e che  fa apprezzare il lavorio tutto interno che porta ad esprimerlo. Dico allora che avevo bisogno di questo silenzio pur non avendolo cercato. Ho ritrovato in esso la gioia che danno le parole, scritte o dette, perché per quanto ne siamo circondati, per quanto ne scorrano a fiumi, chissà per quale dolce magia c’è sempre qualcosa ancora da esplorare. L’altra faccia di questo silenzio mi ha fatto ritrovare anche la mia sonnolenza davanti alla tv, non mi addormentavo alle 21,00 da tempo immemore! La sera sono crollata sullo spazio del  divano, condiviso più o meno equamente, con mio figlio, in posizioni ridicole e pericolose per la schiena perfino per qualsiasi contorsionista, applicando, in seguito a un legittimo risveglio, la pratica faticosissima della transumanza da questo al letto. Mi è mancata Isola Emersa, ovviamente, il mio blog sempre più parte di me, eppure mai invadente, mai sopra le righe; ci confrontiamo serenamente, in un rispetto reciproco cosicché la “sua vita” possa convivere con la mia quotidianità, possa affiancarla senza essere pretenziosa ed a sua volta ricevendone un’alta  considerazione.

Vabbé, mi siete mancati. Lo ammetto. Quante storie!

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 13:11 | Permalink | commenti (10) | commenti (10)(Popup)
nel vento:io
venerdì, 23 marzo 2007

cu mancia fa muddichi

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 15:53 | Permalink | commenti (18) | commenti (18)(Popup)
nel vento:pause, selecti flores
venerdì, 23 marzo 2007

foglie

- Distacco -

 

Sta nella ferita

della foglia offesa

il rispetto

della regola del vento.

E nel contorcersi

febbrile

per dire addio al ramo,

ad ogni suo movimento,

sciupa il tempo

spendendolo

per niente.

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 14:37 | Permalink | commenti (21) | commenti (21)(Popup)
nel vento:le mie poesie, io fotografo
giovedì, 22 marzo 2007

Da dietro i vetri di una finestra osservavo stamattina il mio piccolo mondo, le cime delle montagne spolverate di neve, le vallate intorno, verdi nonostante la poca pioggia di un inverno avaro, il lago artificiale in fondo, i tetti delle case. Le strade che girano attorno al mio quartiere e si intrecciano alle altre,rincorrendosi lungo percorsi che richiamano l'origine araba del paese.  E questo cielo che scruto tutte le mattine e che la sera avvolge con la sua luce d'arancia la mia casa,  un cielo che se gli sorrido sembra abbassarsi per farsi toccare.  Guardavo fuori mentre gocce di  pioggia si facevano strada lungo i vetri, scivolando e vincendo facilmente l'attrito con la  superficie che mi rifletteva. Ben poca cosa un vetro tra me ed il mondo fuori,  fragile barriera che  ha la pretesa di proteggere, di separare l'interno dall'esterno.  Ben altre fortezze ci vogliono,altre roccaforti dalle mura altissime dentro cui sentirsi protetti. Ma non si ha dopo né cielo né pioggia,  non si vede la luce d'arancia di un tramonto e nessuno che desideri davvero andare oltre,  attraversare l'apparenza di una fatica quando il segreto è magari in una piccola feritoia sul muro, di solito sono  tutti intenti a guardare con orrore la  poderosa fortezza.  Non è facile comprendere  che non si può avere paura di morire ed allo stesso tempo averne di vivere.  E vai a spiegare le metafore a chi mi definisce "quella delle poesie", dentro l'ambiguità, dentro i versi che si sdoppiano perché ogni poesia in realtà ne contiene un'altra: una piccola matrioska di parole. Perché noi siamo così, dentro di noi c'è sempre l'altro: il bello ed il cattivo tempo, la rabbia ed il perdono, l'offesa  ed il riscatto, la fatica ed il desiderio, la risata e l'ironia. Qui in paese qualche rudere  di castello  si regge a fatica in piedi. 

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 17:09 | Permalink | commenti (17) | commenti (17)(Popup)
nel vento:io
giovedì, 22 marzo 2007

Qualche giorno fa uno dei più importanti pubblicitari italiani ha detto in una intervista che i riferimenti al sesso proposti negli spot non fanno vendere più, che i consumatori preferiscono di gran lunga la pubblicità  dove a giocare un ruolo da protagonista è l’ironia. Sulla base di questa novità si sta avendo una inversione di tendenza, con buona pace delle donne che potranno reclamizzare un formaggio senza ammiccamenti da pornoguitte malpagate. Mi chiedo però dove se ne andrà tutto questo sesso avanzato dallo spot del gorgonzola ad esempio, anche se osservando il quotidiano di Belpietro tutti i dubbi vengono fugati. Certo lo scandalo nato dal binomio  sesso – politica è un gran piatto succulento, specialmente per i detrattori del peccatore in questione, ma non avendo a portata di mano nulla di simile al caso Clinton – Levinsky, gli italietti si accontentano del portavoce del governo in carica Sircana, fermo, e saranno pure fatti suoi, forse ad agganciare un trans per la strada. Dico forse perché per me avrebbe potuto anche chiedergli l’ora. Ovviamente la questione non è che un uomo vada in cerca di un piacere trasgressivo, ma che a farlo sia un componente del governo. Ed anche in questo caso sono sempre fatti suoi. Ma non per Belpietro, e consimili, che evidentemente vive in un mondo lindo e pulito, depurato da ogni pensiero peccaminoso verso chicchessia, è un animo puro lui e fa informazione.  L'importante è tirare e, non potendo contare sulle mirabolanti avventure del Cavaliere,  il bravo cronista d'assalto si affida ad una non notizia. Geniale davvero.

 

Genio al lavoro - R. Vecchioni

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 11:31 | Permalink | commenti (9) | commenti (9)(Popup)
nel vento:tra il serio e laceto
mercoledì, 21 marzo 2007

E' Primavera.
I peschi sono in fiore.

white
Nevica.

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 09:47 | Permalink | commenti (20) | commenti (20)(Popup)
nel vento:pause
martedì, 20 marzo 2007

Alcune bambine ad una coetanea che non ne vuol sapere del corteggiamento di un compagno di scuola:
- Ma dài, fallo felice... tanto ci stai due giorni e lo lasci!

Lorys, dopo una notizia frivola:
- Seeeeeee, tanto le fotomodelle si dipelano dappertutto...

Lorys dopo avermi visto salutare una signora con un vistoso gozzo tiroideo:
- Mamma, chi è quella signora con la gobba sul collo??

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 21:01 | Permalink | commenti (9) | commenti (9)(Popup)
nel vento:il riso sulla bocca
martedì, 20 marzo 2007

lettere

Non tutti i buchi riescono con la ciambella intorno. Eh sì che sui buchi si è perfino cantato. Per Venditti era quello in gola di suo padre, per Cocciante quello nel cuore. Un buco allo stomaco lo riempi facilmente. E’ questo mio buco che non mi convince molto anche se cerco di convincermi che sia fisiologico, capita che scrivi talmente tanto che arriva prima o poi un giorno, una settimana, due settimane in cui le parole ti sfuggono e tu non hai nessuna voglia di inseguirle. Tutto ciò che vedi, che osservi,cade in questo buco enorme, e non ne vuol sapere di ritornare indietro e guardi, un po’ in tralice, un po’   rassegnata la lineetta lampeggiare in cima ad una pagina bianca di word. Sembra volerti dire con tono di sfida “Embé, perché non scrivi?” Già, perché non scrivo? In fondo basta far danzare le dita sulla tastiera, mettere insieme un po’ di parole, renderle fruibili, scorrevoli, farle abbracciare da una dolce punteggiatura. Una poesia, un verso… e se l’ultimo verso non mi tradirà più? Un racconto, un piccolo scritto. Ci penso e tutto quello che mi viene in mente è un rumore sordo, fastidioso, uno stupido stridio di pensieri che cozzano l’uno contro l’altro inibendo quel po’ di volontà che in questo periodo mi riconosco di avere. Eppure un barlume deve esserci da qualche parte, una ciambella attorno al buco, l’incipit musicale e armonioso di una poesia: qualcosa che, mostrandosi all’inizio anche solo timidamente, mi conduca di nuovo alla ricerca esaltante delle parole. Deve esserci da qualche parte.  
Buona giornata.
raccontato da: Adelaide_Spallino alle 09:23 | Permalink | commenti (10) | commenti (10)(Popup)
nel vento:pause, io