Ieri sera tornavo da Agrigento in pullman, davanti a me erano sedute madre e figlia, la signora sembrava uscita dalla copertina patinata di una qualche rivista, com'è che non abbia disinfettato il suo posto prima di sedervicisi ancora me lo chiedo. Mentre l'autista si avviava ad uscire dal posteggio due giovani donne di chiara provenienza islamica hanno attraversato la strada, indossavani i loro abiti tradizionali con il velo sul capo. La signora, si fa per dire, le schernì avendo cura di tenere alto il volume della sua voce, anche se credo sentisse il bisogno di ascoltare lei se stessa. Ammiccando alle due donne disse dunque "guardale sembrano vestite di carnevale!" seguì un laconico e imbarazzatissimo "zittaaa" da parte della figlia. Ecco queste sono le cose che mi fanno capire come non si potrà mai contare su una convivenza pacifica tra popoli e culture diverse. Una stronza del genere farebbe cadere nello sconforto Gandhi, farebbe cadere le palle a terra a Martin Luther King, invoglierebbe Madre Teresa a picchiarla fortemente. Avrei voluto appiccicarle la mia chewing gum sul colletto di pelliccia, sputarle tra i capelli, non so mi è preso una voglia di farle qualcosa che le potesse far male, e così poco sarebbe bastato di sicuro visto che probabilmente era una di quelle che si commuovono quando quei pochi neuroni che vagano nel loro cervello si mettono in moto. Una rarità è pur sempre qualcosa di emozionante. Ad accorgersene. Per fortuna lei e il suo collo di pelliccia sono scesi al primo comune dopo Agrigento, lasciando un notevole fetore di ignoranza.
nel vento:cattivaria















