mercoledì, 31 gennaio 2007
E così il tempo della Veronica che gli asciugava il volto è finito, ora gli lava la faccia e a lui non resta che lasciare la sua impronta in una tovaglietta di spugna che sarà debitamente conservata in una teca di vetro presso gli studi di Rete4. Tutti i pellegrini potranno visitarla in orario del Tg di Fede.
raccontato da: Adelaide_Spallino alle 21:54 | Permalink | commenti (8) | commenti (8)(Popup)
nel vento:satyricon
mercoledì, 31 gennaio 2007

Ho dato un'occhiata al nuovo Windows Vista... uuhhmmmm...  ci ho 'NVIDIA!
Buona giornata!

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 09:57 | Permalink | commenti (10) | commenti (10)(Popup)
nel vento:io
martedì, 30 gennaio 2007
“Apri l’armadio…lì a sinistra vedi? C’è una scatola… lì c’è una liseuse…”
Sorrido sentendo mia zia pronunciare la parola liseuse come se non avesse fatto altro nella vita.
“Accanto c’è una grande busta gialla… prendila…La vedi?”
“Sì…” prendo la busta e la apro autorizzata dallo sguardo della proprietaria, c’è una foto in bianco e nero, è stata ingrandita al computer e  stampata da uno dei miei cugini. La foto ritrae mio zio col vestito buono ed un farfallino al posto della cravatta, penso che siano trascorsi più di sessanta anni da quello scatto. Da giovane è rimasto davvero bello. E’ morto durante la Campagna di Russia, avrà avuto circa  27 anni.
“Non è bella quella foto?”.
“Sì bella…”
I miei occhi si spostano sulla figura di mia zia che, ultraottantenne, racconta con le sue rughe un’infinità di momenti passati senza di lui, ma la bambina da crescere tutta sola e il lavoro nei campi allora non le hanno lasciato il tempo di piangere molto.  
Poso con cura la busta dentro l’armadio e torno a sedermi accanto al suo lettino.
“Zia… ti sei fatta un bel bernoccolo…”
Mi racconta, secondo la sua versione dei fatti, come è caduta quella mattina, mentre lo fa osservo la stanza, la tv su una scrivania, uno sciroppo per la tosse sul comodino, il girello con cui si muove lungo i corridoi della casa di riposo che la ospita da mesi. Non la vedevo da un po’a dire il vero: “ Com’è che sei venuta?”. Il suo rimprovero, da me meritato forse, quando mi ha vista entrare.
Da bambina dormivo spesso da lei, quando andava ad Agrigento per qualche commissione mi chiedeva di farle compagnia. Non me lo facevo ripetere due volte. Lei  muniva la sua borsa di sacchetto di plastica, casomai mi fosse venuto da vomitare sul pullman lungo il tragitto da Parigi-Dakar verso la città. Non si è mai risposata ed ha coltivato nel tempo una sorta di sana solitudine, o così ci ha fatto credere, vivendo in un limbo per i sensi e l’amore, le uniche importanti assenze nella sua sfera affettiva. Mi chiedo, osservando i suoi gesti mentre parla,come ci si possa precludere ogni possibilità d’amare quando si è giovani, anche dopo aver provato quello che lo scrittore Ugo Riccarelli definirebbe “il dolore perfetto”. Ecco,mia zia sembra essere uscita proprio dalla sua penna, un po’ come tutta la famiglia di mia madre, a partire dal patriarca, mio nonno, che i nipoti più grandi, quelli che lo hanno conosciuto chiamavano”papà Vincenzo”, alla francese.
“Zia devo andare… ci vediamo la prossima volta…”
La prossima volta è un modo per non prometterle un “presto” che potrebbe diventare una bugia involontaria, una impegno disatteso.
“Vai, che hai tanto da fare tu…dai un bacio al bambino…”
Le schiocco due baci sulle guance, le sorrido e torno sui miei passi ripercorrendo il corridoio e guadagnare l’uscita da quel posto. Sull’uscio incontro una ragazza che lavora lì, mi dice che mia zia è caduta perché deve fare sempre di testa sua. Rido: “Lo immaginavo, sì, lo immaginavo…”
Una donna senza alcun dubbio forte ed in gamba, caparbia, capace di sacrificarsi tanto senza pensarci e di lamentarsi altrettanto per un semplice dolorino ad un fianco. Esageratamente siciliana.
raccontato da: Adelaide_Spallino alle 16:35 | Permalink | commenti (11) | commenti (11)(Popup)
nel vento:lessico familiare, vitamea
sabato, 27 gennaio 2007

A volte il cielo



raccontato da: Adelaide_Spallino alle 23:46 | Permalink | commenti (17) | commenti (17)(Popup)
nel vento:io fotografo
venerdì, 26 gennaio 2007

Ogni grande tragedia deve essere elaborata nel tempo dell'interiorità
affinché non diventi vana.
- Moni Ovadia -

 

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 22:36 | Permalink | commenti (3) | commenti (3)(Popup)
nel vento:rewind, selecti flores
venerdì, 26 gennaio 2007
L'olezzo del silenzio è tale che non sopporto le mie narici.
C'è puzza di fermo, di fermezza, di mancanza di amici.

Ma non importa, è tanto forte il coraggio che li vedo là, atipici,
a dirmi che il momento, di star lontano, non è tra quelli tipici.

Sembrava, guarda guarda, che eran lì di umore spastici,
e invece eran lì, pronti a regalar momenti elastici.

Presta loro tutti i miei momenti "stàtici",
che io le ripago con il mio per lor esser "fantàstici".


raccontato da: MuccoPazzo alle 01:30 | Permalink | commenti (8) | commenti (8)(Popup)
nel vento:
giovedì, 25 gennaio 2007

Silk.jpg

Dal bozzolo della mia anima
nasce il filo di un lucente desiderio
a cucire un diafano silenzio,
carezza vaporosa che scivola sulla pelle
di questo amore
dimora di profumi speziati
di essenze che solo il cuore respira
e dove attendo quieta
salir sulle mie labbra
il dolce sapore di ciò
che dirti ancora vorrei...
 -©Adelaide Spallino-
raccontato da: Adelaide_Spallino alle 22:53 | Permalink | commenti (8) | commenti (8)(Popup)
nel vento:le mie poesie
giovedì, 25 gennaio 2007

Lorys raccontando un episodio accaduto in classe:
- Ma', non capisco. La professoressa di Inglese ha rimproverato solo me perché sbirciavo nel libro mentre facevo il compito... anche gli altri  sbirciavano... perché solo a me? Un po' di par condicio insomma!


Sempre Lorys.
- Ma' guarda, guarda qui cosa c'è scritto sul libro di antologia.
Io:- cosa?
Lorys legge: - ... queste immagini ispirano nel poeta versi allegri,"ghei"... GHEI?... Ma' ...
E ride stupito il mio ragazzino.
Io:- Lorys quello non è gay ma è gai...
Guarda me, poi guarda il testo di antologia.
- Mi ero confuso ma'...
Io:- Eh già...

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 21:38 | Permalink | commenti (8) | commenti (8)(Popup)
nel vento:lessico familiare
giovedì, 25 gennaio 2007
Mi è capitato fin troppo spesso di sentire, o di leggere, che l’abitudine uccide il rapporto di coppia. Semmai avviene che, in un rapporto deteriorato, per giungere al quale entrambi i partners si sono impegnati chi più chi meno,  l’abitudine diventa un vero e proprio capro espiatorio. Un modo, a dire il vero poco credibile, di non assumersi responsabilità. “Chi è stato?”. “L’abitudine”. Stando a loro l’abitudine meriterebbe la condanna a più ergastoli. In realtà il rapporto che va bene vive di sana quotidianità, quello che va male sopravvive nelle abitudini, ma la parola in sé non ha un significato negativo, lo acquista quando si unisce in matrimonio con la nostra inquietudine, con il nostro disagio.
Secondo una ricerca fatta dal serissimo CENSIS, dimenticate la Brizendine, occhei? qui mica stiamo a pettinà le bambole, che io riprendo così com’è dal libro “Ti amerò per sempre”, tra le motivazioni che spingono ad essere infedeli primeggia il “combattere la routine” ed a farlo per questa nobile causa  sono il 27,2% degli uomini ed il 13,3% delle donne. Al secondo posto c’è la “voglia di trasgressione” (fuga dalla francesissima routine,la nostra reietta abitudine, sempre lei) con un 23,6% di uomini ed un 10,1% delle donne; al terzo posto c’è “l’insoddisfazione sessuale” (mizzica! l’abitudine può soddisfare mai dico io?) e questo vale per un13,6% dei maschietti ed un 5,4% delle femminucce; al quarto posto “innamorarsi di un’altra persona” e qui, coupe de teatre!, le donne la fanno da padrone con il loro 39,6% contro il misero 18,0% degli uomini; al quinto posto a scatenare l’evento infedele è lo “scarso affetto da parte del partner” per l’11,8% degli uomini ed il 22,2%delle donne; infine “l’essere stati traditi” è un buon motivo per tradire a propria volta per il 17,7% degli uomini e solo il 2,9% delle donne. Sommando i vari dati si evince che il 64,4% degli uomini tradisce cercando sesso per attenuare i dispiaceri dati dall'abitudine, uuhhmmm…, contro il 28,8% delle donne; per motivi sentimentali dunque tradisce il 61,8% di queste ultime   contro un 29,8% degli uomini. Abbiamo scoperto l’acqua calda? No, io penso che questa sia stata confermata, a consolazione di quanti temono che  certe abitudini...pardon, tradizioni... non vengono più  rispettate.   

- “Un matrimonio non finisce mai solo per un’ infedeltà. Quello è un sintomo che qualcos’altro non va.”
- “Ah sì? Beh, quel sintomo si scopa mia moglie”.
dal film  Harry ti presento Sally.
raccontato da: Adelaide_Spallino alle 14:47 | Permalink | commenti (8) | commenti (8)(Popup)
nel vento:
martedì, 23 gennaio 2007

Al telegiornale hanno anticipato la notizia secondo cui l'atteso discorso di stanotte di  Bush verterà sull'ambiente.
Lorys:- "Ma'... perché parla di ambiente e costruisce le basi qui da noi?".
Io:-
... ...

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 20:20 | Permalink | commenti (9) | commenti (9)(Popup)
nel vento:lessico familiare, abbi dubbi