nel vento:play
"Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi." - (Il Piccolo Principe)
"Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi." - (Il Piccolo Principe)
Quando ti metterai in viaggio per Itaca devi augurarti che la strada sia lunga, fertile in avventure e in esperienze. I Lestrigoni e i Ciclopi o la furia di Nettuno non temere, non sara` questo il genere di incontri se il pensiero resta alto e un sentimento fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo. In Ciclopi e Lestrigoni, no certo, ne' nell'irato Nettuno incapperai se non li porti dentro se l'anima non te li mette contro. Devi augurarti che la strada sia lunga. Che i mattini d'estate siano tanti quando nei porti - finalmente e con che gioia - toccherai terra tu per la prima volta: negli empori fenici indugia e acquista madreperle coralli ebano e ambre tutta merce fina, anche profumi penetranti d'ogni sorta; piu' profumi inebrianti che puoi, va in molte citta` egizie impara una quantita` di cose dai dotti. Sempre devi avere in mente Itaca - raggiungerla sia il pensiero costante. Soprattutto, non affrettare il viaggio; fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio metta piede sull'isola, tu, ricco dei tesori accumulati per strada senza aspettarti ricchezze da Itaca. Itaca ti ha dato il bel viaggio, senza di lei mai ti saresti messo sulla strada: che cos'altro ti aspetti? E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avra` deluso. Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso gia` tu avrai capito cio` che Itaca vuole significare.
K. Kavafis - Itaca
Auguri di ogni bene possibile nella continuazione di questo viaggio nel 2007.
Dove sono gli amici, là sono le ricchezze.
- Plauto -
Sono stanca eppure vorrei scrivere. Ho gli occhi che bruciano eppure vorrei scrivere ancora. Dopo il lavoro ho pranzato con una mia carissima amica e le sue tre bimbe, con la più piccola delle quali abbiamo raggiunto un notevole traguardo: dire il mio nome. Per Giusy di tre anni io sono "Alelaidra, Adilaila..." un po' a piacere insomma. Ah, beh, aspettiamo a definirlo traguardo allora. Mi divertono moltissimo e mi fanno una tenerezza incredibile i bimbi quando non riescono a pronunciare una consonante. Così per Giusy il blu é il "glu", per uno dei miei nipoti non esisteva la t: tappeto era cappeto, treno era creno... Mio figlio non aveva la s : cot'è quetto? Un classico. I loro contrattempi linguistici sono molto più divertenti delle bozze da correggere.
Per la gioia degli acquisti a rate ho dovuto comprare il computer nuovo. Una figata direbbe il mio amico Davide. Monitor piatto, bellissimo, devo abituarmi alla tastiera nera. Il fatto che me l'abbiano consegnato proprio il 23 mi ha permesso di lavorarci a singhiozzo. La stampante multifunzione è bellissima! Poco fa l'ho dovuta usare per un documento urgente ma nonostante le avessi dato il comando di stampa lei non partiva. Ho controllato le cartucce, la carta...era tutto a posto. Allora ho provato a persuaderla "Senti carina...maledetta...PARTI!". Niente di che, niente. Nunca. Ho preso il libretto di istruzioni... la parte in italiano sembrava meno incomprensibile... sembrava. Uuummhhh...tutto regolare, ma non sapevo neanche quale soluzione del problema cercare perché non sapevo quale problema avevo! Ho guardato il monitor, poi la stampante, poi il libretto e poi di nuovo la stampante... Mi serviva quel documento entro stasera! Uff... poi...così... ho schiacciato un tasto...inavvertitamente... ed ha stampato. Ha stampato. Per caso. Io lavoro per caso. Multifunzione e multicretina anche.
Forse lavoro troppo. O forse ho troppe cose da fare da sola e sembra che io lavori troppo. Me ne sono resa conto oggi quando mi ha chiamato mio cugino, giù per le vacanze, che mi ha chiesto se vivevo ancora qui. "Ma dove sei? Io starò fino al 6 gennaio... Ho pensato ora la chiamo e vediamo se riesco a prenotare una visita... un appuntamento... Ma dove sei?". A volte temo di inaridirmi. Già mi ero resa conto qualche settimana fa che riesco a trasformare tutto in lavoro, perfino il consiglio di interclasse con i prof di Lorys. Non voglio diventare come una di quelle persone che seppelliscono la loro vita sotto un cumulo di scartoffie, di telefonate di lavoro, di corse per far carriera o per tentare di farla. Il fatto di essere parasubordinata (insubordinata e paraculo messi insieme...
), mi dà l'opportunità di gestire al meglio il mio tempo...anche se è da molto che non gestisco un emerito tubo. Vedo gli amici solo dopo che mi hanno fatto numerose lamentele, rimostranze e telefonate a vuoto.... e sempre "Ma dove sei?". Dove non sono semmai! Per stasera chiudo qui. Domattina devo alzarmi prestissimo. Però così, volevo dirvi che... "D'amore e d'altri veleni" sta andando in stampa. Non è un OT o come diavolo si chiamano. Volevo solo condividere qui il fatto che la mia fatica di due anni sta trovando la sua gratificazione. Al momento è piccola ma non temo di faticare ancora perché possa crescere.
Forse il post è lungo... 
Dolce notte...
Ma un chiodo fisso lo pianta un pensiero martellante?
Atto unico. Scena unica. Interno bar carino di Palermo.
Io- Buongiorno, vorrei un panino senza latticini vari ed una bottiglietta d'acqua da portare via.
Barista: - Subito signora, il panino alla piastra?
Io:- Sì...senta eehhhmmm... - sussurrando - le toilettes?
Barista:- Sopra...vede? C'è l'indicazione.
Salgo la scala, arrivo in cima e vedo da un lato le cucine e dall'altro le toielttes. le toilettese? Sì, buonanotte. Un bagno chiuso a chiave e l'altro...l'altro ha un buco grande quanto un cd nella parete che dà su un corridoio!!! Panico! Le mani piene di buste e sacchetti, la borsa, e quel plin plin in pericolosa sospensione... Sbircio nelle cucine.
Io:- Senta... signor cuoco... qui, qui c'è un buco nella parete...non si può aprire l'altro bagno? Incrocio le gambe...
Cuoco: - Cosa? - fa finta di non saperlo - Compone un numero interno col telefono appeso alla parete e fa presente il problema. Sale il barista di giù rammaricato e dolente:
Barista:- Non ha nessuno giù che può salire? Non è possibile aprire l'altro.
Io:- No, sono sola...ma io devo andare in bagno! E qui c'è il buco che dà sul corridoio.
Il cuoco si offre di fare da guardiano...e controllare dalla soglia delle cucine che non passi nessuno!
Io strabuzzo gli occhi. Ho pochi secondi per decidere: o mi fido o... esco dal bar andando in cerca di un altro locale... Entro in bagno rassegnata e chiudo la porta. Non si chiude la porta? Appendo i sacchetti e le buste alla maniglia,faccio pipì tenendo chiusa la porta con un piede, la Carla Fraccia del water, e con gli occhi controllo che il cuoco che deve controllare non si affacci dal buco della parete opposta alla porta. Per fortuna centro il bersaglio. Esco da lì visibilmente sollevata, ringrazio il cuoco, scendo a prendermi il mio panino con l'acqua, pago e vado via. 
Vi auguriamo un sereno e dolce Natale. Che possiate fare e ricevere doni e non regali e tra quelli che farete uno riservatelo a voi stessi.
Adelaide.
Lorys.
Vi ho visti voi omini andare in giro con le vostre fidanzate,compagne, donne, mogli... in questi giorni di folle shopping. Vi ho visti voi tranquilli sostenitori dell'addebito in banca o posta pur di non fare la fila agli sportelli fare la fila chilometrica ad una cassa di un centro commerciale o di un negozio stipato fino all'inverosimile di donne vocianti e festose, col sudore che vi imperlava la fronte, per il tempo che avete perso ed a ben guardare le tasche, non solo quello. Vi ho visti come no? Eri tu, ad esempio, con le braccia incrociate al petto,in posizione di resa, lo sguardo assente e vacuo, fisso su una tenda spessa di uno spogliatoio dal quale la tua fidanzata è entrata e uscita cento volte provando cento gonne diverse facendoti cento volte la stessa domanda: "Come mi sta?". Tu che ormai non la vedevi più, eri lì ed aspettavi che qualcosa ti facesse uscire dal torpore in cui eri caduto. Qualcosa, l'orario di chiusura del negozio magari. Oppure eri tu nervoso, disattento, svogliato. Un somaro dello shopping. Nell'attesa che lei si decidesse tra un paio di stivali neri col tacco a spillo ed un paio di stivali neri corvino col tacco a spillo hai tormentato il telefonino, hai fatto telefonate di lavoro, di auguri, hai prenotato il cenone di Capodanno al ristorante e le vacanze del prossimo ferragosto, finchè lei, dopo alcune ore passate a non acquistare quel paio di stivali perchè più avanti c'era un negozio migliore, è uscita trafelata dal negozio e tirandoti per la manica ti ha detto "Sbrighiamoci, che fai dai su muoviti!". Sì, poi c'eri tu. Partecipe, curioso degli acquisti, attento, interessato ai gusti dei destinatari dei regali... uuuhhmmm... un vero attore. Poi tu perfido! Pur di uscire da quella folle corsa agli armamenti hai mentito dicendole che quel tubino da cui tracimavano i rotolini sotto e sopra la vita, le stava benissimo ed hai fulminato con lo sguardo la commessa che stava per consigliare un capo diverso. Bugiardo.