nel vento:pause
Da bambina il 2 novembre mi svegliavo prestissimo con l'idea di andare a trovare "i morti", un cesto pieno di dolci e giochi, doni portati dai cari defunti durante la notte, così mi veniva raccontato. Io e mio fratello Maurizio, di poco più grande di me, facevamo incetta di "frutta martorana " e "pupi di zuccaru". Questi ultimi sono delle statuine di zucchero appunto, dipinte con colori tenui e cave all'interno. Un tempo la tradizione voleva che fossero raffigurati in essi paladini e dame, adesso a trovarci un puffo ci si sta poco. Ricordo che mia madre, temendo giustamente un nostro consumo sfrenato dei pupi, li metteva in una vetrinetta bene in vista così da poterli tenere sotto controllo. Le statuine dopo giorni erano sempre intatte... sul davanti, perché io e mio fratello iniziavamo a farle fuori dalla parte posteriore. La frutta martorana, è costituita da dolcetti a forma di frutta,ma oggi anche il "panino ca a meuza" è entrato a far parte di essa, di pasta di mandorle, (marzapane, dall'arabo manthàban)chiamata anche "pasta reale" perché presente anche sulla tavola del re. Il nome di Martorana è stato mutuato dal Monastero fatto edificare da Eloisa Martorana ed all'interno del quale le suore erano abilissime a lavorare la pasta di mandorle.
Io non ho nulla contro le tradizioni degli altri Paesi che reputo molto belle ed alcune davvero suggestive, ma la festa di Halloween non mi va giù proprio per questa mania di adottare le usanze altrui e renderle ancora più commerciali e superficiali di quanto già non avvenga nel loro paese di origine. Per cui ho chiesto a mio figlio cosa ne pensasse e se avesse intenzione domani sera di andare in giro a scimmiottare i ragazzini americani bussando alle porte per recitare "dolcetto o scherzetto". Lui ha alzato gli occhi al di sopra del fumetto che stava leggendo e mi ha risposto di non essere interessato. Dopo abbiamo diviso in due un pomodoro di ipercalorica pasta di mandorle e gli abbiamo fatto fare la fine che meritava. 
















