domenica, 26 febbraio 2006

Ieri sera tornavo da Agrigento in pullman, davanti a me erano sedute madre e figlia, la signora sembrava uscita dalla copertina patinata di una qualche rivista, com'è che non abbia disinfettato il suo posto prima di sedervicisi ancora me lo chiedo. Mentre l'autista si avviava ad uscire dal posteggio due giovani donne di chiara provenienza islamica hanno attraversato la strada, indossavani i loro abiti tradizionali con il velo sul capo. La signora, si fa per dire, le schernì avendo cura di tenere alto il volume della sua voce, anche se credo sentisse il bisogno di ascoltare lei  se stessa. Ammiccando alle due donne disse dunque "guardale sembrano vestite di carnevale!" seguì un laconico e imbarazzatissimo "zittaaa" da parte della figlia. Ecco queste sono le cose che mi fanno capire come non si potrà mai contare su una convivenza pacifica tra popoli e culture diverse. Una stronza del genere farebbe cadere nello sconforto Gandhi, farebbe cadere le palle a terra a Martin Luther King, invoglierebbe Madre Teresa a picchiarla fortemente. Avrei voluto appiccicarle la mia chewing gum sul colletto di pelliccia, sputarle tra i capelli, non so mi è preso una voglia di farle qualcosa che le potesse far male, e così poco sarebbe bastato di sicuro visto che probabilmente era una di quelle che si commuovono quando  quei pochi neuroni che vagano nel loro cervello si mettono in moto. Una rarità è pur sempre qualcosa di emozionante. Ad accorgersene. Per fortuna lei e il suo collo di pelliccia sono scesi al primo comune dopo Agrigento, lasciando un notevole fetore di ignoranza. 

 

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 13:42 | Permalink | commenti (6) | commenti (6)(Popup)
nel vento:cattivaria
mercoledì, 22 febbraio 2006
raccontato da: Adelaide_Spallino alle 20:25 | Permalink | commenti | commenti (Popup)
nel vento:play
mercoledì, 22 febbraio 2006
Lei non ha mai detto da dove è arrivata
Non importa se è arrivata solo ieri
Quando il sole brillava
O forse era notte fonda
Ma non lo sa nessuno
Mentre Lei viene e va

Ciao Ciao, Ruby Tuesday
Nessuno potrà mai darti un nome
Visto che Tu cambi ogni giorno
E già mi manchi

Non chiederti perché deve essere così libera
Lei ti direbbe che questo è il suo vivere
Lei non può essere costretta
A una vita dove tutto è guadagno
E niente è perso
Ma ha un prezzo.

Lei ha mi ha detto non perdere tempo
Afferra i tuoi sogni poco prima che scappino
Sparendo per sempre
Se perdi i tuoi sogni
Perderai la tua mente
E sarebbe crudele

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 08:04 | Permalink | commenti (2) | commenti (2)(Popup)
nel vento:play
martedì, 21 febbraio 2006
Rincuoro innanzitutto  coloro che veleggiano verso questo Sud, non appena ritorna a casa il mio pc debitamente risanato sistemerò immagini e vignette...
raccontato da: Adelaide_Spallino alle 10:29 | Permalink | commenti | commenti (Popup)
nel vento:pause
lunedì, 20 febbraio 2006
Non volevo sprecare nemmeno una sola parola sulla sentenza della Cassazione in merito al fatto che lo stupro sia un crimine minore se perpetrato ai danni di una donna non vergine. In questi giorni ho riflettuto sull'incapacità degli esseri umani di distinguere tra ciò che è stupido e ciò che è crudele, con questa sentenza c'è chi ha scelto entrambi.Sentenza ritirata? Non importa. Caso isolato? Non importa nemmeno. E' sempre qualcosa di intollerante, di inaccettabile. Soprattutto in un periodo in cui il bigottismo è tornato prepotentemente di moda tutto questo è per me molto più di un campanellino d'allarme. Mi raccomando, ragazze. Tra poco arriva l'otto marzo, forza correte tutte a manifestare in piazza, con un rametto di mimosa appuntato sul petto, "per le conquiste fatte e quelle ancora da fare". Gioite per la legge sulle Quote Rosa, un bel modo di essere ghettizzate. In un paese civile non occorrerebbe una legge del genere: bisogna andar avanti perché siamo capaci non certo perché ci viene fatto un favore. Nel corso dei millenni sono stati perpetrati sul corpo delle donne i crimini, i delitti più atroci: i piedi spezzati perché apparissero più graziosi, la vendita al miglior offerente, la pira pronta all'uso alla morte del proprio uomo,il disprezzo come esseri umani ai quali non va riconosciuto nemmeno il diritto di respirare, l'infibulazione: e non si salva nessuno, in nome della religione, in nome della casta o di chissà che cosa, si sono inventati di tutto.  Noi occidentali contemporanee accontentiamoci soltanto della violenza tra le mura domestiche, che tanto il prelato spagnolo le trova opportune. Magari, se ci sforziamo un po' ci verrà in mente anche l'attenzione del presdelcons per le belle segretarie da far ballare sulle ginocchia e le massaie, e non scordiamo quel dolcissimo indimenticabile "madri non buone" di quel tenero orsacchiotto di Buttiglione. E per adesso stop. 
raccontato da: Adelaide_Spallino alle 21:53 | Permalink | commenti (2) | commenti (2)(Popup)
nel vento:cattivaria
sabato, 18 febbraio 2006

Sarà che tutta la vita è una strada con molti tornanti,
e che i cani ci girano intorno con le bocche fumanti,
che se provano noia o tristezza o dolore o amore non so.
Sarà che un giorno si presenta l'inverno e ti piega i ginocchi,
e tu ti affacci da dietro quei vetri che sono i tuoi occhi,
e non vedi più niente, e più niente ti vede e più niente ti tocca.

Sarà che io col mio ago ci attacco la sera alla notte,
e nella vita ne ho viste e ne ho prese e ne ho date di botte,
che nemmeno mi fanno più male e nemmeno mi bruciano più.
Dentro al mio cuore di muro e metallo dentro la mia cassaforte,
dentro la mia collezione di amori con le gambe corte,
ed ognuno c'ha un numero e sopra ognuno una croce,
ma va bene lo stesso, va bene così.
Chiamatemi Mimì, chiamatemi Mimì.

Per i miei occhi neri e i capelli e i miei neri pensieri,
c'è Mimì che cammina sul ponte per mano alla figlia
e che guardano giù.
Per la vita che ho avuto e la vita che ho dato, per i miei occhiali neri,
per spiegare alla figlia che domani va meglio, che vedrai, cambierà.
Come passa quest'acqua di fiume che sembra che è ferma,
ma hai voglia se va, come Mimì che cammina per mano alla figlia,
chissà dove va.
Sarà che tutta la vita è una strada e la vedi tornare,
come la lacrime tornano agli occhi e ti fanno più male,
e nessuno ti vede, e nessuno ti vuole per quello che sei.
Sarà che i cani stanotte alla porta li sento abbaiare,
sarà che sopra al tuo cuore c'è scritto "Vietato passare",
il tuo amore è un segreto, il tuo cuore è un divieto,
personale al completo, e va bene così.
Chiamatemi Mimì, chiamatemi Mimì.

Per i miei occhi neri e i capelli e i miei neri pensieri,
c'è Mimì che cammina sul ponte per mano alla figlia
e che guardano giù.
Per la vita che ho avuto e la vita che ho dato, per i miei occhiali neri,
per spiegare alla figlia che domani va meglio, che vedrai, cambierà.
Come passa quest'acqua di fiume che sembra che è ferma,
ma hai voglia se va, come Mimì che cammina per mano alla figlia,
chissà dove va. (Francesco De Gregori)


 

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 21:10 | Permalink | commenti | commenti (Popup)
nel vento:forward
sabato, 18 febbraio 2006

"La vita non è qualcosa cui si possa dare una risposta oggi. Bisogna godere del processo dell'attesa, del divenire ciò che si è. Non c'è niente di più delizioso che seminare dei fiori senza sapere che specie di fiori crescerà" (Milton Erickson)

 

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 17:01 | Permalink | commenti | commenti (Popup)
nel vento:pause
giovedì, 16 febbraio 2006
"Viole nel ghiaccio"
p.s. avevo dimenticato di postare la foto...che ora è sopra e non sotto...
raccontato da: Adelaide_Spallino alle 19:57 | Permalink | commenti (2) | commenti (2)(Popup)
nel vento:
giovedì, 16 febbraio 2006
... ... scritta per definire uno stato d'animo e per farlo ho tratto ispirazione dalla foto qui sotto; grazie ad Alessio, che quando gli chiedo,  "Posso dirti una cosa?" Lui risponde paziente  "Certo che puoi... tanto la dici ugualmente!"
      
"Fiori nel ghiaccio"
E’ spento il bacio
e la bocca che vi si scaldò
dolcemente tace
trattenendo le parole
dentro il cuore:
fiori nel ghiaccio,
di costante bellezza
ma spogli del profumo
che li rese vivi.
raccontato da: Adelaide_Spallino alle 19:52 | Permalink | commenti | commenti (Popup)
nel vento:play
mercoledì, 15 febbraio 2006
   
"First I was afraid
I was petrified 
Kept thinking I could never live
without you by my side
But I spent so many nights
thinking how you did me wrong
I grew strong
I learned how to carry on
 ....     

...Gloria Gaynor,“I will survive”… non ha solo una musica trascinante   ma  ha anche un bel testo...  

Mitici anni 70. Avere delle sorelle maggiori non è che sia così grave se uno riesce a trarne qualche profitto. Le mie mi hanno dato la possibilità di ascoltare e conoscere fin da bambina la musica che non trovavo allo Zecchino D’Oro. Mio padre aveva comprato loro una radio mangianastri “Geloso”, ancora esiste da qualche parte ma le bobine sono logorate ed anche lui è piuttosto malconcio. Registravano ogni santo sabato la Hiiiitttt Pareiiiiddd…di Luttazzi e per tutta la settimana a seguire la mandavano  in replica; un’altra al posto mio avrebbe potuto riportare dei danni psicologici  io invece… io invece… invece? Boh!

 

Erano gli anni delle mini davvero mini, roba che quelle di oggi fanno ridere; ma allora, poiché non era ancora di moda la donna magra, la mini la indossava chiunque e si vedevano certe cosce tornite e sode fuoriuscire da quella striscia di stoffa! Le mie sorelle portavano anche le scarpe con la zeppa di legno, non mi sono sbagliata, era proprio di legno e riuscivano perfino a reggersi in piedi sfidando la legge di gravità e la pavimentazione stradale tipica del mio Comune fatta per lo più di “basole” di pietra lavica, l’ideale per cadute rovinose e spettacolari. I pantaloni a zampa d’elefante erano invece molto scomodi. Mi ero fatta questa idea dopo che la maggiore cadde, non con la zeppa, ma col motorino perché l’orlo si era impigliato nella catena,  lei distrusse i pantaloni e meno male perché erano di un orribile colore giallo,  il motorino venne portato in garage dove mio fratello pensò di smontarlo completamente e di rimontarlo per poterlo aggiustare; poiché non riuscì nell’intento si può senz’altro dire che aveva inventato la sorpresa degli ovetti di cioccolato.  

 

 

 

 

 

  

 

raccontato da: Adelaide_Spallino alle 15:51 | Permalink | commenti | commenti (Popup)
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